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Piazza Affari chiude debole, credito sotto scacco con il caso Deutsche Bank

Dopo la corsa della scorsa settimana, i mercati sono prudenti, anche perché sale la convinzione che la Fed non taglierà i tassi a luglio. A Francoforte , dopo un avvio brillante, crolla l'istituto in scia all'annuncio del maxi piano di ristrutturazione. Lo spread risale a 216 punti

di Eleonora Micheli e Cheo Condina


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2' di lettura

L'Europa chiude debole una seduta su cui pesano vari fattori, tra cui le nuove tensioni con l'Iran, lo scetticismo degli operatori su un taglio Fed a luglio (dopo gli occupati Usa di giugno oltre le attese) ma soprattutto il nuovo maxi piano di ristrutturazione di Deutsche Bank, bocciato dai mercati col titolo che ha ceduto oltre il 5% a Francoforte. Milano, con lo spread che è risalito a 216 punti base, si è difesa cedendo lo 0,04%, appesantita da tutto il comparto del credito, in particolare da Finecobank (-3,6%), Banco Bpm (-2,5%) e Unicredit (-1,8%). Tra i titoli più brillanti, invece, spiccano Pirelli (+3% grazie al giudizio favorevole di Jp Morgan), la Juventus (+2,4%) e tutto il comparto petrolifero, galvanizzato dal rialzo del greggio (Wti +1% a 58 dollari al barile a New York), a partire da Tenaris (+2,2%). Sul fronte dei cambi, l'euro chiude abbastanza stabile sul biglietto verde: si attesta in area 1,121 dollari (1,1215 dollari venerdì in chiusura). La moneta unica vale inoltre 121,87 yen (121,77), mentre il dollaro-yen è pari a 108,65 (108,595).

Pirelli in evidenza spinta da Jp Morgan
A Piazza Affari la migliore del listino principale è Pirelli. Gli analisti di Jp Morgan hanno rivisto al rialzo la raccomandazione (Overweighit) e anche il target di prezzo (8 euro), scommettendo che i margini del gruppo tenderanno sempre più a migliorare grazie alla specializzazione nella produzione di pneumatici High Level. A novembre, inoltre, la società organizzerà l'investor day, un appuntamento importante per fare il punto sui risultati raggiunto e soprattutto per indicare le future strategie. Ancora vendite su Stmicroelectronics, dopo la debolezza di venerdì scorso, provocata dalle indicazioni deludenti di Samsung. Le Fiat Chrysler Automobiles chiudono in lieve ribasso, mentre il mercato si interroga sul futuro della casa auto, dopo il brusco stop alla fusione con Renault avvenuto a inizio giugno. Anche se in teoria la partita con Renault è chiusa, gli investitori continuano ad accarezzare l'ipotesi che qualche soluzione all'orizzonte potrebbe alla fine essere trovata, anche alla luce dell'accordo sulla governance raggiunto dalla casa della losanga con la giapponese Nissan. Gli analisti di Mediobanca, però, consigliano prudenza sulle Fca, ossia 'neutral' con target di prezzo a 13,7 euro. Per gli esperti dovrebbe essere neutrale anche l'impatto delle ultime indiscrezioni sull'imminente inizio della produzione di Compass nello stabilimento di Melfi a partire dai primi mesi del 2020, oltre che le anticipazioni sui primi impianti a Mirafiori per realizzare la nuova 500 elettrica, forse nel secondo trimestre 2020.

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