la giornata

Borse, scattano i realizzi. Spread risale. Giù petrolio con freno Opec

Wall Street - dopo un avvio in rialzo - inverte la rotta e dà la linea ai listini europei che questa mattina avevano rivisto i massimi dal 2015. Wti con consegna dicembre è tornato sotto i 56 dollari al barile per la prima volta dall'1 novembre. Vendite anche sui BTp che riportano i rendimenti sopra 1,3%

di Chiara Di Cristofaro e Andrea Fontana


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(Alessandro Serrano' / AGF)

3' di lettura

Tempo di realizzi per le Borse europee: dopo aver toccato nuovamente i massimi da 4 anni e mezzo a metà seduta, in base all'indice Stoxx600, gli indici azionari hanno seguito la prima inversione di tendenza di Wall Street, ai nuovi top storici in apertura, e terminato le contrattazioni in ribasso. Alle vendite ha contribuito anche la netta correzione dei prezzi del petrolio (il Wti dicembre a 55,6 dollari al barile, il Brent gennaio a 61,2 dollari al barile) che, a causa delle apprensioni sulla volontà dei grandi esportatori a concordare a dicembre un nuovo taglio alla produzione, ha piegato i titoli dell'industria del greggio. Anche il settore auto, grande protagonista della mattinata grazie ai dati Acea sull'incremento delle vendite a ottobre in Europa, si è progressivamente spento. Il quadro complessivo ha portato in rosso Milano (-0,57% il FTSE MIB) e Parigi (-0,35%) e azzerato i buoni rialzi mostrati da Francoforte e Londra.

A Milano vendite su molti titoli che viaggiavano vicine ai massimi storici, come Poste Italiane (-1,7%) e Terna(-1,9%), e sulle Generali (-1,8%), fino a qualche giorno fa al top da undici anni. Male le utility (-1% Enel, anch'essa al top dal 2008 qualche giorno fa) e i petroliferi (-0,9% Eni e -1,3% Saipem).
In luce invece Banca Pop Er (+2,9%) su cui tornano i ragionamenti, almeno da parte degli analisti, in chiave aggregazioni. Sul mercato si continua a ipotizzare un consolidamento nel settore che coinvolga Ubi Banca e Banco Bpm, anche se restano in piedi i problemi di governance, come sottolinea il ceo di Ubi Massiah in un'intervista al Sole 24 Ore: «Servono analisi serie perché la storia ci dimostra che non tutte le aggregazioni sono state di successo», ha detto. Ma per gli analisti di Equita Sim sarebbe più fattibile un asse tra la Popolare dell'Emilia Romagna e Ubi.

Bene anche Tim (+1,3%) in attesa delle offerte per gli asset della fibra e dopo la conferma da parte del ceo Gubitosi degli obiettivi 2019 e della priorità di riduzione del debito.

In discesa i titoli petroliferi sulle Borse europee vista la netta correzione dei prezzi del greggio innescata dalle indiscrezioni sulla freddezza dei grandi esportatori a ridurre ulteriormente le soglie produttive. Secondo quanto riportato dalle agenzie internazionali, i principali Paesi Opec e altri grandi produttori tra cui la Russia sarebbero riluttanti a ridurre ulteriormente l'output nel prossimo incontro del cartello in programma del 5 dicembre.

Usa: permessi edilizi +5% a ottobre, massimi dal maggio 2007
A ottobre, i permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, hanno registrato un rialzo mensile del 5% a 1,461 milioni di unità, il livello più alto registrato dal maggio 2007, contro stime per un -0,5%; lo ha reso noto il dipartimento del Commercio. Rispetto a un anno prima, i permessi sono aumentati del 14,1%. L'aumento dei permessi è stato sostenuto dal segmento delle unità monofamiliari, cresciute del 3,2% a livelli che non si vedevano dall'agosto 2007. Il mercato immobiliare, il più sensibile ai tassi d'interesse, è cresciuto negli ultimi mesi grazie alle politiche della Fed, che hanno spinto al ribasso i tassi dei mutui.

Sul mercato dei titoli di Stato intanto lo spread sui Bund tedeschi è tornato a salire rispetto alla chiusura di ieri toccando quota 167 e riportando il rendimento a 10 anni dei BTp sopra l'1,3%. Sul mercato valutario, euro stabile a 1,108 dollari. Ieri era stata la notizia dell'incontro tra il presidente degli Stati Uniti Trump, notoriamente a favore di una politica monetaria di tassi bassi, e il numero uno della Federal Reserve Powell a penalizzare il dollaro. Oggi sul tema della politica monetaria attuale è tornato il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, che si è detto soddisfatto della situazione attuale invitando però la Fed a essere pronta a muoversi aggressivamente in caso di shock negativi all'economia.

Per approfondire
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