ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLA GIORNATA dei mercati

Europa debole su tensioni Usa-Iran. A Milano volano titoli legati a Olimpiadi

Le nuove sanzioni annunciate da Trump pesano sull'azionario, Wall Street debole dopo dati macro sotto le stime. Attesa anche per l'incontro tra il presidente americano e il premier cinese al G20. Investitori prudenti, dollaro debole e acquisti sull'oro

di C. Di Cristofaro e S. Arcudi


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6' di lettura

L'inasprirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo l'annuncio di nuove sanzioni da parte di Washington, e l'attesa su possibili sviluppi sulla guerra commerciale Usa-Cina durante il G20 di Osaka, dove il presidente americano Donald Trump vedrà il leader cinese Xi Jinping, hanno messo il freno alle Borse europee. Milano è stata la peggiore con un -0,73%, Parigi ha ceduto lo 0,13%, Francoforte lo 0,38% e Madrid lo 0,25%. Londra sulla parità. Con l'oro che è salito sui massimi da sei anni, sopra 1.430 dollari l'oncia, e il dollaro che prosegue all'insegna della debolezza, gli investitori si spostano su asset meno rischiosi, tenendo conto dei numerosi fronti caldi dal punto di vista geopolitico.
Sulla questione Usa-Iran, sebbene il presidente Trump si sia detto disponibile a un dialogo, Teheran ha risposto che «con gli Usa i canali di diplomazia si sono chiusi per sempre». Anche Wall Street è in calo, dopo una serie di dati macro deludenti e con gli investitori in attesa dell'intervento del governatore della Fed, Jerome Powell, che arà ascoltato da trader e gestori che danno ormai per scontato un taglio dei tassi alla riunione di luglio della banca centrale Usa. A livello aziendale, Allergan vola del 29% mentre AbbVie cede l'11% dopo l'annuncio della transazione da 63 miliardi di dollari circa con cui il produttore del botox è stato comprato da AbbVie.

A Milano le costruzioni festeggiano le Olimpiadi invernali
L'azionario ha ceduto terreno «poiché gli investitori temono un'escalation geopolitica prima del vertice del G-20», spiegano da ActivTrades. «È probabile che le azioni restino volatili e prove di direzione prima del G-20 - spiegano gli analisti - in quanto gli investitori attendono ulteriori dettagli sull'evoluzione della dispute commerciale con la Cina prima di decidere se aumentare o meno la loro esposizione a questo mercato». In un contesto generalizzato di debolezza, a Piazza Affari spicca il rialzo del comparto delle costruzioni, dopo che Milano e Cortina si sono aggiudicate le Olimpiadi invernali 2026. Il titolo che sta beneficiando maggiormente della notizia è Risanamento, che vedrà sorgere nell'area Nord di Santa Giulia l'Arena che ospiterà alcune gare. In corsa anche Salini Impregilo e Coima Res, mentre sul listino principale spicca il rialzo di Buzzi Unicem. In forte recupero Recordati dopo la debolezza della vigilia. In coda Campari (-2,88%), Nexi (-2,45%), che ieri ha preso il posto diBanca Generali sul Ftse Mib, e Bper Banca (-2,29%), nel giorno in cui Unipol (-0,12%) ha confermato che la salita al 19,9% del gruppo dall'attuale 18,5% avverrà entro fine giugno. In calo Fiat Chrysler Automobiles, dopo l'apertura di Nissan a rivedere la partecipazione con Renault e l'approvazione della nuova governance di gruppo.

Deboli i bancari, fuori dal Ftse Mib bene real estate
Sul listino principale deboli i bancari con Ubi Banca (-1,83%), che ha ribadito che «è assolutamente destituita di fondamento qualsiasi ipotesi aggregativa con Banca Carige» e Unicredit(-1,74%). Debole anche Telecom Italia (-0,82%), che comunque nelle precedenti sedute aveva accelerato molto (+8% in cinque giornate di scambi) dopo l'avvio ufficiale del negoziato con Open Fiber e Cdp sulla rete unica. Le incertezze del greggio mettono il freno anche ai titoli del comparto energetico (Eni -0,56%, Saipem -2,07%). Fuori dal listino principale, il rally di Risanamento sostiene anche altri titoli del settore immobiliare, come Restart (+9,99%) e Aedes (+6,62%). Forte ribasso invece per Trevi (-7,49%), che si attesta sui minimi storici: il complesso piano di salvataggio potrebbe incontrare forti ostacoli, dopo che la famiglia Trevi ha chiesto la convocazione di un'assemblea per cambiare il Cda, contestando l'azzeramento del capitale ante ricapitalizzazione da 130 milioni di euro.

In Europa giù le auto, bene farmaceutici
Le Borse europee hanno dunque chiuso in ribasso, con quasi tutti i settori in discesa, con l'eccezione dei tecnologici (+0,36% l'Euro Stoxx 600 Tech), della chimica (+0,12%) e dei farmaceutici (+0,29%), positivi dopo la terza mega acquisizione nel settore dal 2018: negli Stati Uniti AbbVie ha annunciato l'acquisto di Allergan, il produttore del botox, in una transazione da 63 miliardi di dollari circa. L'operazione segue l'acquisizione di Celgene da parte di Bristol-Myers Squibb e quella di Shire da parte di Takeda. Male ancora il comparto auto (-0,97%), complice il clima poco disteso sul fronte commerciale, e le vendite al dettaglio (-0,97%), come conferma il fatto che Carrefour (-3,49%) è stata tra le peggiori a Parigi. Per quanto riguarda i titoli, da segnalare il ribasso di Renault (-2,03% a Parigi) nel giorno dell'assemblea di Nissan, a cui la casa automobilistica francese è legata nell'alleanza a tre che include anche Mitsubishi. Nel comparto media da segnalare il ribasso di Prosiebensat (-5%) a Francoforte.

Spread chiude a 249 punti. Rendimenti in calo in asta CTz
Sul mercato obbligazionario lo spread tra Bund e BTp ha chiuso in rialzo marginale, restando ancorato sotto la soglia dei 250 punti base. Al termine degli scambi il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005365165) e il pari scadenza tedesco viene indicato a 249 punti base, in rialzo dai 248 punti della chiusura di ieri. In leggero calo, invece, il rendimento del decennale italiano, al 2,16%, dal 2,17% del finale della vigilia.
Rendimento in netto calo per i CTz assegnati oggi dal Tesoro. Nel collocamento odierno il Mef ha emesso 2,25 miliardi della quinta tranche del CTz scadenza 29/06/2021 spuntando un rendimento pari allo 0,431%, in diminuzione di 39 centesimi rispetto all'asta del mese precedente. Discreta la domanda, che si è attestata a 3,55 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,58. Assegnato complessivamente anche 1 miliardo di BTp a 10 e 30 anni indicizzati all'inflazione dell'area dell'euro: la 24ma tranche del BTp-i scadenza 15/05/2028 è stata collocata con un rendimento lordo dell'1,32% (-54 pb) per 648 milioni, mentre la 28ma tranche del BTp-i scadenza 15/09/2041 è stata emessa con un rendimento lordo del 2,00% per un importo pari a 352 milioni. Molto sostenuta la domanda, con il rapporto di copertura che è stato pari a 2,48 per il primo titolo e 2,58 per il secondo.

In Usa il rendimento decennale dei T-bond torna sotto 2%
L'avversione al rischio, dimostrata dall'ampliamento delle perdite degli indici a Wall Street, ha nuovamente spinto sotto il 2% il rendimento del Treasury a 10 anni. Era già successo la settimana scorsa per la prima volta dal novembre 2016 sulla scia di una Federal Reserve «colomba» che il 19 giugno aveva segnalato un possibile taglio futuro dei tassi, lasciati al 2,25-2,5%. Mentre il rendimento del titolo benchmark ha rotto al ribasso quella soglia psicologica importante, arrivando al 1,9884%. Gli investitori guardano alle parole del presidente della Fed Jerome Powell, all'indomani degli ennesimi attacchi ricevuti dal presidente americano, Donald Trump, che da mesi chiede un taglio dei tassi. Il 19 maggio la Fed li ha lasciati al 2,25-2,5% ma ha segnalato una loro possibile riduzione futura.

Dollaro debole, oro ai massimi da sei anni
Sul fronte valutario l’euro si muove appena sotto la soglia di 1,14 dollari come non accadeva da marzo. La fiammata dell’euro-dollaro è dovuta soprattutto alla debolezza del biglietto verde sceso ai minimi da marzo sulla scia delle forti aspettative del mercato di un taglio dei tassi della Fed in attesa dell'intervento del governatore della Fed, Jerome Powell, previsto quando in Italia saranno le 19. La debolezza del dollaro favorisce l’apprezzamento delle materie prime come l’oro le cui quotazioni sono arrivate a sfiorare i 1420 dollari l’oncia, ai massimi da sei anni.

In Usa rallenta la crescita dei prezzi delle case, vendite in calo
I prezzi delle case statunitensi continuano a crescere, ma a un passo sempre più lento anche se in alcune area del paese stanno tornando ad accelerare. Secondo l'indice Standard & Poor's/Case-Shiller, la componente sull'intera nazione è salita ad aprile del 3,5% su base annuale, in calo dal 3,9% di febbraio e dal 3,7% di marzo. Il dato relativo alle maggiori venti città è salito del 2,5% dopo il +2,7% del mese precedente e sopra il +2,6% atteso dagli analisti. Sempre sul fronte immobiliare, le vendite di case nuove hanno registrato un tonfo del 7,8%, contro attese per un rialzo dell'1,5%. E' stato il dato peggiore del 2019 e il calo maggiore dal dicembre scorso.
A giugno, inoltre, l'attività manifatturiera ha perso slancio. L'indice redatto dalla Federal Reserve di Richmond si è attestato a 3 punti dai 5 punti del mese precedente. Infine a giugno gli americani si sono dimostrati meno ottimisti sull'economia. L'indice sulla fiducia del Conference Board è sceso a 121,5 punti dai 131,3 del mese precedente, attestandosi sotto le stime degli analisti.

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