la giornata

Sprint banche lancia i listini Ue, Milano (+0,82%) sopra 22mila

Gli indici europei hanno chiuso in rialzo, con Milano tra le migliori, dopo che la Fed ha tagliato ancora i tassi e la Bce ha lanciato la prima delle nuove aste del Tltro III. Acquisti sui bancari, che hanno registrato la performance migliore del Vecchio Continente. Spread stabile a 139 punti

di C. Di Cristofaro e S. Arcudi


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5' di lettura

Il rally delle banche, innescato dalle posizioni accomodanti delle banche centrali e dall'avvio delle nuove aste del Tltro III della Bce, ha sostenuto la corsa dei listini europei, tutti positivi alla chiusura (Parigi +0,65%, Francoforte +0,55%, Madrid +1% circa e Londra +0,58%). Chiusura invece contrastata per Wall Street con il Dow Jones che cede lo 0,20% a 27.093,43 punti e il Nasdaq che guadagna lo 0,07% a 8.182,88 punti.

In Europa Piazza Affari (+0,9%) è stata tra le prime della classe, con il FTSE MIB che si è riportato sopra quota 22.000 punti. Oggi la Bank of England ha lasciato fermi i tassi e lo stesso ha fatto la Banca del Giappone, mentre ieri la Fed ha tagliato nuovamente il costo del denaro, cosa apprezzata dai mercati anche se l'istituto guidato da Jerome Powell non ha chiarito se ci saranno altre riduzioni quest'anno e il prossimo, pur lasciando la porta aperta a una politica ancora più morbida. Inoltre, la Bce ha assegnato 3,4 miliardi di euro in prestiti a lungo termine a 28 banche europee nell'ambito dell'operazione Tltro-III. L'ammontare è inferiore alle attese della vigilia, che indicavano una cifra compresa fra i 20 e i 100 miliardi di euro, ma gli analisti fanno notare che i nuovi termini delle aste sono stati resi noti solo una settimana fa e che la domanda potrà essere più alta nelle successive sei aste (l'ultima è attesa a marzo 2021).
A Piazza Affari, lo spread BTp/Bund ha finito piatto a 139 punti, ma stando a un articolo del Sole 24 Ore il calo del differenziale che ha accompagnato la formazione del nuovo Governo (-100 punti circa) rappresenta un "aumento di capitale virtuale" per un totale di circa 2,4 miliardi, motivo per cui le banche hanno svettato sul Ftse Mib (Bper +4,37%, Ubi Banca +4,58%, Finecobank +3,02% e Unicredit +2,27%).

Leggi anche: La Fed taglia i tassi di interesse all'1,75-2%

Sono sotto i riflettori i titoli del comparto bancario in tutta Europa: gli investitori stanno acquistando tutto il settore, uno dei più penalizzati da inizio anno, con le nuove mosse espansive delle banche centrali. In Giappone, la BoJ ha mantenuto i tassi invariati, ma ha indicato che, se necessario, è pronta ad espandere gli stimoli monetari. «Dopo la Bce e la Fed, aumentano quindi le probabilità di un intervento anche della BoJ, considerato anche che, ad ottobre, è previsto un aumento dell’Iva e questo potrebbe pesare sulla spesa per consumi», commentano gli analisti di Mps Capital Services. Stamattina inoltre si è svolta l'asta Tltro III della Bce, in cui non si è visto l'impatto delle nuove misure della Bce con richieste inferiori alle attese. «Le misure della Bce volte a proteggere la profittabilità delle banche sono una novità importante - spiega Luigi Nardella di Ceresio Investors - in quanto creano di fatto uno spread positivo tra il tasso a cui possono depositare e il tasso a cui possono prendere a prestito. Per ora l’impatto è contenuto, ma la dimensione dell’intervento potrebbe essere ampliata in futuro».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

A Piazza Affari il Ftse Mib è tornato sopra i 22mila punti
Tra i finanziari, gli acquisti premiano Generali (+2,2%) sui massimi da 4 anni con il mercato che si interroga sulle prossime mosse di Leonardo Del Vecchio dopo l'ascesa in Mediobanca al 6,94%, che lo porta al terzo posto tra gli azionisti di Piazzetta Cuccia (+1,19% il titolo di Mediobanca). In recupero Moncler(+2,3%) dopo lo scivolone di ieri, quando era sceso ai minimi da gennaio. Oggi il titolo è sostenuto anche da un report di Banca Imi che ha confermato la valutazione «hold». Sale anche Atlantia (+2,04%) mentre ci si interroga ancora sul futuro della concessione. Il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli oggi ha detto che si arriverà alla fine della procedura sulle concessioni "senza sconti e scegliendo la soluzione migliore".

    In coda utility, tiene il comparto petrolifero
    In calo Tenaris (-1,18%) e Amplifon (-1,05%) e debole anche Juventus Fc (-0,75%), dopo il pareggio 2-2 con l'Atletico Madrid nella partita di esordio in Champions League. A passo lento le utility (A2a -0,65%, Hera -0,71%, Snam -0,36%), dopo che hanno cominciato a circolare le prime bozze sul decreto legge sul clima, dalle quali emergono spunti sul settore waste e mobilità elettrica, ma senza provvedimenti che abbiano un impatto rilevante nel breve termine. A proposito di mobilità, Terna (-0,28%) e Fiat Chrysler Automobiles (+0,08%) hanno siglato una dichiarazione di intenti per la sperimentazione congiunta di tecnologie e servizi di mobilità sostenibile, come il vehicle-to-grid (V2G) che permette alle vetture elettriche di interagire con la rete grazie a una infrastruttura di ricarica «intelligente». In coda Salvatore Ferragamo che ha perso l'1,18%. Bene i petroliferi con il rialzo del greggio (+0,7% il Wti a novembre e +1,42% il Brent di pari scadenza): gli investitori dubbiosi sui tempi della ripresa della produzione nelle raffinerie dell'Arabia Saudita dopo gli attacchi del fine settimana.

    Finanziari in accelerata in Europa, lenti i tecnologici
    I principali listini europei hanno chiuso in territorio positivo, sostenuti dalla performance dei bancari, la migliore (+1,8%) tra i comparti dell'Euro Stoxx 600. I titoli del settore, a Piazza Affari come nel resto del Vecchio Continente, sono stati le punte di diamante dei rispettivi indici: a Parigi Societe Generale ha guadagnato il 2,71% e Bnp Paribas il 2,16%, a Madrid Bankia ha acquistato il 7,18%, Caixabank il 3,82% e Banco Santander il 2,84%, a Francoforte Deutsche Bank è salita del 2,05% e Commerzbank del 3,07% e a Londra Royal Bank of Scotland è salita dell'1,71%. Positivo anche l'andamento del comparto telecomunicazioni (+1,03%) e farmaceutico (+0,89%), mentre hanno arrancato vendite al dettaglio (+0,12%), tecnologici (+0,23%) e alimentare (-0,26%).

    Il cambio euro / dollaro

    Spread chiude a 139 punti, rendimento decennale allo 0,89%
    Lo spread BTp e Bund chiude su livelli invariati al termine di una seduta in cui si è mosso all'interno di un range ristretto. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin T0005365165) e il pari durata tedesco viene indicato in chiusura a quota 139 punti base, lo stesso valore registrato nel finale di ieri. In lieve rialzo il rendimento del BTp decennale benchmark che si è attestato a fine seduta allo 0,89% dallo 0,88% del closing della vigilia.

    La decisione della Fed ha avuto un impatto negativo sull’euro-dollaro che si è indebolito in scia all’apprezzamento del biglietto verde. Non si è trattato tuttavia di scossoni degni di nota e la moneta unica si conferma oltre la soglia di 1,10 dollari. «Con l'annuncio di ieri della Federal Reserve di un taglio dei tassi d’interesse di 25 punti base e il conseguente discorso da falco del presidente Jerome Powell, la banca centrale americana ha lasciato i mercati piuttosto confusi», commentano gli esperti di ActivTrades.In netto rafforzamento lo yen dopo la decisione della banca del Giappone di mantenere i tassi invariati ma l'apertura a mosse future.

    Sussidi disoccupazione Usa oltre stime, salgono vendite case
    Nell'ultima settimana il numero dei lavoratori che per la prima volta ha fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione è salito ma meno del previsto. Sempre sul fronte macro, nel secondo trimestre del 2019 il deficit americano delle partite correnti è migliorato in linea alle previsioni scendendo del 5,9% % a 128,19 miliardi di dollari rispetto al trimestre precedente. Come percentuale del Pil, il deficit è calato al 2,4% contro il
    2,6% del periodo da gennaio a marzo. Il dato è lontano dal picco del 6,3% raggiunto nel 2005. Inoltre, per quanto riguarda il settore immobiliare, le vendite di case esistenti sono cresciute in agosto dell'1,3%, il passo più rapido da marzo dello scorso anno e un ritmo superiore all'1,1% atteso dagli analisti. Infine, il superindice dell'economia, redatto dal Conference Board, è rimasto a 112,1 punti dopo il rialzo dello 0,4% registrato a luglio e il dato invariato di giugno. Il dato è dunque rimasto al top del luglio del 2018.

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