la giornata

Piazza Affari festeggia Draghi (+0,9%). Bene banche e utilities, spread sotto 140

Rialzi più contenuti per le altre Borse del Vecchio Continente. Lo spread, dopo più cambi di direzione, ha chiuso sotto i 140 punti, beneficiando dell'annuncio del nuovo QE da 20 miliardi al mese a partire da novembre

di Eleonora Micheli


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6' di lettura

Chiusura positiva, ma senza slanci, per le Borse europee nel giorno in cui la Banca centrale europea ha annunciato misure a sostegno dell’economia e dell’inflazione. Milano ha distaccato gli altri listini svettando con un progresso dello 0,88%, complice il forte ribasso dello spread, crollato a 139 punti. Gli altri listini del vecchio Continente hanno invece festeggiato le mosse della Bce in modo più misurato, risentendo dei timori legati al rallentamento dell'economia. Del resto lo stesso istituto centrale ha dato una sforbiciata alle previsioni sia sul pil, sia sull'inflazione. Sullo sfondo i riflettori rimangono puntati sul commercio internazionale, con i mercati che hanno applaudito alla decisione del presidente, Donald Trump, di rinviare dall'1 al 15 ottobre i dazi sulle merci cinesi per un controvalore di 250 miliardi di dollari. Sono inoltre rimbalzate indiscrezioni su un possibile accordo provvisorio Usa-Cina, smentite però da un funzionario della Casa Bianca alla Cnbc.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Sale l'attesa per la Fed, Trump tona a esortare calo tassi
I mercati del Vecchio Continente sono stati dominati dalla prudenza fino a metà giornata, quando sono arrivati gli annunci da Francoforte sulle misure della Banca centrale europea, che è scesa in campo per sostenere l’inflazione e l’economia del Vecchio Continente, le cui prospettive rimangono orientate al ribasso. L’Eurotower ha ritoccato le stime diffuse solamente lo scorso giugno: a questo punto mette in conto che il pil della zona euro crescerà al ritmo dell’1,1% nel 2019, anziché dell’1,2%. Anche le previsioni sull’inflazione sono state ritoccate: quest’anno sarà pari all’1,2%, l’anno prossimo all’1% e nel 2021 all’1,5%. Gli scenari dipinti dalla Bce, tra l’altro, non tengono conto di una hard Brexit, che invece sembra divenuta più possibile nelle ultime settimane. Intanto sale anche l’attesa per le decisioni che la settimana ventura prenderà la Fed. Il presidente americano, Donald Trump, ha di nuovo esortato, a modo suo, l’istituto guidato da Jerome Powell ad abbassare i tassi. «La Bce, agendo velocemente, ha tagliato i tassi di 10 punti base (tassi di deposito, ndr). Stanno cercando, con successo, di deprezzare l'euro contro un dollaro molto forte, danneggiando le esportazioni statunitensi. E la Fed resta a guardare. Loro vengono pagati per prendere denaro in prestito, mentre noi paghiamo gli interessi!», ha commentato via Twitter. Draghi ha però subito precisato che la banca centrale europea tiene conto dell’andamento dell’inflazione e non punta invece a movimentare i cambi.

Gettonate le utilities, bene le banche
A Piazza Affari sono andate bene le azioni delle utilities e delle società più indebitate, beneficiando proprio dell’andamento dello spread e dei tassi. Così Enel ha registrato un rialzo del 2,85%. Sono inoltre state ben comprate anche le Terna (+2,6%) e le Hera (+1,88%). Le misure di sostegno all’economia hanno favorito anche i titoli delle banche, nonostante i tassi sui depositi della Bce siano stati portati al -0,5%, anche se è stato introdotto un meccanismo di tiering per limitare gli impatti negativi. Banco Bpm e Unicredit hanno vantato un progresso del 2%.

Pirelli corre di oltre il 3% dopo annuncio di Camfin. Deboli i petroliferi
Si sono distinte le Pirelli & Ci (+3,7%), beneficiando della prospettiva di un rafforzamento nel capitale da parte di Camfin, che detiene poco più il 10,9% delle azioni. La holding fino all’aprile del 2020 potrà acquistare azioni Pirelli fino a un massimo del 5% del capitale, ritenendo che «gli attuali prezzi di Borsa non riflettano i fondamentali e il potenziale di crescita della società». In effetti le azioni si attestano ben al di sotto dei prezzi dell’ipo avvenuta nell’ottobre 2017 (a 6,5 euro). La debolezza del valore del greggio e le prospettiva di una domanda di petrolio in calo hanno pesato sui titoli del comparto oil, con Eni che ha lasciato sul parterre l'1,2% e Tenaris l'1,4%. L'annuncio del maxi contratto in Nigeria ha invece consentito a Saipem di chiudere invariata. .

Telecom in rialzo. Moda sotto la lente dopo avvertimento di Goldman
Telecom Italia ha registrato un rialzo dello 0,9%, beneficiando della prospettiva di tassi bassi (la società ha un elevato debito). Intanto il mercato si interroga sugli sviluppi sulla governance con il presidente Fulvio Conti che ha confermato (a mercati chiusi) la possibilità di fare un passo indietro.Stmicroelectronics ha guadagnato un ulteriore 0,4%, dopo la corsa dei giorni scorsi, in concomitanza con la presentazione dei nuovi prodotti di Apple, primo cliente dell'azienda italo-francese. Sono andate male le azioni del lusso risentendo anche di un report di Goldman Sachs, in cui è stimata una decelerazione della domanda di beni di lusso, provocata sia dalle sommosse di Hong Kong, sia dalla svalutazione del remimbi. Nel dettaglio, Goldman ha tagliato le stime di crescita per il 2019 dal +6% al +5%. Gli analisti della banca Usa, comunque, hanno confermato raccomandazioni positive sui grandi gruppi in grado di conquistare quote di mercato come Lvmh (+0,4%), Kering (+0,98%) e anche l’italiana Moncler (inv). Hanno invece raccomandato prudenza nei confronti di Salvatore Ferragamo (-1,3%) e Brunello Cucinelli(-1%), mentre hanno consigliato la vendita delle azioni di Prada e Tod's (+0,7%).

Corre Sesa dopo i conti, occhi su Gima Tt
Fuori dal paniere principale, Sesa ha vantato un rialzo del 7% nel giorno della diffusione dei conti del primo semestre, archiviati con un utile netto di 10,2 milioni di euro, in aumento del 41,2%. Sono rimaste al palo le Gima Tt, dopo che Trump ha chiesto al commissario dell'FDA americana di vietare la vendita delle sigarette elettroniche con aromi diversi dal tabacco. Nel resto d'Europa Parigi è salita dello 0,44%, Francoforte dello 0,41% e Madrid dello 0,25%: E' rimasta stabile Londra. A Parigi Alstom ha accusato un calo del 4,9%, dopo che Bouygues (+0,03%) ha annunciato la cessione della partecipazione del 13% per circa un miliardo di euro. A Francoforte è rimasto sotto la lente il settore auto, dopo che la cancelliera Angela Merkel ha promesso aiuti al settore per affrontare la sfida dell'auto elettrica. Bmw ha guadagnato l'1,3%, Daimler l'1,2% e Volkswagen lo 0,68%.

Euro sulle montagne russe, petrolio debole
Sul fronte dei cambi, l’euro, subito dopo gli annunci della Bce, ha ritoccato un minimo che non vedeva da circa due anni sotto la soglia di 1,10 dollari nei confronti del dollaro, ma poi è risalito a 1,1043 dollari. In deciso calo il valore del greggio sui timori di un rallentamento dell'economia globale. Oggi, per altro, l'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) ha messo in guardia contro l'aumento della produzione statunitense che rappresenta un'enorme sfida per l'equilibrio del mercato petrolifero, pur confermando le stime di domanda globale nel 2019 e nel 2020.

Il cambio euro / dollaro

Negli Usa l''nflazione annua si attesta all'1,7%
Negli States è emerso che I prezzi al consumo sono cresciuti ad agosto per il settimo mese di fila e in linea alle stime. Stando al dipartimento del Lavoro, il mese scorso l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,1%. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è aumentato dello 0,3% su luglio contro il +0,2% atteso dagli analisti. Su base annuale, il dato generale ha messo a segno un +1,7% dopo il +1,8% del mese precedente%; quello 'core' è salito del 2,4% dopo un +2,2% di luglio, il maggior aumento dal giugno 2018. Per quanto il cosiddetto Cpi non rappresenti la misura dell'inflazione preferita dalla Fed, il dato viene attentamente monitorato. Il valore considerato ottimale dalla Fed è pari a un aumento annuo del 2%. Nel dettaglio, i prezzi energetici il mese scorso sono scesi dell'1,9%. I prezzi dei generi alimentari sono rimasti invariati. Ad agosto i salari settimanali reali medi sono cresciuti dello 0,6% su base mensile
Sempre oggi è emerso che nei sette giorni conclusi il 7 settembre, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso più del previsto. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 15.000 unità a 204.000 unità, con il dato della settimana precedente rivisto da 217.000 a 219.000 unità; le attese erano per un dato a 215.000 unità; a metà aprile il dato era sceso a 193.000, ai minimi dal 1969. La media delle ultime quattro settimane, un misura più stabile del dato, è diminuita di 4.250 unità a 212.500, contro le 201.500 raggiunte a metà aprile e pari ai minimi da 50 anni. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione da più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 31 agosto, l'ultima per la quale è disponibile il dato – ha registrato un ribasso di 4.000 unità a 1,67 milioni.

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