la giornata dei mercati

Timori su seconda ondata virus e Fed gelano le Borse, Milano -4,8%. Tonfo Wall Street

Le ansie per il trend dei contagi da Covid-19 negli Usa e le previsioni della Federal Reserve, che allungano i tempi della ripresa, hanno piegato i listini mondiali. Nuovo tracollo del petrolio Wti, che torna sotto i 37 dollari al barile. A Piazza Affari pioggia di vendite su Cnh e Fca

di Enrico Miele e Paolo Paronetto

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Le ansie per il trend dei contagi da Covid-19 negli Usa e le previsioni della Federal Reserve, che allungano i tempi della ripresa, hanno piegato i listini mondiali. Nuovo tracollo del petrolio Wti, che torna sotto i 37 dollari al barile. A Piazza Affari pioggia di vendite su Cnh e Fca


4' di lettura

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Le stime prudenti fornite dalla Federal Reserve, che prevede di mantenere bassi i tassi di interesse per anni in vista di una lenta uscita dalla crisi post Covid-19, e il timore di una seconda ondata di contagi hanno zavorrato i listini mondiali nella seduta dell’11 giugno. Wall Street ha accusato il calo più marcato da sei settimane (con il Dow Jones che ha chiuso a -6,9% e il Nasdaq a -5,27%), mentre in Europa Piazza Affari ha perso il 4,8% sul Ftse Mib, tornando sotto la soglia psicologica dei 19mila punti per la prima volta da inizi giugno. Il petrolio chiude in forte calo a New York, dove le quotazioni perdono l'8,2% a 36,34 dollari al barile

Le prospettive sull’economia mondiale stanno così preoccupando gli investitori, che avevano scommesso, al contrario, su un recupero più rapido dopo il lockdown. A certificare le difficoltà sono arrivati anche i dati dell'Istat sulla produzione industriale in Italia, crollata del 19% ad aprile. Gli indici nel corso della seduta hanno risentito anche del tonfo del prezzo del petrolio, stretto tra la prospettiva di una domanda depressa dalla crisi economica e l’aumento a sorpresa delle riserve americane annunciato nelle scorse ore.

Il Ftse Mib è tornato sotto i 19mila punti

Le perdite più pesanti, in Europa, sono state quelle di Milano e Madrid, con cali oltre il 4%. La Borsa spagnola è appesantita anche dal nuovo aumento dei casi di contagio, registrato in Spagna. A Piazza Affari il Ftse Mib è tornato sotto i 19mila punti. Occhi puntati per tutta la seduta soprattutto sui ribassi delle partecipate della holding Exor: da Cnh Industrial su cui sembra svanito l'effetto Nikola (la società dei camion elettrici, partecipata da Iveco, affondata sul Nasdaq dagli annunci dei nuovi prodotti Tesla e Ford) fino a Fiat Chrysler visto che la Commissione europea sembra orientata ad aprire una analisi approfondita delle conseguenze in termini di concentrazione della aggregazione con Peugeot. Ha perso terreno anche Atlantia che a mercati chiusi pubblicherà i conti trimestrali, mentre ha limitato i danni Italgas dopo la presentazione dei nuovi target per il 2020.


In Usa 1,54 milioni di disoccupati in una settimana

Continuano, intanto, ad aumentare le richieste settimanali per i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Stando a quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, 1,542 milioni di nuovi lavoratori hanno fatto richiesta per i sussidi la scorsa settimana, in calo di 355mila unità rispetto alla settimana precedente (le attese erano per 1,595 milioni nuove richieste). Il dato della settimana precedente è stato rivisto in rialzo di 20mila unità a 1,897 da 1,877 milioni.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Su Fca pesano dubbi Antitrust per fusione con Psa

Tra le performance peggiori sul Ftse Mib quelle di Cnh Industrial e di Fiat Chrysler. Secondo le indiscrezioni circolate in maniera più consistente dalla sera del 10 giugno, la Commissione europea il prossimo 17 giugno dovrebbe optare per l'apertura per una seconda fase di approfondimento sul dossier dell'aggregazione tra le due case auto poiché, come rilevato da Il Sole 24 Ore, i gruppi non hanno presentato soluzioni alle criticità sollevate dall'Antitrust Ue: tali rilievi riguardano in particolare la prospettiva, in caso di aggregazione, di una concentrazione nel segmento dei mini-van. La combinazione delle quote di mercato di Fca e di Peugeot porterebbe infatti il nuovo gruppo a detenere circa un terzo dei volumi.

Spread chiude sotto i 190 punti

Chiude la seduta poco mosso lo spread tra BTp e Bund in una giornata di forti acquisti su tutti i bond dell'Eurozona e che ha visto anche il rendimento dei decennali italiani scendere decisamente. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund di pari durata, ha chiuso a 189 punti base, in frazionale aumento dai 188 punti della chiusura di ieri. Chiude in discesa all'1,48% il rendimento del BTp decennale, dall'1,55% della vigilia.

In Italia crolla produzione industriale ad aprile

L'Istat ha certificato l'effetto del lockdown sulla produzione industriale italiana: ad aprile il calo è stato del 19% rispetto al mese precedente, dopo il -28,4% di aprile. Il calo annuo però è peggiore: -42,5%, Nei tre mesi febbraio-aprile il calo è del 23,2%. L’unico comparto in leggera crescita è quello farmaceutico (+2%), mentre rimane sostanzialmente stabile quello alimentare (-0,1%). Le industrie tessili, dell’abbigliamento, pelli e accessori e quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto sono le più colpite, con riduzioni della produzione senza precedenti e rispettivamente pari all’80,5% e al 74%.


Affonda il petrolio, Wti sotto i 37 dollari

Il petrolio, già in calo nelle ore precedenti, ha accelerato al ribasso nel corso della seduta, con il Wti scivolato sotto i 37 dollari al barile. Le parole della Federal Reserve, che anticipa una strada molto lunga per una ripresa economica, alimentano infatti i timori su un eccesso di offerta sul mercato petrolifero. I future del Wti con scadenza luglio sono arrivati a cedere oltre il 7% poco sopra i 36dollari al barile, mentre quel del Brent agosto sono calati del 6% intorno ai 39 dollari.

Il biglietto verde ha tentato il recupero

Il dollaro ha tentato il recupero contro le altre valute, dopo che la Fed ha descritto un quadro molto preoccupante per l'economia. «Come molti avevano predetto, la Fed ha mantenuto il tono accomodante che ha segnato la sua posizione dall'inizio della crisi del coronavirus, tuttavia, il tono di Jerome Powell è sembrato di una o due tacche più cupo del previsto», commentano gli analisti di ActivTrades. Il leader della banca centrale americana «ha dipinto un quadro tetro dell'economia e ha avvertito di tempi ancora più difficili, gettando una secchiata di acqua fredda sul quello che forse era un eccessivo ottimismo da parte di alcuni investitori. Di conseguenze l'umore di mercato sembra essere mutato e la propensione al rischio è diminuita: gli investitori sono ancora una volta alla ricerca di beni rifugio, posizione che ovviamente sta giovando al dollaro».

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