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Le Borse chiudono la settimana sulla difensiva, ma il bilancio dell'ottava è positivo

Restano i timori per l'epidemia in Cina e desta preoccupazione anche il pil della Germania. Ma Milano in cinque sedute è salita del'1,6% e vanta un +5,7% da inizio anno

di Eleonora Micheli


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(Afp)

6' di lettura

Nonostante i timori per il coronavirus, Milano nella settimana ha guadagnato l'1,59% e continua a vantare la performance migliore in Europa da inizio anno, con un progresso del 5,7%. Nei giorni scorsi il FTSE MIB ha aggiornato nuovi livelli che non vedeva dall'inizio del 2008, anno della crisi dei subprime. E' stata un'ottava positiva anche per le altre Borse europee, con Parigi che è salita dello 0,66% (+1,5% da inizio anno), Madrid dell'1,49% (+4,7% da inizio anno) e Francoforte dell'1,7% (+3,7%). E' invece andata male Londra (-0,77% e -1,7%), che paga l'incertezza per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea oltre che per il ribaltone nel governo, con il cambio della guardia al poltrona del ministero delle finanze tra Sajid Javid e Rishi Sunak.

L'ipotesi di un taglio alla produzione di petrolio da parte dell'Opec Plus ha fatto recuperare valore al petrolio, con le quotazioni del wti in progresso del 3% circa. D'altra parte da inizio anno il bilancio del valore dell'oro nero rimane in rosso per oltre il 15%.
A Piazza Affari è stata Nexi a vantare la performance migliore della settimana, con un progresso quasi pari al 15%. Per altro da inizio anno le quotazioni dell'azienda si sono rivalutate del 23%, sull'ipotesi che sia sempre più vicina un'aggregazione con Sia, anche dopo il consolidamento nel settore dei pagamenti avvenuto in Francia con l'operazione di acquisizione di Ingienico da parte di Worldline. Ubi ha festeggiato i conti 2019 con un balzo dell'11% (+13,6% da inizio anno). Sono inoltre andate bene le Unipol (+10,3%) nella settimana in cui sono stati pubblicati i conti migliori delle attese. Da inizio anno, però, le azioni dell'assicurazione hanno guadagnato solo il 2,8%. Al contrario il bilancio peggiore della settimana è stato quello di Fineco (-6,18%, +2,1%), a dispetto dell'annuncio dei conti del 2019 in crescita. Il mercato, però, si aspettava di più. Hanno perso quota anche Leonardo (-2,9%, +9,8% da inizio ano) e Moncler (-1,58% e -4,9%). Quest'ultima ha pubblicato i conti in crescita del 2019, ma i numeri sono stati completamente oscurati dal timore che le vendite in Cina possano accusare un forte scivolone nella prima parte del 2020. Del resto i vertici della società hanno dichiarato che i negozi rimasti aperti nella Repubblica Popolare hanno subito un calo del traffico attorno all'80%.

Venerdì di stallo in Europa, +0,1% Milano con spread sopra 132 punti
Nella seduta di venerdì , però, il coronavirus ha tenuto le Borse mondiali sotto pressione. Anche se la Banca centrale cinese ha indicato che l’effetto della malattia «è temporaneo», secondo gli analisti è ancora difficile quantificare l'impatto sull'economia reale e oggi, per esempio, Lufthansa ha prolungato la sospensione dei voli per Shanghai e Pechino fino al 28 marzo. Continua inoltre a farsi sentire lo stop delle fabbriche cinesi, tanto che oggi la stessa Fiat Chrysler Automobiles ha riprogrammato la produzione in Serbia, visto che non stanno arrivando componenti dalla Cina per la produzione della 500L. Ma oggi ad agitare gli animi è stato anche il dato sul pil tedesco rimasto al palo negli ultimi tre mesi dell'anno scorso, anche se su base annua è aumentato dello 0,4%. Eurostat ha inoltre diffuso la stima flash sul pil europeo, migliorato nel quarto trimestre 2019 dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% rispetto a un anno prima. In Italia, però, la variazione trimestre su trimestre è stata negativa per lo 0,3%. Per altro le previsioni per il 2020, secondo il Centro Studi di Confindustria, sono abbastanza grigie, visto che in questo inizio 2020 persiste una sostanziale stagnazione, che segue la flessione di fine 2019. Milano sul finale ha perso lo 0,1%, mentre lo spread è tornato sopra i 130 punti (a 132,2), risentendo delle incertezze sulla tenuta del Governo, dopo la presa di posizione di Italia Viva, che ieri non ha partecipato al Consiglio dei Ministri sul tema della prescrizione. Parigi ha perso lo 0,39%, Londra lo 0,58%, mentre Francoforte ha chiuso invariata e Madrid ha guadagnato lo 0,47%.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Unipol festeggia i conti del 2019, Nexi ancora spera nelle nozze con Sia
A Piazza Affari hanno strappato al rialzo le Unipol (+6,4%), spinte dai conti del 2019 superiori alle attese, archiviati con un utile netto di oltre un miliardo di euro, in crescita del 73%, anche grazie al consolidamento della quota del 20% detenuta in Bper. Il dividendo proposto da parte del cda crescerà del 56% a 0,28 euro. Sono andate bene anche le Unipolsai (+4,38%), con l'ad Carlo Cimbri che ha sottolineato che in tema di dividendi, per Unipolsai, sono già stati raggiunti i target del 2021. «Questa anticipazione non è una nuova base di partenza su cui anticipare una scaletta in crescita ma riteniamo di potere confermare questo target di dividendo anche su 2020 e 2021». Non si è inoltre arrestata la corsa di Nexi, che anche oggi ha registrato un progresso del 4,5%: solo da inizio febbraio le azioni hanno guadagnato quasi il 20%, spinte dall’ipotesi di una aggregazione con Sia, diventata più probabile dopo il consolidamento avvenuto in Francia, con l’acquisizione di Ingenico da parte di Worldline. La fusione Sia-Nexi darebbe origine a un gruppo da 2,1 miliardi di ricavi e un ebitda di 1,2 miliardi al 2020, secondo le stime di Mediobanca.

Moda sotto il tiro delle vendite a pochi giorni dalle sfilate
Le azioni della moda hanno perso quota a pochi giorni dal fischio di inizio della fashion week milanese. D’altra parte di recente già la Camera Nazionale della Moda aveva indicato di mettere in conto una frenata del comparto moda nel primo semestre 2020 tra l’1,5 e il 2,5% proprio a causa dell’effetto del coronavirus. Così Moncler ha lasciato sul parterre l'1,4% e Salvatore Ferragamolo 0,9%. Sono inoltre andate male le big francesi Kering giù del 2,97% e Lvmh dell'1,57%. A Francoforte, però Hugo Boss è salita dell'1,6% sulla notizia che la famiglia Marzotto ha alzato la sua partecipazione nel capitale dal 10,13% al 15,45%.

Telecom si sgonfia, deboli le banche
Dopo l’exploit di ieri, hanno perso quota le Telecom Italia (-1,39%), anche se rimane il rebus sulla rete e su una eventuale aggregazione di questa con la rete di Open Fiber. Secondo indiscrezioni il fondo KKR valuterebbe la rete Telecom tra i 7 e i 7,5 miliardi di euro e sarebbe pronto a prendere una quota di minoranza della società. Tra le società a maggiore capitalizzazione, sono risultate deboli le banche. LaJuventus Fc ha invece guadagnato lo 0,12%, anche se ieri la squadra bianco-nera ha pareggiato in Coppia Italia a Sansiro con il Milan. Della galassia Agnelli, Fca è andata male insieme al comparto auto europeo e anche sulla notizia del fermo dello stabilimento serbo. Notizia che arriva il giorno dopo il dato cinese sul crollo delle vendite di auto nel mese di gennaio del 18%. Ferrari è invece salita dello 0,69%, aggiornando un nuovo record poco sotto i 160 euro. Tra le azioni fuori dal paniere principale, si sono distinte le Interpump Group (+6,9%), premiate per i conti del 2019 archiviati con un utile netto in crescita dell'11% a 180,7. Risanamento, inoltre, ha messo a segno una volata di oltre il 10%.

Renault sotto la lente dopo il rosso accusato nel 2019
Renault ha perso lo 0,9% nel giorno in cui è stato annunciato che la società ha chiuso il 2019 con una perdita di 141 milioni di euro. Si tratta del primo bilancio in rosso dal 2009 per la casa auto, che non ha neppure escluso la chiusura di impianti. Renault continuerà a distribuire un dividendo, ma questo scenderà di oltre due terzi a 1,10 euro per azione da 3,55 euro dell'anno scorso. Per il 2020, in un mercato mondiale ancora in declino, il gruppo prevede un ulteriore calo della redditività operativa, che dovrebbe oscillare tra il 3% e il 4% delle vendite. Prevede vendite nello «stesso ordine» del 2019 e un'attività automobilistica che genera flussi di cassa positivi. «La visibilità per il 2020 rimane limitata dalla volatilità attesa dei mercati» e «dai possibili impatti del coronavirus» ha affermato Clotilde Delbos, amministratore delegato ad interim

Andamento dello spread Btp / Bund

Euro ai minimi dalla primavera 2017 sul biglietto verde
Sul fronte dei cambi, l’euro continua a restare debole: vale 1,0842 dollari (1,085 ieri) dopo aver toccato 1,0827, il livello più basso dalla fine di aprile 2017. Il petrolio continua a risalire la china, mentre gli investitori puntano su un ulteriore taglio della produzione da parte dei maggiori produttori per far fronte a un prevedibile calo della domanda causato dall’epidemia in Cina. Il Wti, contratto a marzo, sale dell’1% a 51,97 dollari al barile.

Usa, a gennaio aumentano le vendite al dettaglio
Negli States sono stati annunciati alcuni importanti dati macro. le vendite al dettaglio del mese di gennaio sono salite dello 0,3% su base mensile e del 4,4% su base annua, come si aspettavano gli analisti. Oggi è inoltre emerso che i prezzi alle importazioni sono rimasti stabili a gennaio, facendo meglio delle attese.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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