LA GIORNATA dei mercati

Draghi "colomba a metà" raffredda le attese. Piazza Affari chiude in rosso

La Bce apre la porta a un taglio dei tassi, ma per i mercati non è abbastanza: la Banca centrale ha segnalato la possibilità di nuove misure di stimolo, ma il governatore non ha dato le tempistiche. L'euro tocca i minimi da maggio 2017 e poi risale. Forte volatilità sullo spread, scende a 176 punti e poi chiude a 188

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi


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6' di lettura

Mario Draghi apre la porta a un taglio dei tassi, ma per i mercati europei non è abbastanza. La Bce non ha toccato i tassi di interesse, ha aperto a un taglio del costo del denaro e a opzioni per un eventuale Qe, tuttavia il governatore, durante il suo discorso, ha raffreddato le attese di stimoli a breve spiegando che una recessione nell'Eurozona non è imminente e che eventuali misure saranno valutate alla luce della revisione delle stime sull'economia. Insomma, il mercato è arrivato con alte aspettative, ma è rimasto deluso quando ha capito che il governatore non avrebbe segnalato già oggi la tempistica e l'entità delle nuove misure, che potrebbero essere meno «sostanziose» di quanto auspicato dai mercati. Per altro, Draghi ha anche detto che oggi non c'è stata alcuna discussione sulla possibile entità e composizione di un nuovo programma di acquisti netti.
Le Borse europee sono dunque salite in ottovolante, passando da guadagni superiori a un punto a ribassi della stessa entità, per poi chiudere sopra i minimi: Piazza Affari ha finito a -0,8%, Parigi a -0,42%, Madrid a -0,4% circa, Londra a -0,17% e Francoforte a –1,28%, fanalino di coda con l'indice Ifo sceso ai minimi in sei anni.

Volatili anche lo spread e l'euro , che prima dell'annuncio era scambiato a 1,114 dollari (contro gli 1,113 dell'apertura), è arrivato a cedere fino a 1,111 dollari, i minimi da maggio 2017, per poi risalire e chiudere a 1,1161. Lo spread, che era sotto quota 190 punti fin dall'apertura, ha prima registrato una fiammata arrivando fino a 198 punti e poi è calato bruscamente e si attesta in area 176 punti, con il rendimento decennale all'1,39%, quindi è tornato sui valori dell'avvio, terminando a 188 punti.

Andamento dello spread Btp / Bund

Sull'azionario, a Milano ha svettato Saipem (+1,76%) dopo i conti, con i broker che hanno apprezzato il ritorno all'utile, gli ordini e il calo del debito, seguita da Poste Italiane (+0,79%). In coda Stmicroelectronics (-2,84%), colpita dai realizzi dopo la trimestrale, e il settore auto, debole in tutta Europa dopo il rally precedente. Nel settore del lusso corre a Parigi Lvmh sui massimi storici dopo i risultati che hanno battuto le stime, grazie alla buona performance dei marchi Louis Vuitton e Christian Dior. A Piazza Affari sotto i riflettori del mercato il titolo Moncler che ha battuto le attese degli analisti nel secondo trimestre e torna a trattare sui livelli di agosto 2018. Gli analisti hanno alzato il target price sul titolo e confermato il giudizio buy. Positiva anche la partenza del mese di luglio. Gli acquisti premiano anche i titoli energetici, con il petrolio in rialzo dopo i dati sulle scorte.

Sul Ftse Mib deboli le banche, che dal nuovo scenario tratteggiato dalla Bce, con tassi se possibile più bassi di quelli attuali per un periodo di tempo prolungato, non hanno nulla da guadagnare in termini di business. Alla chiusura, Unicredit, Ubi Banca e Mediobanca hanno finito sulla parità, in calo gli altri principali istituti (Banco Bpm-0,48%, Intesa Sanpaolo -0,74%, Bper -0,82% e Finecobank-2,73%). Male le auto, a partire da Fiat Chrysler Automobiles (-1,6%): sul settore, a livello europeo (-1,5% l'Euro Stoxx 600), pesano da un lato le notizie su Nissan, che dopo il brusco calo dell'utile ha parlato di una possibile riduzione del personale di oltre 12.000 lavoratori, e dall'altro quelle arrivate dagli Stati Uniti, dove Ford (-7% a Wall Street) ha visto crollare gli utili a causa degli oneri da ristrutturazione e Tesla (-14,1%) ha riportato perdite superiori alle aspettative. Con Fca hanno fatto marcia indietro anche gli altri titoli della galassia Agnelli-Elkann (-1,7% Cnh Industrial, -1,88% Exor e -0,67% Ferrari) e quelli del settore auto a partire da Pirelli (-1,79%).

Fuori dal listino principale continua il calvario di Bio-on, finita nel mirino del fondo Quintessential. Dopo le traversie delle ultime due sedute, ha chiuso con un tonfo del 69,76% a 15 euro per azione. Il titolo aveva trascorso ampia parte della seduta in asta di volatilità a -50%, dopo avere fatto un unico prezzo a 24,8 euro. Mercoledì si sono diffuse le notizie di un rapporto di Quintessential che accusa la società di illeciti sui bilanci e di conflitti di interesse, il che ha portato alla pioggia di vendite sul titolo nonostante le ferme smentite della società. Il mercato aspetta ulteriore chiarezza mentre il botta e risposta tra la società e il fondo americano prosegue. Le azioni sono state collocate sul mercato Aim di Borsa nell'ottobre del 2014 a 5 euro e il 9 luglio scorso sono arrivate a superare un picco di 70 euro apprezzandosi di oltre il 1000%. Il 23 luglio, prima della bufera, il titolo aveva chiuso a 55,3 euro. Risveglio di Mondadori (+1,93%, ma saliva del 4%) grazie al via libera dell'Antitrust francese alla vendita di Mondadori France. Dopo aver perso il 7% dal 18 luglio scorso, a fronte di un listino generale milanese sostanzialmente invariato, le quotazioni dell'azienda di Segrate hanno rivisto quota 1,5 euro. Nel pomeriggio di ieri è arrivato uno dei tasselli decisivi, quello più atteso, per procedere al completamento della cessione a Reworld Media degli asset francesi.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

I listini europei hanno chiuso in territorio negativo, dopo avere cercato di risollevare la testa durante la seduta, penalizzati in particolare dal comparto auto (-1,59% l'Euro Stoxx 600 di settore), dal quello della chimica (-1,45%) e dai media (-1,26%). Positivi, seppur con guadagni molto modesti, viaggi (+0,12%), farmaceutici (+0,18%) e alimentare (+0,13%). Per quanto riguarda i titoli, sono state soprattutto le case automobilistiche a tenere banco: a Parigi Renault ha ceduto l'1,66%, alla vigilia dei conti, che saranno pubblicati domani prima dell'apertura delle contrattazioni, mentre Michelin ha lasciato sul campo il 2,55%. A Francoforte Bmw ha perso l'1,51%, Daimler l'1,95% e Volkswagen il 2,87% dopo i conti del primo semestre, che pure si è chiuso con un risultato operativo in crescita del 10,3%. Tra i tecnologici, StMicroelectronics, la peggiore a Milano, ha ceduto il 2,95% anche a Parigi, Infineon Technologies il 2,06% a Francoforte e Asml lo 0,84% ad Amsterdam.

Sul mercato valutario, euro sui minimi da maggio 2017.La moneta unica, già debole nella prima parte della seduta, ha rallentato ulteriormente il passo ed è scivolato fino a 1,111 dollari, dopo le decisioni della Bce. La sterlina intanto ha recuperato un po’ di terreno in seguito alla nomina di Boris Johnson come nuovo primo ministro britannico e al conseguente rimpasto di governo. «È interessante notare che i nuovi membri del Governo sono tutti personaggi di spicco che hanno supportato la campagna per la Brexit - sottolinea Ricardo Evangelista di ActivTrades - il misurato recupero della sterlina è una reazione ad una maggiore certezza, come ha dimostrato il nuovo Primo Ministro, attraverso la nomina di ministri che sosterranno il suo obiettivo numero uno: portare il Regno Unito fuori dall'Unione Europea il 31 ottobre». Tuttavia, i mercati «continueranno a considerare uno scenario di Brexit dura come il peggior risultato possibile per l'economia britannica. Allo stesso tempo è probabile che anche la resistenza a tale risultato si intensifichi, in parlamento e persino all'interno del partito conservatore stesso. Pertanto, possiamo già aspettarci una maggiore volatilità della sterlina».

Fortissima volatilità sul secondario telematico Mts sui titoli di Stato italiani dopo l'annuncio sui tassi della Bce, con chiusura poco mossa sui valori della vigilia per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco dopo essersi mantenuto in mattinata vicino ai valori della vigilia ha vissuto la volatilità seguita all'annuncio sui tassi della Bce che apre la strada a un nuovo ribasso e a un riavvio del Qe con una fiammata al rialzo per poi scendere a 176 punti base con il rendimento sotto l'1,4% che ha aggiornato i minimi dal 2016. In chiusura si è poi riportato sui valori di ieri con lo spread a 188 punti, dopo essere salito fino a 198 punti, e il rendimento all'1,53% (dal closing ieri all'1,51%).

Wall Street in lieve calo. A perdere di più è il Nasdaq Composite, che in precedenza aveva raggiunto un nuovo record intraday e un nuovo record in chiusura. Sul listino pesa il tonfo dell'11,5% di Tesla all'indomani della pubblicazione di una trimestrale con una perdita peggiore del previsto. Male anche Ford (-6%), che nell'ultimo trimestre ha subito un crollo degli utili per via di oneri da ristrutturazione. I listini americani ignorano idati macro migliori delle stime. In particolare, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 10.000 unità, appunto facendo meglio delle previsioni. A metà aprile il dato era sceso a 193mila, minimi del 1969. Gli ordini di beni durevoli in giugno sono cresciuti a livelli che no si vedevano da metà agosto: come riporta il dipartimento al Commercio, gli ordini di beni destinati a durare più di tre anni sono cresciuti del 2% rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un rialzo dello 0,5%.

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