ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse sottotono con i timori d’inflazione. Ancora giù il petrolio

Resta alta la tensione per la guerra in Ucraina e l'aumento dei casi di Covid in Cina. Spread chiude a 164 punti, Brent sotto i 100 dollari

di Flavia Carletti ed Enrico Miele

La Borsa, gli indici dell’11 aprile 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La corsa dell’inflazione, il ritorno del Covid in Cina e la guerra in Ucraina mettono di cattivo umore nella prima seduta della settimana le Borse europee che chiudono sottotono, così come Wall Street. Gli acquisti sul settore finanziario, e in particolare sulle banche che vedono la prospettiva di tassi in rapido rialzo, hanno limitato i danni per i listini. Il Cac40 (+0,12%) di Parigi si è mosso meglio rispetto agli altri indici del Vecchio Continente, all'indomani del primo turno delle elezioni presidenziali francesi che porterà a un ballottaggio tra il presidente Emmanuel Macron e la candidata della destra e leader del Rassemblement National, Marine Le Pen. Macron, secondo i dati del ministero dell'Interno francese, ha ottenuto il 27,85% dei consensi, circa quattro punti percentuali in più rispetto a Le Pen ferma al 23,15 per cento. Terzo il leader dell'estrema sinistra Jean-Luc Melenchon con quasi il 21,95 per cento. Sarà decisivo il ballottaggio del 24 aprile.

Wall Street ha chiuso in calo sui timori di una crescita debole e di una corsa dei prezzi. Il Dow Jones perde l’1,19% a 34.309,07 punti, il Nasdaq cede il 2,18% a 13.411,96 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,68% a 4.412,83 punti

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Mentre inizia l’offensiva russa nel Donbass, infatti, i segnali di ansia sui mercati non sono mancati, tra la salita dei rendimenti dei titoli del Tesoro Usa, che moltiplicano i timori sulla ripresa, il "superindice" Ocse che certifica la perdita di slancio dell’economia europea e il petrolio in retromarcia sotto i cento dollari al barile a causa delle ansie sulla domanda globale di energia (su cui presa soprattutto la crisi Covid di Shanghai). Un mix di fattori che penalizza i listini del Vecchio Continente, volatili per buona parte della giornata, mentre Mosca deve fare i conti con il default delle Russian Railways e il crollo del 6% dell’indice Rts in dollari. A Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,28%, a Francoforte il Dax40 lo 0,64%, ad Amsterdam l'Aex l'1,38% e a Londra il Ftse100 lo 0,67 per cento.

Wall Street debole, occhi su Twitter

È in calo Wall Street all'inizio di una settimana corta, dato che i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo. Attesa soprattutto per i dati sull'inflazione: i prezzi al consumo per marzo sono in programma domani 12 aprile, quelli alla produzione il giorno successivo. Inizia poi la stagione delle trimestrali, con i conti delle banche. Sull'azionario, il titolo più seguito è Twitter, in calo dopo che è stato annunciato che l'amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, diventato maggior azionista esterno, ha deciso di non entrare nel Cda. La scorsa settimana, il titolo aveva registrato forti rialzi dopo la notizia dell'acquisto del 9,2% delle azioni da parte di Musk.

A Milano giù Moncler e Nexi, scatto di Leonardo

A Milano, ha chiuso in fondo al segmento principale Moncler (-4,8%), colpita come tutto il comparto del lusso dalla risalita dei contagi in Cina, e Nexi (-3,7%) in scia alla debolezza del Nasdaq. Realizzi su Banco Bpm (-2%) mentre si attende di capire la strategia di Credit Agricole entrata con il 9% nell'istituto milanese. In testa, rally per Leonardo (+4,7%). La seduta ha registrato anche il dietrofront degli investitori sulla holding Atlantia (-1,1%). I rumors riferiscono che la cordata Gip-Brookfield, interessata alla holding, non vorrebbe comunque proporre una operazione ostile nei confronti della famiglia Benetton. Le vendite hanno penalizzato anche Amplifon (-2,7%), Saipem (-1,6%) e Tenaris (-0,9%), su cui incide la debolezza in questa fase del greggio. Chiude in rialzo UniCredit (+0,6%) che posticiperà i dati sul primo trimestre al 4 maggio (dal 27 aprile) per poter meglio gestire la propria esposizione in Russia (su questo fronte, ad esempio, lo scorso anno la banca, come ricorda nel suo bilancio 2021, ha concesso a Russian Railways una linea di credito legata alla sostenibilità da 545 milioni a 7 anni).

Rimbalza Iveco, ma -45% dalla quotazione

Iveco Group, con un rialzo del 6,16%, ha chiuso in testa al Ftse Mib anche se i corsi azionari dal primo giorno di quotazione, dopo lo scorporo da Cnh Industrial avvenuto a inizio 2022, restano in flessione del 45 per cento. Secondo gli operatori il recupero del titolo è dovuto a un rimbalzo dopo che la scorsa settimana le quotazioni avevano raggiunto il minimo a 5,35 euro. Secondo gli analisti di Equita Sim è il contesto geopolitico che sta penalizzando le quotazioni (dall'inizio dell'attacco russo in Ucraina -29% a fronte del -23% di un concorrente come Traton) e sta oscurando anche i fondamentali del gruppo tant'è che le attività industriali di Iveco (quindi escludendo le partecipazioni) valgono appena 0,4 miliardi in Borsa sugli 1,5 miliardi dell'intera capitalizzazione.

Spread chiude in leggero calo a 164 punti base

Chiusura in leggero calo per lo spread tra BTp e Bund in una seduta complessivamente negativa per i bond euro bersagliati da vendite che non hanno risparmiato anche i Bund, il cui rendimento ha toccato i massimi dal 2015. I titoli italiani hanno performato meglio sul mercato secondario rispetto ai bond emessi dai Paesi della Core Europe, tanto che il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha terminato la seduta a 164 punti base dai 166 punti base del finale di venerdì. In salita, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 2,47% dal 2,37% del closing della vigilia.

Euro/dollaro resta ai minimi 2 anni, petrolio in calo

Sul mercato valutario, il cambio tra euro e dollaro si mantiene ai minimi da due anni a 1,0885 (da 1,0879 di venerdì scorso), con la moneta unica che vale 136,62 yen (da 135,32) e il biglietto verde 125,37 yen (da 124,31). Anche il gas arretra del 4% in Europa a 99,75 euro al megawattora. In forte discesa, il petrolio: il Wti di maggio scambia a 95,6 dollari al barile (-2,7%) e il Brent di giugno a 99,8 dollari (-2,9 per cento).

Chiusura in rosso per la Borsa di Mosca

La Borsa di Mosca nella prima seduta della settimana ha chiuso in ribasso, dopo un avvio positivo. L'Indice Moex è sceso dell'1,32% e l'indice Rts denominato in dollari (invece debole fin dalle prime battute) ha lasciato sul terreno il 5,79 per cento. Il rublo torna sopra 80 per un dollaro ed è scambiato a 82,175 per un dollaro e a 90 per un euro. Nel weekend S&P ha tagliato il rating sovrano russo a selective default dopo il pagamento in rubli dell'eurobond denominato in dollari scaduto il 4 aprile.


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