la giornata dei MERCATI

Economia e banche Usa piegano le Borse. Piazza Affari perde quasi il 5%, spread a 240

Seduta pesante in Europa e negli Stati Uniti, con la recessione che mostra i suoi primi effetti concreti. La produzione industriale americana ha registrato il calo più pesante dal 1946 e vendite al dettaglio sono scese di quasi il 9% a marzo, mentre prosegue la stagione delle trimestrali e le grandi banche Usa vedono gli utili dimezzati. In picchiata il petrolio: le previsioni sul crollo record della domanda di greggio per il 2020 mettono nuovamente sotto pressione i prezzi

di Andrea Fontana e Eleonora Micheli

Cosa anima davvero la voglia di rivincita dei mercati?

Seduta pesante in Europa e negli Stati Uniti, con la recessione che mostra i suoi primi effetti concreti. La produzione industriale americana ha registrato il calo più pesante dal 1946 e vendite al dettaglio sono scese di quasi il 9% a marzo, mentre prosegue la stagione delle trimestrali e le grandi banche Usa vedono gli utili dimezzati. In picchiata il petrolio: le previsioni sul crollo record della domanda di greggio per il 2020 mettono nuovamente sotto pressione i prezzi


5' di lettura

Mercoledì nero per le Borse europee e soprattutto per Piazza Affari, che ha accusato la performance peggiore d’Europa con il Ftse Mib giù del 4,8% e lo spread volato a 240 punti. La prospettiva di una recessione mondiale, i dati macro Usa allarmanti e i numeri deludenti delle società americane che hanno pubblicato le trimestrali, hanno incoraggiato le vendite sulle Borse europee, mentre per altro i contagi da coronavirus continuano a crescere nel mondo. E’ stata una giornata no anche per il petrolio, con il Wti sui minimi che non vedeva dal 2002, risentendo dell’allarme lanciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia sulla domanda di petrolio vista in calo di 9,3 milioni di barili al giorno a causa della paralisi economica globale. Il Wti contratto con consegna a maggio è tornato sotto i 20 dollari.
Anche Wall Street è in ribasso in scia a una serie di trimestrali e di dati macroeconomici fortemente deludenti.

Negli Usa peggior calo dal 1946 per la produzione industriale
Negli Usa male le indicazioni macroeconomiche e quelle in arrivo dalle trimestrali. Le vendite al dettaglio a marzo hanno riportato un calo dell'8,7%, il maggiore declino su base mensile da quando dipartimento al Commercio ha iniziato a tenere traccia dell'indicatore. Mentre l'indice manifatturiero nell'area di New York ha toccato un minimo storico (-78,2 punti). E la produzione industriale (-5,4%) ha subito il maggiore calo su base mensile dal gennaio 1946.

Le banche Usa dimezzano gli utili
La settimana delle trimestrali, che si è aperta martedì 14 aprile con JpMorgan Chase e Wells Fargo, è proseguita con Bank of America, Goldman Sachs e Citigroup. Tutte e cinque le banche hanno riportato un calo di oltre il 40% negli utili legato agli accantonamenti che gli istituti stanno effettuando per proteggersi dalle perdite previste a causa della pandemia. Gli analisti si aspettano che gli utili complessivi relativi al primo trimestre dell'anno delle 500 aziende quotate sull'S&P 500 calino del 10,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Intanto, nonostante si inizi a parlare della riapertura delle attività economiche, i contagi e i decessi legati al Covid-19 continuano ad aumentare. Stando a quanto emerge dall'aggregatore di dati della Johns Hopkins University, negli Usa ci sono almeno 609.685 casi e 26.059 morti a causa del nuovo coronavirus.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano male banche e assicurazioni, spicca ancora Diasorin
L'azionario ha messo a segno un recupero di oltre il 20% dai minimi di marzo, ma la situazione resta incerta e volatile: dopo una mattinata debole, nella seduta di mercoledì 15 aprile le vendite si sono appesantite con l'arrivo degli investitori americani peggiorando nel finale. A Piazza Affari sono andate male soprattutto banche e assicurazioni, pagando dazio al netto rialzo dello spread. Del resto il rendimento dei Btp a dieci anni è volato del 10% all’1,92%. Unicredit e Ubi hanno guidato i ribassi, segnando un calo superiore al 6%. Anche Unipol ha lasciato sul parterre oltre il 7%. Sono inoltre state travolte dalle vendite le società che gestiscono il risparmio, da Azimut a Banca Mediolanum, che erano state protagoniste di una prima parte di aprile in grande risalita. Si sono invece salvate dalle vendite le azioni di Diasorin, sulla prospettiva che la società realizzerà entro fine mese test anticorpali per il coronavirus. Sono andate bene anche le Moncler.

Giù il petrolio, nel 2020 calo record della domanda
Tornano le vendite sul greggio, che già nella seduta di martedì 14 aprile aveva perso oltre il 10%: l'eccesso di produzione continua infatti a tenere sotto pressione i corsi anche se gli investitori sperano che anche i paesi produttori non Opec scelgano di limitare l'output di greggio e che i paesi consumatori decidano di riempire le riserve strategiche. A pesare sul greggio, con il Wti sotto i 20 dollari e il Brent sotto i 28, anche la stima dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) che prevede un calo storico della domanda di greggio nel 2020: -9,3 milioni di barili al giorno a causa dell'impatto economico della pandemia di coronavirus.

Spread in rialzo fino a 248 punti base
Sul mercato dei titoli di Stato sono proseguite le vendite sui BTp con lo spread che è ritornato a salire fino quota a 248 punti, per poi tornare a 240 in chiusura. A pesare sul debito italiano sono state le nuove stime del Fmi sull’andamento dell’economia mondiale quest’anno che indicano per il nostro Paese una flessione del Pil del 9% che risulta nettamente superiore a quella prevista per gli altri Paesi europei. Sui tassi italiani pesano anche le discussioni politiche interne sull’utilizzo del Mes e le incertezze europee sul Recovery Fund. Chiusura all'1,94% per il rendimento del BTp decennale benchmark, tornato nel primo pomeriggio brevemente sopra al 2%, dall'1,82% del precedente closing.

BTp, nel mirino soprattutto le scadenze a breve
E' in corso, dicono i trader, un generale repricing del 'rischio Italia' con le scadenze più brevi che soffrono di più sia per la difficile posizione in cui l'Italia si sta venendo a trovare per la rinuncia al Mes e per la mancata approvazione degli Eurobond. In più i prezzi sono appesantiti dalle attese per il notevole incremento di emissioni in agenda nei prossimi mesi con una pipeline che potrebbe vedere protagoniste proprio le scadenze brevi, più funzionali alle esigenze di fare cassa nell'immediato. Per questo motivo, le vendite si sono concentrate soprattutto sui titoli a scadenze breve e il rendimento a 3 anni è salito all'1%.

Intanto, la Bce ha comunicato gli acquisti di titoli della scorsa settimana che vedono un aumento di bond in portafoglio di quasi 37 miliardi di euro.

Tornano gli acquisti sul dollaro, in calo l'euro
Tornano gli acquisti sul dollaro che in un clima di ritorno dell'avversione al rischio è ancora il bene rifugio sicuro scelto da molti investitori. "L'umore nei mercati è diventato più cupo in seguito alle previsioni del Fondo monetario - commentano gli analisti di ActivTrades - che per il 2020 si aspetta la peggiore recessione economica dopo la grande depressione degli anni '30. Mentre gli investitori assorbono la notizia che sta arrivando una recessione di proporzioni epiche, molti cercano ancora una volta rifugio nel dollaro Usa, soprattutto perché non è ancora chiaro quando e come accadrà un ritorno alla normalità e molte domande chiavi sulla nostra capacità di gestire il virus rimangono ancora senza risposta". L’euro è scivolato anche sotto la soglia di 1,09 dollari ed è tornato sul finale a 1,0916 dollari. La moneta unica vale inoltre 117,26 yen (da 117,43 del 14 aprile), mentre il rapporto dollaro/yen è pari a 107,43 (107,18).

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