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Venti di recessione spaventano le Borse. Milano -1,3% con spread sopra 250

Le Borse europee, che si sono tenute a galla per ampia parte della seduta, hanno chiuso in calo, con gli investitori che hanno ceduto all'apprensione per le prospettive dell'economia nell'area euro. Torna a calare il prezzo del petrolio. A Milano deboli gli energetici, la peggiore è stata Cnh Industrial dopo i conti, corrono Amplifon e Pirelli

di Stefania Arcudi e Andrea Fontana

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Le Borse europee, che si sono tenute a galla per ampia parte della seduta, hanno chiuso in calo, con gli investitori che hanno ceduto all'apprensione per le prospettive dell'economia nell'area euro. Torna a calare il prezzo del petrolio. A Milano deboli gli energetici, la peggiore è stata Cnh Industrial dopo i conti, corrono Amplifon e Pirelli


5' di lettura

I venti di recessione che si abbattono sul Vecchio Continente hanno finito per scoraggiare le Borse europee, che nella prima parte della seduta avevano cercato di concentrarsi sulle riaperture e sulle misure post-lockdown che i Governi stanno studiando e cominciando ad applicare. Invece sul finale è riemersa l’apprensione, alimentata dalla forte contrazione degli ordini del comparto manifatturiero tedesco, dal netto calo dell'attività dei servizi nell'Eurozona e soprattutto dalle previsioni della Commissione europea sull’economia dell’Eurozona (-7,7% il Pil nel 2020 per l’area con disoccupazione vicina al 10%, -9,5% per l'economia italiana). Così Milano ha chiuso in calo dell'1,3%, ai minimi di seduta, complice anche il rialzo dello spread a 252 punti, dai 248 della chiusura precedente (245 in avvio). Andamenti simili per gli altri listini, Parigi -1,1%, Francoforte -1,15%, Londra sulla parità e Madrid -1,13%.

Wall Street debole dopo nuovi segnali negativi lavoro
Wall Street, che era partita in rialzo, perde quota e chiude contrastata (Dow Jones perde lo 0,91% , il Nasdaq sale dello 0,51%, mentre lo S&P 500 cede lo 0,70%). Pesa il dato sull'occupazione nel settore privato, inizialmente ignorato. Gli investitori valutano inoltre le parole di Donald Trump, che ha ribadito la sua intenzione di fare ripartire il Paese a tutti i costi. Il presidente ha tuttavia detto che scioglierà la task force sul coronavirus e che bisogna far ripartire gli Usa, anche se questo potrebbe voler dire far morire più persone.
Per quanto riguarda il lavoro, secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers e dall'agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing, il mese scorso sono stati persi 20,24 milioni posti rispetto a marzo, le stime erano per un calo di 20,2 milioni di unità. Il dato fa riferimento alla situazione dal 12 marzo al 12 aprile e quindi non riflette l’impatto complessivo della pandemia da Covid-19 sul mercato del lavoro americano.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari male Cnh Industrial, deboli petroliferi con greggio
Sul Ftse Mib in accelerata Amplifon (+5,27%), Pirelli (+4,28%) e Leonardo (+1,94%), mentre in coda sono rimasti i titoli del risparmio gestito. La peggiore è stata Cnh Industrial (-6,53%), dopo la trimestrale, chiusa con un rosso da 54 milioni di euro e ricavi in calo del 15%. Tra i peggiori, a Milano come nel resto d’Europa, i petroliferi (Eni -3%, Saipem -2,95%, Tenaris -3,8%) sulla scia del nuovo ribasso del greggio, limitato in parte dal fatto che le scorte settimanali americane sono aumentate meno delle previsioni: il Wti con scadenza giugno cede il 4,19% a 23,53 dollari al barile, il Brent a luglio arretra del 4,2% a 29,66 dollari al barile. in calo Finecobank (-4,97%) e Azimut (-3,03%). Quest’ultima ha pubblicato i dati sulla raccolta di aprile (233 milioni in aprile e 1,2 miliardi nei primi 4 mesi del 2020), migliori rispetto ad aprile (la raccolta era stata di 52 milioni), ma in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (471 milioni nel mese e 1,8 miliardi nei primi 4 mesi del 2019).

In rialzo Nexi, realizzi su Prysmian
Acquisti su Nexi (+0,49%) favoriti dalla notizia dell'alleanza con Microsoft per accelerare la trasformazione digitale delle banche italiane. Tra le utility, da segnalare che Enel (-0,34%) poco dopo la chiusura delle contrattazioni ha diffuso i conti, che hanno messo in luce un rialzo del 10,5% dell'utile netto ordinario a 1,28 miliardi e un risultato netto 1,247 miliardi (-0,7%). Realizzi su Prysmian (-5,13%) dopo il balzo della vigilia grazie alla commessa da 500 milioni in Germania.

Unicredit sotto i riflettori dopo il trimestre, prese beneficio su oil
Cali contenuti per Unicredit dopo la trimestrale che ha registrato perdite per 2,7 miliardi di euro dopo poste straordinarie negative legate all'accordo sindacale per l'uscita di oltre 5mila dipendenti e per la turca Yapi. Piatta Assicurazioni Generali: l'agenzia Fitch ha tagliato il rating ad "A-" con outlook portato a "stabile" a seguito della decisione di abbassare il giudizio sul merito di credito dello Stato italiano. Fuori dal listino principale, in rally Isagro (+12,36%): il gruppo dell’agrochimica ha siglato un accordo con Fmc per un’offerta vincolante in base alla quale Fmc acquisirà gli asset di Isagro relativi alla molecola Fluindapyr per 55 milioni di euro.

In Europa cali generalizzati, petroliferi, banche e auto i peggiori
Le Borse del Vecchio Continente hanno dunque chiuso in ribasso, frenate in particolare dal cattivo andamento del comparto petrolifero (-3% l'Euro Stoxx 600 Energia). Comunque, tra gli indici settoriali i cali sono stati generalizzati: tra i peggiori le banche (1,64%), i viaggi (-1,78%) e le auto (-1,29%), mentre hanno retto il colpo i tecnologici (-0,11%), i servizi finanziari e le vendite al dettaglio (entrambi sulla parità). In controtendenza l'alimentare (+0,6%), tra i pochi settori che sentono meno le ricadute della pandemia. Per quanto riguarda i titoli, da segnalare il -5,4% di Bmw a Francoforte: la casa automobilistica ha rivisto ancora la guidance per il 2020, alla luce del fatto che le misure di contenimento per il Covid-19 stanno durando più di quanto inizialmente previsto in alcuni mercati e questo porterà a un impatto più negativo di quanto ipotizzato a metà marzo. A Parigi bene Axa (+0,72%), all’indomani dei dati trimestrali migliori delle stime, sebbene associati a un avvertimento sull’impatto della crisi.

Le trimestrali disegnano i settori della pandemia
Prosegue la stagione delle trimestrali, anche in Europa: "I risultati del primo trimestre evidenziano con estrema chiarezza quali sono le società e i settori che mostrano maggiore resilienza o che addirittura beneficiano della pandemia rispetto invece a quelli che sono maggiormente colpiti", commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors. Sono andati bene i numeri di colossi come Amazon e Netflix, ma anche quelli di Microsoft, Facebook e Alphabet. Bene anche alcuni comprati del farmaceutico. I settori più colpiti sono quelli legati al consumo "fisico” (turismo, vendita al dettaglio di beni di consumo discrezionale, trasporti etc.) e più esposti al ciclo economico (energia, materie prime, finanziari). "Ad esempio Fca ha visto un calo del fatturato del 16% nel primo trimestre e si aspetta un secondo trimestre peggiore visto che le misure di lockdown sono state adottate da più paesi e per un periodo più lungo", dice ancora Nardella. Inoltre, da considerare che "la visibilità sull’andamento dei prossimi trimestri è bassissima" e per questo "molte società hanno cancellato le previsioni su utili e fatturato per il resto dell’anno".

Chiude in rialzo sopra 250 punti lo spread BTp/Bund
Chiusura sopra quota 250 punti base per lo spread tra BTp e Bund. Dopo un'apertura a 245 punti base, in flessione di tre punti dal closing di ieri, il rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il pari durata tedesco, ha infatti concluso le contrattazioni a 252 punti base. In netto rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta al 2,01% rispetto all'1,91% dell'ultimo riferimento.
Alla vigilia sull'obbligazionario ha pesato la decisione della Corte Costituzionale tedesca sul quantitative easing della Bce (giudicato legale ma, allo stesso tempo, con una scadenza di 3 mesi per verificare il rispetto del criterio di proporzionalità tra i Paesi e la coerenza con il mandato della Bce di mantenere la stabilità dei prezzi.

Torna a scendere il petrolio dopo il mini-rally
Tornano gli acquisti sul petrolio, che dal 29 aprile ha più che raddoppiato il prezzo, dando segnali di stabilizzazione dopo il crollo. Non preoccupano al momento le indicazioni in arrivo dalle scorte americane, che risultano nuovamente in aumento e rimettono in primo piano i rischi di un eccesso di produzione e di possibili problemi di stoccaggio. Restano in piedi le scommesse per un aumento della domanda, man mano che si allentano le misure di lockdown nei vari Paesi, con la ripresa della produzione e dei trasporti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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