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Un maggio di recupero per le Borse, svetta Francoforte con +6,8%. Milano si ferma +3%

Europa e Wall Street di malumore: preoccupa la tensione Usa-Cina su Hong Kong. La Borsa di Milano chiude a -0,8% dopo aver recuperato quasi il 7% grazie all'effetto del Recovery Fund. Vendite su auto e petroliferi

di Andrea Fontana e Paolo Paronetto

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(AFP)

Europa e Wall Street di malumore: preoccupa la tensione Usa-Cina su Hong Kong. La Borsa di Milano chiude a -0,8% dopo aver recuperato quasi il 7% grazie all'effetto del Recovery Fund. Vendite su auto e petroliferi


5' di lettura

Il ritorno delle tensioni Usa-Cina, in attesa della replica del presidente americano Donald Trump, alla nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino a Hong Kong che limita l'autonomia dell'ex colonia britannica, hanno penalizzato i listini azionari nell'ultima seduta del mese di maggio. Un mese comunque positivo per l'azionario europeo che quindi non ha rispettato il classico ritornello degli investitori "Sell in May and go away" che etichetta maggio come un mese tradizionalmente negativo.
A Piazza Affari, che ha allargato le perdite dopo l'avvio negativo di Wall Street, il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,84% dopo aver guadagnato oltre il 7% in una settimana. In rosso anche Wall Street: non hanno aiutato il listino americano i dati sul calo del 13,6% delle spese per consumi di aprile. Anche a fiducia dei consumatori americani a maggio, migliorata rispetto al mese precedente, è stata inferiore alle previsioni.

Maggio contro la tradizione: Piazza Affari è risalita del 2,8%
La performance di venerdì ha solo in parte scalfito l'andamento complessivamente di recupero delle Borse europee nel mese di maggio. Se il bilancio da inizio anno resta negativo (-22,5%), Piazza Affari è comunque risalita del 2,87% negli ultimi 30 giorni. Rialzi simili anche per Londra e per Parigi, mentre Francoforte è stata di gran lunga la migliore con un incremento del 6,7%. Da inizio 2020 l'indice principale della Borsa tedesca ha perso "solo" il 12%.

Il f ocus resta sul braccio di ferro Usa-Cina. Twitter sotto pressione
L'apprensione dei mercati ha matrice americana. Il presidente americano Trump ha annunciato una conferenza stampa «sulla Cina» e tanto è bastato per mettere il freno a Wall Street. La Casa Bianca, che già aveva puntato l'indice contro Pechino per la gestione dell'emergenza coronavirus, ha mal digerito la nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta a Hong Kong, cosa che mette a repentaglio l'autonomia dell'ex colonia britannica. Inoltre prosegue il braccio di ferro con i social network: il presidente americano ha siglato un ordine esecutivo volto a limitare l'immunità penale dei social network, con quella che è stata presa come una ritorsione contro Twitter, che aveva deciso di mettere in guardia gli utenti su messaggi del presidente potenzialmente falsi. Twitter scende ancora sul NYse dopo che in mattinata Trump è tornato alla carica accusando il social network di non fare “nulla sulle bugie e la propaganda diffusa dalla Cina o dal partito democratico di sinistra radicale”. Twitter ha deciso di permettere a terroristi, dittatori e propagandisti stranieri di abusare della sua piattaforma" ha scritto l’amministrazione Trump sull’account della Casa Bianca, allegando un messaggio inneggiante alla jihad da parte dell’ayatollah Ali Khamenei

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari il balzo di Mps, giù auto, lusso e petroliferi
Il listino milanese è stato in parte sostenuto dalla tenuta delle banche in scia al +12,88% di Mps dopo il sostanziale nulla osta della Commissione europea alla bad bank in cui far confluire 10 miliardi di crediti deteriorati. Una pulizia che renderebbe l'istituto appetibile anche per potenziali operazioni di consolidamento. Il rischio di un nuovo inasprimento dei rapporti tra Washington e Pechino ha penalizzato d'altra parte i titoli più legati al commercio internazionale a partire da auto (-3,73% Fca) e lusso (-3,62% Ferragamo e -4,07% Moncler). Male anche il settore dell'energia (-3% il sottoindice continentale), che sconta la debolezza del greggio: Tenaris perde il 4,2% ed Eni il 4,35%. Salgono in
controtendenza Diasorin (+3,69%) e Nexi (+2,64%).

BTp, spread torna vicino ai 200 punti
Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. Dopo il calo ieri sotto quota 190 grazie alle notizie sul Recovery Fund, oggi il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il pari scadenza tedesco ha chiuso a 196 punti base (otto in più rispetto al closing di ieri) mentre il rendimento del BTp decennale benchmark è risalito all'1,53% dall'1,47% del finale di ieri.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Tesoro assegna in asta BTp e CcTeu, buona la domanda
Buona domanda e rendimenti in calo per i BTp e CcTeu assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la seconda tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/07/2025 per 2,5 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,497 miliardi. Il rendimento si è attestato allo 0,91%. Collocata anche la settima tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/08/2030: a fronte di richieste per 5,072 miliardi l'importo emesso e' stato pari a 4 miliardi mentre il rendimento, in calo di 36 centesimi sull'asta del mese scorso, si e' attestato all'1,42%. Infine, la quinta tranche del CcTeu, assegnata per 1 miliardo a fronte di una domanda totale pari a 1,672 miliardi, ha spuntato un rendimento lordo dello 0,53%, (-13 centesimo sull'asta precedente). Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 2 giugno.

Petrolio in ribasso, domanda ancora debole
Petrolio in calo nell'ultima seduta della settimana, dopo che i dati sulle scorte settimanali americane hanno messo in luce una domanda debole di greggio e benzina negli Stati Uniti, primo consumatore mondiale. Questo in un contesto in cui tornano a inasprirsi le tensioni tra Washington e Pechino e si cerca di capire quali saranno le decisioni dell'Opec+ nel meeting di inizio giugno, con la Russia che sembra poco disposta a prendere impegni su ulteriori tagli della produzione per sostenere la domanda. Il Wti luglio è a 33,5 dollari al barile, mentre il Brent di pari scadenza arretra a 35 dollari. Nonostante questo, entrambi i contratti si avviano a chiudere la quinta settimana consecutiva di rialzi, spinti dall'ottimismo su una rapida ripresa economica una volta che sarà superata l'emergenza sanitaria.

Super euro grazie a Recovery Fund, divisa Ue sopra 1,11 dollari
Il Recovery fund ha sostenuto ancora l’euro, confermando quota 1,11 contro il dollaro e consolidando i guadagni delle ultime quattro sedute da parte della moneta unica. Il movimento di apprezzamento della divisa Ue, spiegano gli analisti di Mps Capital Services, è «favorito dall’onda lunga dell’effetto presentazione del Recovery Plan della Commissione Ue, dal clima positivo sui mercati e dall’effetto fine mese». L’euro, aggiungono da ActivTrades, è al quarto giorno consecutivo di guadagni rispetto al dollaro e sta toccando un aumento settimanale di oltre il 2% rispetto al biglietto verde: «L’appeal della moneta unica deriva dal miglioramento del sentiment del mercato», ma «la vera molla dietro l'ascesa della moneta unica, in quanto offre la speranza di un futuro più funzionale per l'Unione europea e specialmente per l'euro».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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