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Lo spettro del voto anticipato riaccende lo spread

I listini europei terminano in rialzo in scia con Wall Street e i messaggi della Bce. Ma la crisi, sempre più probabile del governo Conte, ha infiammato lo spread in area 209 senza mandare in fibrillazione Piazza Affari. Al top Fineco e St, male Bper che ieri ha dato i risultati

di Andrea Fontana ed Enrico Miele


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5' di lettura

La crisi ormai conclamata del governo Conte rialza lo spread in area 209 ma non manda in fibrillazione Piazza Affari, che chiude una seduta positiva (+1,47%) in scia con il resto d’Europa. A spingere gli acquisti sulle piazze principali è la ripresa di Wall Street, con il rendimento dei Treasury in rialzo, e i messaggi concilianti della Bce una politica monetaria accomodante. Segnali di “pax” arrivano anche dalla Cina, dove la banca centrale sta frenando la discesa dello yuan. Il FTSE MIB, sceso ai minimi di giornata (+0,3%) quando la Lega ha certificato lo stato di pre-crisi di governo, ha poi rialzato la testa chiudendo all'1,5%. Ma il possibile ritorno anticipato alle urne si è invece fatto sentire sui BTp, che sono calati, riportando il rendimento decennale sopra l'1,5%, con lo spread in decisa risalita. Sul listino principale, il titolo migliore a fine seduta è Fineco (+4,6%), seguito da St (+4%) che, come tutto il comparto tecnologico europeo, beneficia dei dati sugli scambi commerciali cinesi migliori del previsto. I rialzi del petrolio hanno spinto Saipem (+3%) e Prysmian (+2,4%). Positivo il settore bancario con l’unica eccezione di Bper, in fondo al listino con un rosso dell’1%, con gli analisti che attendono la banca al varco per una accelerazione sullo smaltimento degli Npl. Acquisti anche su UniCredit (+1,4%) nel giorno in cui è mancato improvvisamente il suo presidente Fabrizio Saccomanni. Dopo il tonfo di ieri è in risalita il petrolio: il Wti con contratto di consegna a settembre viene scambiato a 52,7 dollari al barile (+3,3%) e il Brent su ottobre a 57,5 (+2,4%). Sul fronte valutario, il cambio tra euro e dollaro resta agganciato a quota 1,12, con la moneta unica che viene scambiata a 1,122 contro il biglietto verde (1,119 ieri) e passa di mano a 119,05 (119,15). Il dollaro vale 106,12 yen (106,41 ieri sera) mentre il rapporto tra divisa Usa e yuan resta sopra la soglia di 7 a 7,045 (7,022).

In un mese di agosto storicamente più volatile rispetto alla media i timori riguardo un possibile rallentamento dell’economia globale, alimentati in parte dai dati macroeconomici deludenti e in parte dall’escalation sul fronte della guerra commerciale, hanno spinto gli investitori in queste settimane a vendere le azioni per riposizionarsi sul reddito fisso. In particolare nella giornata di ieri segnata dalla decisione a sorpresa di tre banche centrali (quelle di India, Thailandia e Nuova Zelanda) di tagliare i tassi.

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Non solo BTp, realizzi sui governativi dopo il rally
Il mercato in queste ultime settimane vende azioni e compra bond insomma e di questo trend ha beneficiato anche il BTp i cui rendimenti ieri sono piombati ai minimi dal 2016 in scia a tutto il mercato obbligazionario. Dopo i forti acquisti di ieri tuttavia il mercato pare orientato a prendere profitto sul mercato del reddito fisso. I rendimenti dei principali titoli governativi dell’Eurozona sono tutti in rialzo.

Bce: tassi accomodanti e nuovi interventi se inflazione resta debole
La Bce, nel bollettino, mette in risalto ancora la «necessità di un orientamento di politica monetaria altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo, poiché i tassi di inflazione, sia nella realtà sia nelle proiezioni, si sono collocati costantemente al di sotto di livelli in linea con il valore previsto».

Andamento dello spread Btp / Bund

A Piazza Affari rientra il calo di Tod's, male Datalogic
In prima fila nel Ftse Mib ci sono Buzzi Unicem e Saipem. Bene anche Juventus che ieri sera ha ufficializzato la cessione dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore portoghese Cancelo e l'acquisto contestuale del brasiliano Danilo. Dopo la trimestrale è invece in netto calo Banca Pop Er: i conti trimestrali, pur positivi, non hanno fornito sorprese ma i broker si aspettano di più dall'istituto sul fronte della riduzione dei crediti deteriorati. Al palo Unicredit ieri in caduta dopo i conti deludenti. Fuori dal paniere delle big, Tod's ( dopo un -8% in avvio) ha quasi azzerato le perdite dovute a una semestrale con numeri peggiori delle previsioni (-4,7% i ricavi e perdita per 6 milioni) e l'aspettativa di un secondo semestre con trend simile. Giù doValue dopo il collocamento del 6,25% del capitale da parte di Eurocastle (Fortress Group) a un prezzo inferiore del 9% alla chiusura di ieri. Il pacchetto di controllo in capo a Fortress e ai suoi fondi scende dal 50% al 44%. Giù le quotazioni del gruppo bolognese Datalogic che ha abbassato le sue previsioni sui risultati dell'intero 2019 alla luce del rallentamento dei settori di attività (sensori, lettori di codice a barre) in Europa e in Cina.

Rimbalza il petrolio: ieri in caduta dopo le scorte Usa
Petrolio al rimbalzo dopo la forte discesa dei prezzi di ieri sera dovuta al rialzo a sorpresa delle scorte Usa di greggio: il Wti settembre si riporta a 52,8 dollari al barile, il Brent ottobre a 57,8 dollari al barile. Nella settimana conclusa il 3 agosto scorso, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono inaspettatamente salite per la prima volta dopo sette settimane di fila in calo. Il dato è salito di 2,385 milioni di barili raggiungendo 438,93 milioni di unità, contro attese degli esperti per un ribasso di 2,8 milioni di barili. Oro sotto i massimi di ieri ma sempre vicino a quota 1500 dollari l'oncia (1498,10).

In Usa calano (più delle stime) i sussidi di disoccupazione
Nei sette giorni conclusi il 3 agosto, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, infatti, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 8mila unità a 209mila (il dato della settimana precedente è stato rivisto a 217mila unità). Le attese erano per un dato a 215mila unità. A metà aprile il dato era sceso a 193mila, ai minimi dal 1969. La media delle ultime quattro settimane, un misura più stabile del dato, è calata di 250 unità a 212.250, contro le 201.500 raggiunte a metà aprile e pari ai minimi da 50 anni. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione da più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 27 luglio – ha registrato un calo di 15mila unità a 1,684 milioni, intorno ai minimi dell'inizio degli anni '70.

Yuan, banca centrale porta fixing con dollaro sopra 7
Sul mercato valutario, euro-dollaro sopra 1,12 e dollaro/yuan sopra quota 7. Gli attacchi di Trump alla Federal Reserve, ieri con tweet ha definito la banca centrale come «il nostro problema», e i movimenti della valuta cinese sono i due temi al centro del dibattito e delle attenzioni degli operatori. «La seduta odierna si è aperta con un apprezzamento delle divise emergenti (specialmente quelle asiatiche), grazie al clima positivo sui mercati dettato anche dalla stabilizzazione dello yuan - osservano gli analisti di Mps Capital Services - La PBoC ha tuttavia aumentato nuovamente il fixing giornaliero del cross UsdCny indicando un valore di 7,0039, quindi sopra la soglia psicologica di 7 per la prima volta da oltre undici anni. Ciò nonostante, il mercato sembra aver reagito positivamente anche perché, stando ad un sondaggio effettuato da Reuters, gli economisti si aspettavano un fixing su livelli più elevati (7,02)».

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