la giornata dei mercati

Europa cauta in vista del faccia a faccia Trump-Xi. A Piazza Affari male Atlantia

Il presidente Usa è tornato a minacciare dazi contro la Cina, anche se al 10% anziché al 25%. Ha inoltre puntato l'indice contro Powell

di Eleonora Micheli


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5' di lettura

Chiusura debole per Borse europee, mentre sale l’attesa per il G20 del Giappone che inizierà venerdì a Osaka e nel corso del quale è previsto un incontro tra il presidente Usa, Donald Trump, e quello cinese, Xi Jiping. Oggi Trump è tornato evocare la possibilita' di nuovi dazi contro la Repubblica Popolare in assenza di un accordo. Le tariffe, ha indicato il presidente, potrebbero però salire al 10% anziché del 25% come indicato in precedenza. Il presidente ha anche puntato l’indice contro il numero uno della Fed, Jerome Powell, che «non sta facendo un buon lavoro» visto che non abbassa i tassi di interesse americani per rendere competitivi gli States contro la Cina. «Ho il diritto di licenziarlo», ha sottolineato il presidente Usa. Parole che hanno alimentato il nervosismo dei mercati. Milano ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,34%, mentre lo spread si è portato in area 244,9 punti, in un giorno in cui il Tesoro ha fatto il pieno con l’asta Bot. Sono stati collocati con successo 6 miliardi di titoli di stato a sei mesi, con un rendimento in calo e negativo (pari al -0,063%).

Piazza Affari la peggiore, S&P punta l'indice sul pil
Le Borse europee sono state dominate per tutta la giornata dall’incertezza, mentre sale l’attesa per l’esito dell’incontro in Giappone tra Xi Jiping e Trump. Gli osservatori si aspettano un incontro interlocutorio che spiani la strada a un nuovo round di trattative. Lo stesso Trump ha ipotizzato che in assenza di un accordo i dazi su 300 miliardi di merci cinesi potrebbero essere elevati al 10%, livello comunque inferiore a quello del 25% indicato nelle scorse settimane. Ha inoltre destato preoccupazione la boutade del presidente Usa sull’Europa. «Ha barriere commerciali peggiori di quelle cinesi», ha infatti dichiarato. Francoforte, comunque, ha chiuso in territorio positivo, salendo dello 0,14%, mentre Parigi ha perso lo 0,25%. Londra e Madrid hanno chiuso stabili. Milano ha terminato in calo dello 0,34%, nel giorno in cui l’agenzia di rating S&P ha ribadito di prevedere per il nostro Paese una crescita del pil 2019 pari solo allo 0,1% e per l’anno prossimo allo 0,5%, stima tagliata dal precedente 0,6%. Si tratta di numeri molto più contenuti rispetto a quelli europei, con il pil della zona euro previsto in progresso dell'1,1% quest'anno e dell'1,3% l'anno prossimo.

Atlantia in calo di oltre il 4%, timori per la concessione
A Piazza Affari Atlantia ha accusato la performance peggiore del Ftse Mib, con un ribasso del 4,38%. I titoli hanno risentito della notizia che ieri, in serata, il Movimento 5 Stelle è tornato a chiedere la revoca della concessione autostradale. Numerosi analisti, comunque, rimangono positivi, anche perché la Lega sarebbe contraria ad aprire un costoso e lungo contenzioso contro il gruppo. In più il partito cercherebbe di coinvolgere Atlantia nella partita di salvataggio di Alitalia.

Teleccom debole in attesa del cda, giù Amplifon e Ferrari
Alla vigilia del consiglio di amministrazione di Telecom Italia, le azioni della compagnia hanno lasciato sul parterre il 2,2%, mentre il mercato si interroga sul futuro della società e sull'eventualità di un aggregazione tra la sua rete e quella di Open Fiber. Intanto fa paura l’impatto che potrebbe avere sul mercato delle tlc l'alleanza strategica decennale tra Wind Tre e Fastweb, stretta per accelerare la realizzazione di una infrastruttura 5G su tutto il territorio nazionale. In seguito a questa intesa, hanno commentato gli analisti di Equita, «vediamo un rischio per Tim che oggi ospita Fastweb in roaming, generando ricavi che stimiamo pari all'1% circa dei ricavi da servizi domestici (che valgono il 2% dell'Ebitda)». Gli investitori hanno inoltre alleggerito le posizioni su titoli che negli ultimi mesi hanno corso molto, raggiungendo valutazioni «care» a livello di multipli. Così hanno perso l'1,38% le Amplifon, dopo la galoppata quasi ininterrotta del 50% che va avanti dallo scorso 21 dicembre. Anche le Ferrari, che da inizio anno si sono rivalutate di oltre il 60%, hanno lasciato sul parterre l'1,24%. Dopo la corsa dei giorni scorsi, hanno frenato anche le utilities. Per contro sono andate bene le azioni delle banche, approfittando dell’andamento in calo dello spread.

Buzzi continua a correre su effetto Olimpiadi, bene anche St
Buzzi Unicem è salita del 2,15%, beneficiando ancora della notizia che Milano e Cortina si sono aggiudicate le Olimpiadi invernali 2026, prospettiva che dovrebbe mettere in moto il settore delle costruzioni. In più Morgan Stanley ha alzato la raccomandazione sull'azienda del cemento a «Overweight» dal precedente «Equal-weight» e ha indicato un target price a 20 euro, scommettendo su risultati migliori delle attese. Sono salite inoltre le Stmicroelectronics (+1,8%), beneficiando dell’andamento del settore tecnologico oltre che della notizia che il leader nel settore delle memorie, Micron, non solo ha pubblicato conti trimestrali migliori delle attese, ma ha anche annunciato la ripresa della fornitura di alcuni prodotti alla cinese Huawei, dopo un’iniziale sospensione a seguito dei dictat imposti da Washington. Dopo un’analisi più dettagliata, il gruppo ha rilevato che la vendita di alcuni prodotti a Huawei non infrange le restrizioni imposte dal Governo americano. La notizia ha ovviamente avuto un impatto positivo su tutto il comparto dei semiconduttori viste le dimensioni della società cinese che nel 2018 ha speso circa 21 miliardi di dollari per acquisti di semiconduttori. Il gruppo cinese è uno dei primi 10 clienti della stessa St.

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Fca in lieve rialzo, bene la Juve che aspetta Buffon
Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso in rialzo dello 0,17%, anche se il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, in occasione della sua prima visita in Giappone ha difeso l'alleanza tra Renault e Nissan, evitando qualsiasi accenno alla possibilità di un’operazione con Fca. Della galassia Agnelli sono andate bene le Juventus Fc (+0,6%), sui rumor di un ritorno di Gianluigi Buffon.

Debutto in gran rialzo per Officina Stellare
Fuori dal paniere principale, è stato un debutto in gran rialzo per Officina Stellare (+54%) nel primo giorno di negoziazione sul mercato Aim. La società specializzata nella progettazione e produzione di telescopi e strumentazione ottica e aerospaziale d'eccellenza ha raccolto 5,2 milioni di euro con l'ipo. A Francoforte Thyssenkrupp ha vantato un +6,88% sull'ipotesi che la finlandese Kone sia interessata alla divisione di ascensori del gruppo.

Andamento dello spread Btp / Bund

Euro/dollaro in lieve rafforzamento. Su il petrolio dopo scorte Usa
Sul mercato dei cambi, l’euro si è rafforzato sul biglietto verde: si attesta a 1,1384 dollari (segui qui l'andamento dei cambi). Infine, il prezzo del petrolio, anche sull'onda dei dati sulle scorte americane che sono scese più del previsto, esattamente di 12,788 milioni di barili a 469,576 milioni di unità, contro attese degli esperti per un ribasso di 2,6 milioni di barili.

Il cambio euro / dollaro

Ordini beni durevoli deludenti negli States
A maggio, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono scesi per la terza volta su quattro e molto più del previsto. Secondo i dati del Dipartimento al Commercio, gli ordini di beni destinati a durare più di tre anni sono calati dell'1,3% rispetto al mese precedente, a causa ancora una volta della flessione degli ordini di aerei commerciali (-28,2%, conseguenza del caso 737 Max della Boeing, il tipo di jet costretto a terra da marzo in seguito a due incidenti mortali avvenuti nel giro di cinque mesi). Gli analisti attendevano un calo dello 0,3%. Il dato di aprile è stato rivisto a un -2,8% da un -2,1%. Escludendo gli ordini del settore trasporti, il dato è cresciuto sul mese precedente dello 0,3% dopo il calo dello 0,1% di aprile; escludendo la difesa, categoria molto volatile, il dato ha registrato un ribasso dello 0,6%, terzo calo in quattro mesi. Una misura chiave per gli investimenti aziendali, i nuovi ordini per beni capitali non nel settore della difesa, è rimbalzata dello 0,4%.

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