borse

I timori per la recessione americana mandano ko l'Europa, a Piazza Affari Ftse Mib -2,5%. Wall Street -3%

di P. Paronetto e F. Carletti


default onloading pic

5' di lettura

I timori per una possibile nuova recessione Usa, innescati dall'inversione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato a 2 e 10 anni, hanno mandato ko le Borse europee, già appesantite dai deludenti dati macroeconomici arrivati dalla Cina e dalla Germania. Il rialzo della vigilia, sostenuto dal rinvio a dicembre da settembre di alcuni dazi Usa su prodotti cinesi, è stato presto archiviato e a Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in calo del 2,53% appena sopra la soglia di 20mila punti. Negative anche le performance dei principali listini continentali: il Cac40 a Parigi ha perso il 2%, il Dax30 a Francoforte il 2,2% e il Ftse100 a Londra l'1,42%. Chiusura in forte calo per Wall Street sulla scia dei timori di una nuova recessione. Il Dow Jones, nella sua peggiore giornata del 2019, ha perso il 3,05%, il Nasdaq il 3,02% e l'indice S&P500 il 2,93 per cento. Uber ha continuato a soffrire in Borsa tanto da raggiungere nuovi minimi storici.

Inversione della curva e deludenti dati macro
Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso sotto quello del titolo a due anni, provocando per la prima volta dal maggio 2007 la cosiddetta inversione della curva, un segnale preoccupante perché negli ultimi 40 anni un fenomeno simile ha sempre preceduto una recessione. Un'altra parte della curva era già invertita, quella tra il rendimento decennale e quello del titolo a tre mesi, segnalando un 40% di chance di recessione nei prossimi 12 mesi, almeno secondo BlueBay Asset Management. Intanto il rendimento del T-Bond a 30 anni è sceso a un minimo storico e rischia di andare sotto il 2%. Sul fronte macro, invece, in mattinata era emerso che nel mese di luglio in Cina la produzione industriale è cresciuta del 4,8%, il ritmo più basso degli ultimi 17 anni, e in Germania il Pil nel secondo trimestre 2019 è sceso dello 0,1% sul trimestre precedente ed è salito dello 0,4% su anno.

L'INVERSIONE DELLA CURVA USA

Rendimenti sui titoli di Stato americani a 2 anni e 10 anni

Argentina: borsa di Buenos Aires gira in negativo, -2%
Partita in leggero rialzo per la seconda seduta di fila dopo la debacle di lunedì, quando ha perso il 38%, la Borsa di Buenos Aires ha cambiato direzione virando in calo. L'indice Merval cede il 2% a 29.712 punti. Intanto un dollaro vale 59,5 peso (+7,16%). A provocare le preoccupazioni sulla situazione in Argentina è stata la sconfitta alle elezioni primarie di domenica scorsa del presidente in carica, Mauricio Macri, che oggi ha annunciato una serie di misure che intende introdurre per sostenere l'economia del Paese: sgravi fiscali per i meno abbienti e per aziende piccole, salari minimi orari più alti, aiuti sotto forma di servizi all'infanzia e un congelamento dei prezzi dei carburanti per 90 giorni.

Andamento dello spread Btp / Bund

A Milano deboli le banche, in deciso calo il petrolio
Tornando alle Borse, Milano ha fatto peggio degli altri mercati europei perché zavorrata dall'andamento delle banche, colpite da immediati realizzi dopo i progressi della vigilia. Nel comparto, hanno pagato di più le vendite Bper banca (-4,9%) e Banco Bpm (-3,9%), quando lo spread tra BTp e Bund, invece, ha chiuso in calo in area 217 punti base. Il forte calo del greggio (-4,7% a 54,41 dollari al barile il Wti consegna settembre), sui timori di recessione e dopo dati sulle scorte Usa peggiori delle attese, ha indebolito titoli come Tenaris (-5,2%), che è anche il gruppo italiano più esposto in Argentina, e Saipem (-4,6).

Sul finale cede anche Ferrari, sostenuta in avvio dal "buy" di Goldman
Sul finale ha chiuso in calo anche Ferrari, che per la prima parte della seduta era andata meglio del listino grazie alla promozione da parte degli analisti di Goldman Sachs, che hanno alzato la raccomandazione sul titolo a "buy" con obiettivo di prezzo a 163 euro. Un target, sottolineano gli esperti, che lascia spazio per una crescita del 14,9% rispetto agli attuali corsi di Borsa. Gli analisti notano che la recente flessione delle quotazioni (-7% dal 16 luglio) ha creato le condizioni per un poter posizionarsi sul titolo a un livello attraente. «Ci aspettiamo che Ferrari metta a segno una considerevole crescita degli utili nei prossimi tre anni - scrive Goldman - con ebitda in progresso del 13% medio annuo in seguito alla prevista espansione della gamma, che differenzia Ferrari rispetto ai tradizionali concorrenti». Le specificità di Ferrari, secondo gli esperti Usa, le conferiscono inoltre alcune caratteristiche difensive: «Nessun titolo del settore auto e' davvero difensivo, tuttavia pensiamo che Ferrari sia ifensiva in termini relativi - si legge nel report - Ferrari ha infatti liste di attesa per i suoi prodotti e a differenza di Aston Martin non sta registrando debolezze nella domanda o nel portafoglio ordini».

Cos’è lo spread e perché ci fa paura?


Atlantia debole, Di Maio torna a invocare revoca concessione
Nel giorno del primo anniversario del crollo del Ponte Morandi a Genova, a Piazza Affari il titolo Atlantia (controllante di Autostrade per l'Italia) ha perso il 4%, mettendo a segno una delle peggiori performance del Ftse Mib. In concomitanza con la commemorazione delle 43 vittime del crollo del ponte autostradale, il vice presidente del consiglio e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, è tornato a parlare della revoca della concessione ad Aspi. «Come sapete da un anno a questa parte stavamo lavorando alla revoca della concessione ad Autostrade. Poi qualcuno ha iniziato ad avere paura, la Lega si era sempre opposta a questa iniziativa. Non ho mai capito il perché... Io penso che lo Stato non debba avere paura, io penso che lo Stato debba rispondere ai cittadini e stare dalla loro parte», ha scritto Di maio in un post su Facebook. «A tutti i rappresentanti politici di vari colori politici che oggi hanno chiesto verità e giustizia per le vittime, io rispondo: potete farlo, possiamo farlo, revochiamo la concessione!», ha aggiunto Di Maio che, presente alla cerimonia di Genova per commemorare le vittime del Ponte Morandi ha detto che «qualcuno non ha fatto il suo dovere» ed è compito della politica «la revoca delle concessioni quando qualcuno non ottempera ai contratti, ai doveri dei contratti». In una conferenza stampa dopo la commemorazione, il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, ha fatto il punto sulle indagini, indicando che «noi siamo a metà del guado, ma è inutile fare trionfalismi. Non possiamo permetterci passi falsi né sul piano sostanziale, né su quello procedurale». Quanto al lavoro fatto finora dalla procura, Cozzi si è detto soddisfatto dei «ritmi e la precisione con cui sono state fatte le cose» e rivendica il riserbo sul lavoro degli investigatori: «Non daremo mai il minimo pretesto per farci in qualche modo indebolire nella nostra attività». Intanto, questa mattina i vertici di Atlantia e di Autostrade si è allontanata dalla cerimonia ufficiale a Genova su richiesta delle famiglie di alcune vittime del crollo di un anno fa.

Spread con Bund scende a 217 punti in chiusura, rendimento all'1,53%
Gli sviluppi della crisi politica in Italia, con l'allontanarsi della prospettiva di elezioni a breve, insieme con i venti di recessione in Germania, consegna allo spread tra BTp e Bund un'altra seduta in calo. Sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato il differenziale di rendimento tra il BTp
decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco ha chiuso a 217 punti dai 223 del finale di ieri. Scende anche il rendimento dei BTp decennale indicato all'1,53% dall'1,62% del closing della vigilia.

Oro sopra 1.500 dollari l'oncia, euro in calo su biglietto verde e yen
In chiusura dei mercati europei, l'oro si attesta sopra i 1.500 dollari l'oncia, con un progresso di quasi un punto percentuale sulla vigilia. Sul fronte dei cambi, l'euro si è indebolito sul dollaro e passa di mano a 1,1142 (1,1185 in avvio e 1,1186 ieri in chiusura). Stesso movimento sullo yen, il cambio con la divisa giapponese è a 117,899 (118,92 e 118,01). Lo yen si è rafforzato anche sul biglietto verde e il rapporto dollaro/yen è a 105,826 (106,34 e 106,73).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...