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Piazza Affari interrompe il rally di Natale e chiude a -0,44%, corre Wall Street

Dopo una settimana brillante, che ha visto Piazza Affari in crescita del 3% circa, i listini sono fiacchi, nonostante il rialzo di Wall Street, sostenuta dal rally di Boeing. A Milano ancora protagonista Nexi, corre Banca Generali al ritorno sul Ftse Mib,occhi su Mediaset. Ma è il nuovo scontro tra Autostrade per l'Italia e il Governo a tenere banco

di Andrea Fontana e Stefania Arcudi


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5' di lettura

Clima prefestivo per le Borse europee, che hanno chiuso in ordine sparso e pochi spunti (Parigi +0,13%, Francoforte -0,13%, Madrid -0,22% e Londra +0,5%). Neppure il rialzo di Wall Street, che si è portata su nuovi massimi grazie al rally di Boeing dopo le dimissioni dell'amministratore delegato travolto dalla crisi del 737 Max, è servito a dare una direzione al Vecchio Continente. Milano (-0,44%) ha interrotto il rally di Natale (la settimana scorsa aveva guadagnato il 2,9%) ed è stata la peggiore, zavorrata dal crollo di Atlantia (-4,85%). Doman i Piazza Affari resterà ferma così come Francoforte e Zurigo, mentre Londra, Parigi ed Amsterdam saranno aperte solo per mezza giornata.

Intanto oltreoceano, Wall Street è in rialzo, con gli indici che provano a prolungare il rally innescato dall’annuncio di un accordo commerciale preliminare tra gli Stati Uniti e la Cina. Ad aiutare gli indici è anche la decisione della Cina di ridurre temporaneamente i dazi in entrata su 859 prodotti (soprattutto alimentari e tecnologici), inclusi quelli americani, a partire dal 2020. Sostegno anche dai recenti segnali di ripresa dell’attività manifatturiera globale, mentre i mercati hanno sostanzialmente ignorato l’impeachment del presidente americano, Donald Trump, dando per scontato che il Senato lo assolverà dalle accuse di abuso di potere e intralcio al Congresso e che non ci sarà alcun impatto sulla politica monetaria o fiscale.

Trump: fase 1 con Cina sarà firmato molto presto
«Trump ha confermato che l’accordo di“fase 1” sarà firmato “molto presto”, con la Cina che, dal primo di gennaio, taglierà i dazi su 859 beni di importazione come carne di maiale surgelata, prodotti farmaceutici e alcuni componenti tecnologici. Sul fronte BCE, si torna a parlare dell’opportunità dei tassi negativi, un dibattito che ci terrà compagnia per buona parte del 2020 - sottolineano gli analisti di Mps Capital Services - Questa volta è stato il membro olandese Knot, il quale in un’intervista ha affermato di non poter escludere che i tassi rimangano bassi per altri 5 anni, sebbene questa sarebbe a suo avviso una prospettiva preoccupante e controproducente»

Tonfo Atlantia: è nuovo scontro Aspi-Governo
Il FTSE MIB, che da inizio anno ha guadagnato il 31%, è stato appesantito soprattutto dal tonfo di Atlantia (-4,85%): nuovo scontro con il Governo dopo le norme inserite nel Milleproroghe che riguardano le concessioni autostradali e che sono state definite incostituzionali e contrarie alle norme Ue da Autostrade per l'Italia.

Nexi corre: dopo accordo Intesa, si torna a parlare di Sia
Ha spiccato invece Nexi dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui i soci della società di sistemi di pagamento e quelli di Sia starebbero trovando una intesa funzionale alla integrazione dei due gruppi. Il titolo ha aggiornato i massimi dalla quotazione, avvenuta ad aprile, e ha testato quota 12 euro, chiudendo a 11,85 euro. Calcio sotto i riflettori in Borsa: giù Juventus Fc che ha perso la Supercoppa italiana nella finale contro la Lazio, che viceversa ha guadagnato quasi il 4%. Da segnalare che sono stati venduti per complessivi 2,7 milioni di euro tutti i diritti per l'aumento di capitale del club bianconero, che non erano stati esercitati nel periodo di adesione.

Settore auto in discesa, svetta Buzzi
Sul Ftse Mib la migliore è stata Buzzi Unicem (+1,68%) e sono andati bene gli industriali, con Leonardo (+1,13%) e Cnh Industrial (+1,11%) in buono spolvero. Deboli banche, auto (Fiat Chrysler Automobiles -1,05%) e assicurazioni penalizzate dal cattivo andamento dei rispettivi comparti in Europa. In particolare, giù Generali (-1,55%), colpita anche dai realizzi visto che in dicembre aveva corso molto, guadagnando circa il 5%.

Tra le "piccole" riflettori su Mediaset, Orsero cambia listino
Sotto i riflettori Mediaset in vista del cda per rispondere alle critiche mosse da Vivendi: nel week end il gruppo francese ha inviato una lettera contestando nuovamente il progetto di fusione transfrontaliera MediaForEurope e formulando una proposta alternativa per l'operazione. Intanto la controllata Mediaset Espana ha fornito venerdì positive indicazioni sui risultati attesi per la fine del 2019.
Tra i titoli a minore capitalizzazione, da segnalare che Orsero (-1,88%) è passata dall'Aim al segmento Star, quello dedicato alle medie imprese che si impegnano a rispettare determinati requisiti di eccellenza. Il gruppo, attivo nell’importazione e distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, è la 14esima società che passa da Aim a Star. Tra le migliori Falck Renewables (+5,54%), che ha siglato una partnership strategica con Eni negli Stati Uniti. L'obiettivo è costituire una piattaforma paritetica per lo sviluppo di progetti in un mercato ad alto potenziale di crescita.

Europa in ordine sparso, giù le banche
Le Borse europee hanno così chiuso in ordine sparso, con banche (-0,79% l'Euro Stoxx 600 di settore), telecomunicazioni (-0,62%), assicurazioni (-0,28%) e auto (-0,46%) a segnare i ribassi maggiori. Sono invece andate bene le costruzioni (+0,44%) e gli energetici (+0,55%). Per quanto riguarda i titoli, Renault (-1,6%) e Peugeot (-1,21%) non hanno brillato a Parigi, mentre Bmw (-0,82%), Daimler (-0,37%) e Volkswagen (-0,45%) hanno zoppicato a Francoforte. Tra i farmaceutici, ha invece brillato Bayer (+2,94%), che nelle precedenti sedute aveva faticato. Tra le banche, male Commerzbank e Deutsche Bank (rispettivamente -2,74% e -2,25% a Francoforte), Societe Generale (-0,67% a Parigi) e Banco de Sabadell (-3,24%), Bankia (-1,34%) e Caixabank (-1,32%) tra le peggiori a Madrid.

In Usa beni durevoli sotto le stime, sale attività aziende
Gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti in novembre sono calati del 2%, un dato al di sotto delle stime per un +1,2%. Una misura chiave per gli investimenti aziendali, i nuovi ordini per beni capitali non nel settore della difesa, è aumentata dello 0,1% da ottobre. In rialzo le vendite di case nuove, salite dell'1,3% a novembre, comunque un aumento al di sotto delle previsioni.
Invece, indice sull'attività nazionale stilato dalla Federal Reserve di Chicago è cresciuto a novembre a 0,56 punti, contro i -0,76 del mese precedente.

BTp, spread chiude in rialzo a 168 punti
Chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari scadenza tedesco ha terminato la seduta a 168 punti base, in aumento di 2 punti base rispetto ai 166 punti della chiusura di venerdì. In lieve rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si è attestato in chiusura all'1,44% dall'1,42% del riferimento precedente.

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