la giornata

Trimestrali e caos dazi gelano Europa. A Piazza Affari salve Campari e Amplifon

L'attacco di Trump a Pechino rischia di fare saltare il banco durante i colloqui di Shanghai sul commercio. Intanto, cresce l’attesa per la riunione della Fed: domani potrebbe tagliare i tassi di un quarto di punto. Sull'azionario prosegue la stagione delle trimestrali, a Milano vendite sui bancari e gli industriali. Tra le valute ancora giù la sterlina sui timori di un no-deal per la Brexit. Spread arriva fino a 203 punti e poi chiude a 198

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi


default onloading pic

5' di lettura

Venti tempestosi sull'azionario europeo, che hanno archiviato in deciso calo una seduta segnata dall'attesa per le decisioni della Fed (domani potrebbe annunciare il primo taglio dei tassi dalla crisi del 2008), da una serie di trimestrali negative e dal rischio di stop ai negoziati sul commercio. Il presidente americano Donald Trump ha attaccato Pechino e, pur dicendosi pronto a proseguire il negoziato, ha detto che se l'accordo non sarà grande e ambizioso non se ne farà nulla, tanto più che la Cina «all'ultimo cambia sempre le carte in tavola per volgerle a proprio favore». A pagare lo scotto di tutto questo sono stati i titoli del comparto auto, gli industriali, i tecnologici e i finanziari, tutti abbondantemente in calo. Parigi ha così finito a -1,6%, Madrid a -2,5% circa con le banche e Francoforte a -2,2%, con il ko di Bayer (-3,4%) e Lufthansa (-6,6%).
Londra ha retto il colpo (-0,52%), con il calo della sterlina, scesa ai minimi da gennaio 2017 sui rinnovati timori di un «no deal» sulla Brexit. «Nonostante si dica aperto a una rinegoziazione dell'accordo raggiunto da Theresa May all'inizio dell'anno, Boris Johnson ha anche affermato che non avrebbe incontrato nessun leader dell'Ue fino a quando il ‘back stop’ sul confine irlandese non sarà rimosso dall'accordo - sottolineano gli analisti di ActivTrades - ha quindi confermato che si preparerà ad uscire dall'Ue con o senza un accordo adeguato, uno scenario che spaventa gli investitori, in quanto getta molta incertezza sul futuro del Regno Unito».

Sul Ftse Mib hanno finito in rialzo solo Amplifon(+0,28%%) e Davide Campari (+0,65%, ma saliva del 5%), dopo le semestrali convincenti. Con i conti ha limitato i ribassi anche Recordati (-0,87%). In fondo al listino sono finite invece Fiat Chrysler Automobiles (-4,3%, dopo essere entrata in asta di volatilità), per altro alla vigilia della semestrale. La sua sorte è stata condivisa dal resto del comparto auto, compresa Pirelli (-2,82%). In generale male le banche (Finecobank-4,76%, Bper -3,91%, Unicredit -3,23%, Ubi Banca -2,83% e leggermente meglio gli altri grandi istituti) e gli industriali, con Buzzi Unicem in discesa del -4,06% e Leonardo - Finmeccanica giù del 3,23%. Stmicroelectronics (-2,14%) ha risentito della discesa dei tecnologici, per altro in attesa dei conti di Apple, che saranno pubblicati oggi dopo la chiusura di Wall Street. Sempre in tema semestrali, Terna (-1,67%) ha contenuto i ribassi dopo avere visto salire del 3,3% i ricavi del primo semestre e dell'1,8% l'utile netto. «I risultati del primo semestre confermano la solidità delle azioni manageriali intraprese, con redditività e investimenti in significativa accelerazione», ha detto l’amministratore delegato Luigi Ferraris. Italgas che ha aperto in netto rialzo (per poi ripiegare con tutto il listino) ha comunicato i risultati relativi al primo semestre dell’anno che si è concluso con ricavi totali per 609,4 milioni di euro in crescita del +2,3%; utile operativo in rialzo dell’8,3% a 241,6 milioni e l'utile netto a 166,2 milioni (+10,3%) .

Fuori dal listino principale, tra le migliori Sciuker Frames (+7,48%) e De' Longhi (+6,17%), per quest'ultima utile e ricavi sono calati, ma nel secondo trimestre si è visto un miglioramento, motivo per cui il gruppo ha confermato le guidance per l'intero anno. Al contrario tra le peggiori si è piazzata Aeffe (-8,89%): la holding che controlla, tra gli altri, Alberta Ferretti, Moschino e Pollini, ha chiuso i primi sei mesi con risultati giudicati dal mercato deludenti. Rialzo anche per Farmaè (+3,21%), il market place online del settore salute e benessere che ha debuttato ieri su Aim.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib


In Europa non si è salvato praticamente nessun comparto, con cali particolarmente marcati per banche (-2,37% l'Euro Stoxx 600 di settore), auto (-2,3%), costruzioni (-2,28%) e utilities (-1,93%). Gli energetici (-1%) hanno contenuto i ribassi grazie alla risalita del petrolio. Per quanto riguarda i titoli, da segnalare il forte calo di Bayer (-3,66% dopo le operazioni di compensazione) e Lufthansa (-6,6%), che hanno schiacciato la Borsa di Francoforte. Bayer ha confermato i target annuali, avvertendo che diventano "sempre più ambiziosi" a fronte di un utile netto dimezzato nel secondo trimestre. Tra marzo e giugno, infatti Bayer ha sofferto delle tensioni commerciali e delle condizioni climatiche sfavorevoli, che complicano il processo di ristrutturazione in corso dopo l'acquisto dell'americana Monsanto. Invece, la compagnia aerea tedesca ha registrato un utile in calo del 70%, a causa della dura concorrenza sulle rotte del mercato europeo e dell'aumento dei costi. Ribassi generalizzati anche a Parigi, dove le banche (Societe Generale -3,71%, Bnp Paribas -2,66%) e le auto (Peugeot -3,4%, Renault -1,99% e Michelin -2,39%) hanno fatto registrare le performance peggiori. Banche molto deboli anche a Madrid, dove Bankia è riuscita ad arginare la discesa a -1,36%.

Wall Street è in calo dopo i dati macro e le parole di Trump. I listini, orientati dall'attesa per la Fed, tengono anche conto del possibile stop ai negoziati sul trade e a una serie di dati macro, a partire da quelli sull'inflazione (+1,6% il dato Pce core a giugno). I redditi personali sono saliti dello 0,3% il mese scorso, mentre le spese per consumi sono aumentate dello 0,4%, in linea con le stime. Per quanto riguarda il fronte immobiliare, i prezzi delle case continuano a crescere, ma a un passo sempre più lento. Secondo l'indice Standard & Poor's/Case-Shiller, il dato nazionale è salito a maggio del 3,4% su base annuale, in calo dal +3,9% di febbraio.

Sul fronte obbligazionario lo spread tra Btp e Bund sul mercato secondario telematico Mts è riuscito a chiudere sotto la soglia dei 200 punti base al termine di una giornata che lo ha visto oscillare attorno a questa soglia dopo i minimi della settimana scorsa. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco è indicato nel finale a 198 punti base invariato dal finale di ieri. Chiude attorno ai valori di riferimento della vigilia, all'1,59% dall'1,58% ieri, anche il rendimento dei decennali italiani.
Intanto, nell'asta odierno del Tesoro sono stati assegnati 3,25 mld di Btp a 10 anni con il tasso sceso all'1,56% dal 2,09% del collocamento di giugno, sui minimi da ottobre 2016. Assegnati anche 2,75 miliardi di BTp a 5 anni con il rendimento allo 0,80% ai minimi da aprile 2018.

Andamento dello spread Btp / Bund

Sterlina ancora sotto pressione sul mercato valutario: la divisa britannica ha toccato i minimi da due anni contro il dollaro. «L’innalzamento dei toni della retorica da parte del neo Primo ministro, Boris Johnson, ha portato il mercato a prezzare un’aumentata probabilità di una Brexit senza accordo - commentano gli analisti di Mps Capital Services - e la sterlina a raggiungere i minimi da quasi due anni sia contro dollaro che contro euro».

SEGUI LO SPREAD BUND-BTP

SEGUI GLI INDICI DI PIAZZA AFFARI

SEGUI GLI INDICI DELLE BORSE EUROPEE

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...