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Borse in rimonta grazie alla fiducia delle imprese tedesche. A Milano scatta Leonardo

La prima seduta della settimana è positiva per le Borse del Vecchio Continente, che hanno finito sui massimi di giornata, con i titoli industriali in prima fila grazie al dato Ifo tedesco, migliore delle stime. Wall Street e Londra sono chiuse per festività. Sul Ftse Mib in accelerata anche Cnh Industrial e Amplifon, banche deboli. Spread in calo a 211

di Stefania Arcudi ed Enrico Miele

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(Sergiy Timashov - stock.adobe.com)

La prima seduta della settimana è positiva per le Borse del Vecchio Continente, che hanno finito sui massimi di giornata, con i titoli industriali in prima fila grazie al dato Ifo tedesco, migliore delle stime. Wall Street e Londra sono chiuse per festività. Sul Ftse Mib in accelerata anche Cnh Industrial e Amplifon, banche deboli. Spread in calo a 211


4' di lettura

La fiducia più alta del previsto degli imprenditori tedeschi fa da traino ai listini europei che stavolta non si fanno intimorire dalle tensioni Usa-Cina amplificate da Hong Kong. Parigi e Francoforte hanno finito in rialzo di oltre 2 punti e anche Milano è riuscita a gettarsi alle spalle i timori per la pandemia, chiudendo a fine seduta con un guadagno dell'1,6%.
Il ritorno dell’economia mondiale verso un’auspicata normalità ha così guidato le scelte degli investitori, che si sono concentrati sui titoli legati all’industria classica, in testa costruzioni, tecnologia e settore energetico, tra i più penalizzati dal lockdown.
In una seduta con scambi ridotti per l’assenza di Londra e Wall Street – dove i mercati sono rimasti chiusi rispettivamente per festività e per il Memorial Day – l’ottimismo ha prevalso anche grazie al nuovo maxi-piano da 1.000 miliardi di dollari annunciato dal Governo di Tokyo. Inoltre, gli investitori si sono mostrati sollevati dalla fine annunciata dello stato di emergenza in Giappone.

Attenzione sulle tensioni geopolitiche internazionali
Sono dunque finite per il momento in secondo piano le preoccupazioni per una nuova guerra dei dazi, anche se i timori non sono azzerati: il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accusato Pechino di non rispettare gli accordi commerciali già presi, che riguardano peraltro la parte più semplice dell’intesa. Trump ha anche minacciato ritorsioni contro la stretta annunciata dalla Cina su Hong Kong per contenere le rivendicazioni autonomiste dell'ex colonia britannica.

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A Piazza Affari Leonardo in accelerata, bene l'industria
A guidare il Ftse Mib è Leonardo (+5,9%), in linea con tutto il settore della difesa in Europa, assieme a Cnh (+5,5%) e Amplifon (+4,9%). In recupero anche il titolo di Salvatore Ferragamo (+1,4%) grazie al rimbalzo delle vendite in Cina a maggio. Ma è stata una seduta debole per i big del credito, con UniCredit in rialzo dello 0,6% mentre è emerso che la banca sta partecipando all’istruttoria, avviata dall'Antitrust l’11 maggio scorso, sul tentativo di acquisizione di Ubi (+0,5%) da parte di Intesa. In fondo al Ftse Mib sono invece finite Recordati (-0,14%) e le Assicurazioni Generali (-0,37%). Intanto sale l’attesa per il cda di Intesa Sanpaolo (+0,9%) che domani potrebbe deliberare il prestito da 6,3 miliardi nei confronti di Fca (+3,5%).

Occhi puntati su Atlantia, si riaccende scontro su Aspi
A Piazza Affari, il tema del giorno è indubbiamente Atlantia che dopo un avvio in netto calo ha azzerato le perdite, chiudendo in rialzo contenuto. Dopo lo scontro col Governo di venerdì, la holding dei Benetton ha bloccato gli investimenti della controllata Autostrade per l’Italia dopo un incontro al Tesoro in cui, sul tema della garanzia Sace a un prestito per Aspi, è riesploso il conflitto con l’esecutivo. Viaggiano in deciso rialzo Leonardo, Diasorin e Amplifon, in una giornata che vede in Europa un deciso recupero del settore Viaggi e gli acquisti premiare anche i settori Costruzioni e Tecnologia.

Fuori dal listino principale sprint società calcio quotate
Tra i titoli a minore capitalizzazione, strappa Autogrill (+12,2%) in vista dell’imminente riapertura della mobilità tra le regioni in Italia.Seduta da incorniciare per le società di calcio quotate, dalla As Roma (+15,2%) alla Juventus (+5,5%), passando per la Lazio (+8%), con il ministro dello sport Spadafora che ha parlato del 13 o del 20 giugno per ripresa del campionato di Serie A. Balzo anche del gruppo Safilo (+6,6%) sotto i riflettori dopo la firma di un nuovo accordo per il mercato cinese, con un accordo decennale di licenza con il marchio Ports.

Confermato il calo del Pil tedesco del 2,3% annuo nel I trimestre
In una giornata povera di dati macroeconomici, gli unici spunti da questo punto di vista arrivano dalla Germania: Pil e indice Ifo sulla fiducia. E' stato confermato il calo del prodotto interno lordo tedesco nel primo trimestre dell'anno che comprende il mese di marzo con gli effetti del coronavirus. Il Pil è sceso del 2,2% a livello congiunturale, cioè rispetto all'ultimo trimestre del 2019, e del 2,3% tendenziale, rispetto al primo trimestre dell'anno scorso. Pubblicato anche l'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, che a maggio sale a 79,5 punti sopra le attese degli analisti che indicavano un risultato di 76,8 punti. Ad aprile l'indice si era attestato sui 74,3 punti.

Spread con Bund in calo a 211 pb, rendimento all'1,63%
Chiusura in leggero calo per lo spread BTp/Bund. Il differenziale tra il decennale benchmark italiano (IT0005403396) e il pari scadenza tedesco ha terminato gli scambi sul mercato secondario Mts a 211 punti base, dai 213 punti base del riferimento della vigilia. Flette leggermente anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato
in chiusura all'1,63% dall'1,65% dell'ultimo closing.

Euro stabile, petrolio in lieve progresso
Sul mercato valutario, l’euro è piatto a 1,0897 dollari (da 1,0895 di venerdì) ed è in rialzo a 117,378 yen (117,128), con il biglietto verde che vale 107,70 yen (107,50). Seduta in leggero rialzo, infine, per il petrolio con il Wti in consegna a luglio a 33,6 dollari al barile (+1,1%) e il Brent del Mare del Nord stessa scadenza scambiato a 35,4 dollari (+0,9 per cento).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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