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Il tonfo del petrolio "gela" le speranze dei listini. Atlantia non salva Piazza Affari (-0,5%)

Gli occhi del mondo sono puntati sul primo confronto tra Trump e Biden ma preoccupano i contagi nel mondo. Pioggia di vendite sulle banche e assicurazioni. Euro risale a 1,17 dollari, spread giù a 138 punti

di Enrico Miele

La giornata dei mercati

Gli occhi del mondo sono puntati sul primo confronto tra Trump e Biden ma preoccupano i contagi nel mondo. Pioggia di vendite sulle banche e assicurazioni. Euro risale a 1,17 dollari, spread giù a 138 punti


3' di lettura

Si spegne in fretta la "fiammata" delle Borse europee che nella seduta del 29 settembre sono tornate a soffrire in attesa del primo faccia a faccia tv tra il presidente Donald Trump e il democratico Joe Biden. La vigilia del confronto elettorale ha pesato sull’umore dei mercati, rimasti nervosi in attesa di avere indicazioni più chiare dal confronto tra i due sfidanti. Ma a “gelare” le speranze dei listini è stato sul finale il nuovo tonfo del petrolio a causa della pandemia che continua a gettare un’ombra sulla ripresa della domanda di energia, mentre sale il numero di numero dei contagi da Covid, con nuovi lockdown che interessano sempre più Paesi e i decessi che ha raggiunto quota 1 milione nel mondo. Anche Piazza Affari, che nella prima parte di seduta ha avuto un passo più veloce degli altri listini, ha perso slancio fino a chiudere con un rosso dello 0,52%, nonostante lo spread "calmo" a 138 punti.

Wall Street in calo, occhi su Trump-Biden

In ribasso anche Wall Street: gli investitori seguono con preoccupazione l'aumento dei casi di Covid-19 negli Stati Uniti, dove sono stati superati i 7,1 milioni di contagi e i 205mila morti. Oltre al primo dibattito presidenziale tra Donald Trump e lo sfidante democratico, l'ex vicepresidente Joe Biden, gli investitori continuano a monitorare l'ultimo tentativo per approvare al Congresso nuovi aiuti contro la crisi. Ma i mercati, spiegano gli analisti, temono le contestazioni che potrebbero nascere dalle elezioni presidenziali, in mancanza di una risultato chiaro sin dalla notte elettorale.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano soffrono i petroliferi, riscatto di Atlantia

A zavorrare il Ftse Mib i titoli petroliferi da Saipem (-3,22%) a Tenaris (-3,21%). Deboli i bancari, così come Fca (-2,3%) che pagherà una multa di 9,5 milioni di dollari per chiudere l'indagine della Sec sui test delle emissioni inquinanti. Non è bastata invece la rimonta di Atlantia (+1,8%) nel giorno dei cda della holding e di Aspi che potrebbero riaprire la strada della trattativa con il governo Conte. Fuori dal Ftse Mib resta effervescente il settore editoriale mentre è sempre debole il calcio per il timore che i numerosi casi di contagio da Covid nei club di Serie A abbia ripercussioni sullo svolgimento del campionato. A Francoforte, infine, è salita Prosiebensat dopo le ipotesi che un accordo tra Mediaset e Vivendi passi proprio da un riassetto del broadcaster tedesco.

Euro in rialzo a 1,17 dollari, bene la sterlina

L'euro si muove al rialzo contro dollaro e punta a quota 1,17 «nel classico movimento che caratterizza gli ultimi giorni del trimestre», sottolineano gli analisti di Mps Capital Services. In apprezzamento anche la sterlina, in scia alla speranza che i colloqui di questa settimana avvicinino le parti su di un accordo per una Brexit ordinata dopo i toni conciliatori degli ultimi giorni.

Spread cala ancora e chiude a 138 punti

In ribasso lo spread tra BTp e Bund sul mercato telematico Mts. A fine seduta, infatti, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco viene indicato in area 138 punti base rispetto ai 140 punti del 28 settembre. Il rendimento del BTp decennale benchmark viaggia intorno allo 0,84 per cento.

Tonfo del petrolio (-4%) per casi Covid e timori ripresa

Pesante calo per il petrolio Wti al Nymex, che cede oltre il 3% a causa delle persistenti preoccupazioni sulla domanda, provocate dall'aumento dei casi di Covid-19 in tutti il mondo, e del pessimismo su un nuovo piano di aiuti per famiglie e imprese statunitensi, su cui democratici e repubblicani stanno cercando di raggiungere un accordo. Ad agosto, il Wti aveva toccato i massimi da marzo, salvo poi perdere da allora circa 3 dollari a causa di una ripresa che appare più lenta del previsto. In questo momento, un barile vale 39,12 dollari, in ribasso di 1,48 dollari, ovvero il 3,65%.

(Il Sole 24 Ore - Radiocor)

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