la giornata DEI MERCATI

l blitz della Fed non basta ai mercati. Wall Street chiude a -3%

Powell ruba la scena ai ministri del G7 e a sorpresa annuncia un taglio dei tassi. Le Borse europee riescono a chiudere in territorio positivo, mentre Wall Street non sembra accontentarsi della Fed e perde terreno dopo una fiammata iniziale. A Milano vendite su Bpm dopo il piano, giù anche Tim e Atlantia

di Andrea Fontana ed Enrico Miele

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Una passante con mascherina davanti alla sede di Wall Street a New York (Epa)

Powell ruba la scena ai ministri del G7 e a sorpresa annuncia un taglio dei tassi. Le Borse europee riescono a chiudere in territorio positivo, mentre Wall Street non sembra accontentarsi della Fed e perde terreno dopo una fiammata iniziale. A Milano vendite su Bpm dopo il piano, giù anche Tim e Atlantia


5' di lettura

Powell ruba la scena ai ministri del G7 e a sorpresa annuncia un taglio dei tassi, provando senza successo a dare la scossa ai mercati. In una giornata di fibrillazioni, le Borse europee riescono comunque a chiudere in territorio positivo, mentre Wall Street non sembra accontentarsi della Fed e perde decisamente terreno dopo una fiammata iniziale (all’indomani però di uno storico +5%). Gli indici americani hanno chiuso in calo di quasi 3 punti percentuali (-2,94% il Dow Jones, -2,81% l’S&P 500, -2,99% il Nasdaq)..

E questo nonostante gli impegni dei Paesi del G7 per rispondere all'emergenza del nuovo coronavirus avessero già ampiamente deluso i mercati: nel comunicato finale, infatti, si parla dell’uso di «tutti gli strumenti» necessari per rispondere al rischio di una recessione globale, compreso il ricorso a strumenti fiscali, ma mancano riferimenti a misure immediate e concrete già pronte a diventare efficaci. In questo contesto il FTSE MIB, dopo aver toccato il picco del +2,6% subito dopo l’annuncio di Powell, ha poi rallentato di colpo, chiudendo con un rialzo dello 0,43% a causa dei ribassi delle banche. A zavorrare il listino il comparto del credito, a partire da Banco Bpm che crolla dell'8,2% dopo la presentazione del piano, con gli analisti che a caldo si mostrano perplessi sui target. Male anche Unicredit (-4,2%) e Banca Pop Er (-2,3%). Tra i titoli in testa per tutta la seduta sul Ftse Mib spiccano Poste Italiane (+3,8%), Stmicroelectron (+2,7%) in scia alla buona prestazione delle società tecnologiche e Diasorin (+2,9%) con il settore in fermento dopo l’opa di Thermo Fischer su Qiagen.

Allargando lo sguardo al resto d’Europa, il listino migliore è stato a fine seduta quello di Parigi, che ha guadagnato l’1,12%, seguito da Francoforte (+1,08%) e Londra (+0,95%). Più indietro Madrid (+0,8%). Tra i settori al centro degli acquisti, servizi finanziari (+2,3%), quello delle costruzioni (+2,09%) e l'industria (+1,9%). In fondo, invece, il settore bancario (-1%). In particolare, dopo diverse sedute molto penalizzanti, sulle Borse europee spicca il recupero dei titoli delle società di trasporto aereo, tra i settori più penalizzati dall’emergenza coronavirus, come Iag (British Airways, Iberia, Vueling) che a Londra strappa con un +7,2%, AirFrance-Klm (+1,9%), Lufthansa (+8,8%) e EasyJet (+1,2%). Tra i titoli più in risalto sul listino Cac40 compare anche Essilorluxottica (+4,8%) dopo le dimissioni di Hilary Halper, co-chief financial officer del gruppo dopo lo scandalo della frode in Thailandia.

G7 pronti a «impegno comune» ma no misure immediate
Dalla teleconferenza tra i ministri finanziari del G7 e i governatori delle banche centrali per discutere le misure da prendere è emersa una dichiarazione di ampia disponibilità alla collaborazione e la volontà delle banche centrali di sostenere la stabilità dei prezzi e la crescita.

Inoltre le grandi economie mondiali si dichiarano pronte a usare « tutti gli strumenti» necessari per rispondere al rischio di una recessione globale compreso il ricorso a strumenti fiscali. Tuttavia, come temuto questa mattina dai mercati, mancano nel comunicato finale i riferimenti a misure immediate e concrete già pronte a diventare efficaci.

Tra le banche centrali, la prima a muoversi nella notte era stata la Royal Bank of Australia che ha tagliato i tassi di interesse per la quarta volta quest’anno, portandoli allo 0,5%.

A Piazza Affari ok Poste e Diasorin, giù Tim e Banco Bpm
Per quanto riguarda Piazza Affari, i titoli protagonisti del rimbalzo sono stati, come detto, Poste Italiane, Buzzi Unicem e Stmicroelectron. In evidenza Diasorin per l'appeal del settore della diagnostica sui listini innescato dall'offerta d'acquisto di Thermo Fisher sul gruppo tedesco Qiagen. In calo invece Telecom Italia e Atlantia.

In rosso anche Banco Bpm che ha annunciato il proprio piano al 2023. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna prevede di raggiungere un utile di 770 milioni nel 2023 (797 milioni nel 2019, 648,6 milioni a livello rettificato) e di distribuire oltre 800 milioni di dividendi tra 2020 e 2023 con un payout medio maggiore o uguale al 40%. I target, almeno per ora, non sembrano convincere il mercato. Dubbi che riguardano anche la tenuta del nuovo piano che, secondo la banca, è confermato anche «in ipotesi di scenario negativo al 2020», ovvero con un Pil italiano 2020 in discesa dello 0,1% (previsione che, secondo gli analisti, potrebbe apparire perfino ottimistica a fronte degli ultimi sviluppi della diffusione del coronavirus).

Lagarde, Bce monitora in vista di misure mirate
«L'epidemia di coronavirus è una situazione in rapido sviluppo che genera rischi per le prospettive dell'economia e per il funzionamento dei mercati finanziari - ha detto martedì 3 Christine Lagarde, presidente della Bce - La Bce monitora da vicino gli sviluppi e le loro implicazioni per l'economia, l'inflazione a medio termine e la trasmissione della nostra politica monetaria. Siamo pronti ad adottare misure appropriate e mirate, come necessario e in maniera commisurata ai rischi di fondo».

«Le borse hanno aperto in verde in vista della tanto attesa riunione del G7 prevista - è il commento di ActiveTrades - È probabile che questa teleconferenza sia l’ evento principale sul mercato, poiché gli investitori attendono disperatamente una risposta politica forte e coordinata al crescente impatto del Coronavirus. Molti si aspettano misure di politica fiscale e monetaria, ma nessuno sa esattamente quanto saranno forti queste misure. Il presidente Trump continua a fare pressioni sulla Federal Reserve affinché proceda con un significativo allentamento e una riduzioni dei tassi d’interesse, mentre il presidente della BCE, Christine Lagarde, vorrebbe una solida reazione anche da parte delle altre banche centrali. L'attuale rally a breve termine sui beni di rischio potrebbe essere guidato dalle aspettative sui risultati di questa riunione. Tuttavia, le banche centrali possono ancora sorprendere i trader con le dimensioni delle loro nuove misure fiscali e monetarie, che potrebbero spingere le borse ancora più in alto».

Spread chiude in forte calo a 162 punti
Chiude la giornata in forte calo lo spread BTp/Bund che dopo un'apertura gia' positiva ha accelerato al ribasso dopo il taglio dei tassi da parte della Fed, con il rendimento dei decennali italiani che torna sotto la soglia dell'1% per la prima volta dall'esplosione dell'emergenza Coronavirus. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco, ha infatti terminato le contrattazioni sul mercato secondario dei titoli di Stato Mts a 162 punti base, quindici in meno del closing di ieri. Nettissimo anche il calo del rendimento del BTp decennale benchmark indicato a fine seduta allo 0,99%, rispetto all'1,16% del finale di ieri.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Tra Fed e Bce un approccio diverso: l'euro risale
Sul fronte dei cambi, il dollaro ha subito perso terreno nei confronti delle principali divise all'annuncio a sorpresa del taglio dei tassi: il cambio euro/dollaro viaggia a fine seduta a 1,115 (da 1,1115 di ieri sera). Euro/yen a 119,66 (da 120,4). Dollaro/yen a 107,26 (108 ieri). In rialzo ancora il petrolio con il Wti, contratto di consegna ad aprile, scambiato a 47,6 dollari al barile (+1,9%) e il Brent stesso mese a 52,5 dollari (+1,2%).

Fino a lunedì 2, in realtà, nessuna indicazione era arrivata dalla Bce: in questi giorni diversi esponenti della banca centrale hanno rilasciato dichiarazioni in merito all’eventuale risposta di politica monetaria a fronte di una crisi, finora inedita, quale quella innescata dalla diffusione del coronavirus a livello mondiale.

Il diverso approccio di Fed e Bce, finora, ha tuttavia avuto effetti visibili sui mercati finanziari. Ad esempio ha favorito l’indebolimento del dollaro rispetto all’euro che ha riguadagnato quota 1,11.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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