la giornata dei mercati

Borse, il virus torna ad agitare. Milano tiene con Tim, spread ai minimi da maggio 2018

La cautela dell'Oms sulla fine dell'epidemia e i nuovi dati su vittime e contagi portano a una pausa dai rialzi, ma a pesare sono anche le indicazioni della Commisione Ue che vede rischi di peggioramento dello scenario economico per gli effetti del virus. In rosso le principali Borse europee. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a tre anni segna il minimo storico e torna a essere negativo

di Andrea Fontana ed Enrico Miele


default onloading pic
(REUTERS)

5' di lettura

I dati contrastati sulla diffusione del coronavirus mandano in confusione le Borse europee che, dopo gli allunghi delle ultime sedute, stavolta fanno un passo indietro e, tranne Milano, chiudono tutte in rosso. Sono tre i fattori che agitano i listini, legati agli effetti del virus sull’economia reale: il crollo delle vendite di auto in Cina a gennaio (-18%), la previsione di un brusco calo della domanda di petrolio nel primo trimestre 2020 (la prima contrazione in dieci anni) e, infine, l’allarme della commissione Ue sui rischi per la crescita. La conseguenza è un ritmo sostenuto di vendite in tutta Europa sui titoli legati ad auto, energia, lusso e materie prime. Dopo una seduta sulle montagne russe, il FTSE MIB sul finale ha riconquistato la parità chiudendo a +0,12% e reggendo sui massimi da ottobre 2008 . A dare una mano lo spread che resta sotto i 130 punti – sui minimi da maggio 2018 – nonostante le fibrillazioni interne al governo Conte. Le altre piazze finanziarie chiudono tutte in negativo: la peggiore è Londra, che lascia sul terreno l’1,1% seguita da Madrid (-0,31%), Parigi (-0,19%) e Francoforte (-0,03%) che si avvicina alla parità grazie allo sprint di Commerzbank (+8,9%). Piazza Affari, invece, si salva soprattutto grazie all’exploit di Telecom Italia (+3,7%) pronta alla partnership con Kkr sulla propria rete secondaria e sui progetti di acquisto di Open Fiber e Nexi (+4,5%) che alla vigilia ha presentato conti sopra le attese. Bene la Juventus Fc (+1,4%) che ha rinnovato la sponsorizzazione con Allianz per 103 milioni. In fondo al listino scendono ancora Moncler (-1,6%) e Salvatore Ferragamo (-1,5%) mentre il tonfo dell’industria delle quattro ruote in Asia pesa su Pirelli & C (-2,15%) ed Fiat Chrysler Automobiles (-1,2%).

Giù i petroliferi, Ubi la migliore tra i bancari
Tra i titoli in rosso anche Buzzi Unicem (-1,8%) e Saipem (-1,5%), così come il resto del comparto petrolifero e industriale, da Eni (-0,8%) a Tenaris (-0,98%). Cede terreno anche Davide Campari (-1,1%) dopo che il concorrente Pernod ha lanciato l’allarme sugli utili a causa del coronavirus. Contrastate le banche, dopo una serie di sedute sostenute dai bilanci trimestrali sopra le attese. Unicredit cede lo 0,67% mentre Intesa Sanpaolo registra un mini-guadagno dello 0,1%. Tra gli istituti, il migliore è Ubi Banca (+1,8%), con gli analisti di una primaria Sim milanese che spiegano come «durante la presentazione del nuovo piano industriale, la banca possa prevedere una maggiore remunerazione degli azionisti» e che attualmente le stime per il 2022 «sono in linea con le richieste di Genta» (cioè l’invito del presidente della Fondazione Cr Cuneo a una maggiore remunerazione degli azionisti). Tornando a Telecom Italia, starebbe finalizzando la scelta del partner da alcuni indicato come il fondo infrastrutturale Kkr per l’acquisizione di Open Fiber, al fine di realizzare il progetto destinato a creare una infrastruttura di rete unica in fibra auspicata da più parti. «Gli ostacoli al deal con Of sarebbero ancora diversi (regolamentari, negoziali) - è il commento di Equita Sim - ma il dossier avrebbe un’inattesa accelerazione e l’ingresso di Kkr costituirebbe un passaggio intermedio comunque positivo».

Andamento dello spread Btp / Bund

BTp, rendimento a 3 anni negativo in asta
Nei confronti del nostro Paese si continua a respirare un clima favorevole anche per quanto riguarda i titoli di Stato, visto che ieri il rendimento del BTp decennale è sceso allo 0,91% fino a testare i minimi dalle settimane in cui si preparava il terreno all’arrivo del primo Governo guidato da Giuseppe Conte. Archiviato il collocamento dei BoT a 6 mesi avvenuto ieri (6 miliardi, con tassi in flessione a -0,319%) e soprattutto il boom di richieste sui BTp a 15 anni di due giorni fa (oltre 50 miliardi a fronte di un’emissione da 9 miliardi), oggi il Tesoro ha collocato 2,75 miliardi di BTp a 7 anni con tassi al minimo storico allo 0,48% e 2,25 miliardi di BTp a 3 anni con rendimento negativo (-0,1%). Anche in questo caso si tratta del minimo storico.

Spread chiude su minimi da maggio 2018 a 128 punti
Chiusura in calo, sui minimi da maggio 2018, per lo spread tra BTp e Bund. In chiusura degli scambi, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco è indicato a 128 punti base, in calo di 2 punti base rispetto al riferimento della vigilia, dopo aver toccato un minimo 125 punti base. In calo il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta in chiusura allo 0,90% dallo 0,93% registrato nel finale ieri, dopo un minimo allo 0,85 per cento a un passo dal minimo storico dello scorso settembre.

Euro ai minimi da quasi tre anni
Sul mercato valutario, l'euro torna a cedere posizioni nei confronti del dollaro, con il quale tratta ai minimi dalla primavera del 2017: il cambio sul fine delle contrattazioni si attesta a 1,085 dollari per un euro (1,0893 ieri sera). La moneta unica è in calo a 119,16 yen (da 119,88), mentre il dollaro/yen è a 109,81 (da 110,04). Mini recupero sul finale per il petrolio, nonostante l’apprensione generali, con il Wti di marzo a 51,4 dollari (+0,5%) e il Brent su aprile a 56,29 dollari (+0,8%).

Gualtieri: aste record, costo debito può scendere ancora
«Alle aste abbiamo avuto un record assoluto di domanda, i nostri titoli vanno a ruba, questo significa che il rendimento scende e anche il costo, e può scendere ancora ed è un dividendo importante della stabilita' politica». Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri riferendosi all'andamento dell'asta BTp di martedì segnalando che questi accadimenti «preparano il rating», nel senso che le agenzie ne tengono conto per le loro valutazioni.

Petrolio: Aie, virus avrà impatti significativi su domanda
Il nuovo coronavirus avrà conseguenze "significative" sulla domanda di petrolio, la cui previsione di crescita quest'anno è stata drasticamente rivista e il primo trimestre registrerà la prima contrazione in un decennio. E' il monito dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) che ha rivisto al ribasso di 365mila barili al giorno le sue stime sulla crescita della domanda di greggio per il 2020, un taglio del 30% rispetto alle previsioni precedenti fatte a gennaio, ora prevista a 825.000 barili al giorno, il più basso dal 2011. I prezzi del barile sono in discesa con il Brent trattato a 55 dollari e il Wti sotto i 51 dollari, un movimento frutto anche di una correzione dopo il balzo degli ultimi due giorni.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...