la giornata

Fed, Powell: non è l’inizio di un ciclo. E Wall Street va giù

La banca centrale americana ha tagliato i tassi di 25 punti base, ma Trump chiede mosse più aggressive

di Chiara Di Cristofaro e Corrado Poggi


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3' di lettura

L’attesa per le decisioni di politica monetaria della Fed e per le conseguenti reazioni del presidente americano Donald Trump che pressa da tempo per un taglio significativo dei tassi di interesse hanno condizionato la giornata dei mercati finanziari che hanno attraversato la seduta all’impronta della cautela. A questo atteggiamento ha contribuito anche l’ennesimo nulla di fatto dei negoziati fra Usa e Cina per superare la loro disputa commerciale.

L’incontro di Shanghai non ha prodotto risultati tangibili e ora è tutto rimandato al prossimo incontro a settembre a Washington. A Piazza Affari (+0,56%) gli investitori hanno inoltre metabolizzato due notizie di segno opposto dal fronte macro. Se da una parte il tasso di disoccupazione è sceso al 9,7%, il livello più basso dal gennaio 2012, dall’altro il pil è rimasto invariato nel secondo trimestre e la variazione acquisita per il 2019 è nulla. Subito dopo questa notizia il FTSE MIB ha accusato una forte e improvvisa caduta salvo poi recuperare rapidamente grazie alle solide trimestrali riportata da alcune delle blue chips e alla tenuta dello spread che ha chiuso sotto quota 200 punti.

Al termine degli scambi a Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,56%. Fra le altre piazze europee da segnalare Francoforte (+0,34%), Parigi (+0,14%) e Londra (-0,65%). Fra i titoli che hanno affrontato la prova dei conti semestrali ha segnalare Fca che è salita del 2,87% grazie soprattutto alla conferma dei target per il 2019 mentre Ferragamo ha ceduto il 7,8% dopo conti deludenti. Sul fronte dei cambi, l’euro ha chiuso a a 1,113 dollari (da 1,115 ieri sera) e a 120,85 yen (da 121,151 yen). Chiusura in rialzo per il petrolio con i future del Wti a settembre scambiati a New York a 58,29 dollari, lo 0,22% in più di ieri.

La Fed è al centro dell'attenzione: se i mercati davano per scontata una riduzione del costo del denaro di 25 punti base, come poi avvenuto, ora si aspettano altri due tagli quest'anno, viste le crescenti tensioni commerciali. Dalle parole di Jerome Powell, presidente della banca centrale americana, non è però giunto un chiaro segnale di ulteriori allentamenti, e questo ha repentinamente cambiato in peggio l’umore degli investitoti, tanto che l’indice S&P in pochi minuti ha perso circa 50 punti e il Dow Jones ben 400 prima di chiudere in flessione di oltre un punto percentuale.

Powell in conferenza stampa ha parlato di «un aggiustamento di metà ciclo» che non segnala necessariamente l'inizio di un ciclo lungo di allentamento monetario. Queste parole hanno fatto scattare le vendite sulle azioni a Wall Street e gli acquisti sui titoli di Stato.

In Cina, intanto, si parla ancora di dazi e commercio e alcuni tweet di Trump nella notte dai toni aggressivi hanno pesato sui listini asiatici e sul sentiment del mercato, insieme al deludente dato del Pmi manifatturiero cinese, risultato in miglioramento e superiore alle attese ma ancora sotto i 50 punti segnalando quindi una contrazione dell'attività.

Spread sotto quota 200. Fermo il Pil italiano del secondo trimestre
Chiude in lieve rialzo, appena sotto la soglia dei 200 punti base, lo
spread tra BTp e Bund in una seduta caratterizzata da acquisti diffusi su tutti i bond dell'Eurozona che hanno portato in basso i rendimenti. In chiusura, il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco è indicato a 199 punti, rispetto ai 198 punti della chiusura di ieri. In calo, invece il rendimento del decennale italiano che termina la giornata all'1,55%, dall'1,59% della vigilia.

Andamento dello spread Btp / Bund

GrandVision guadagna il 7% e si avvicina ai 28 euro offerti da Essilux GrandVision ha chiuso in deciso rialzo alla Borsa di Amsterdam, dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto tra EssilorLuxottica e il gruppo Hal per rilevare la quota del 76,7% del capitale della catena di ottici. Il gruppo italo-francese ha messo sul piatto 28 euro per azione, valore che potrebbe salire a 28,4 euro, se i tempi dell'operazione si prolungheranno oltre un anno. I titoli dell'azienda quotata ad Amsterdam sono saliti del 7,1% portandosi a 27,16 euro, livello inferiore ai 28 euro offerti da Essilux. A Parigi, invece, EssilorLuxottica ha terminato a +3,46%.

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