ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLA GIORNATA dei mercati

Borse europee chiudono in volata, scommessa su mosse Bce-Ue

A Milano il Ftse Mib oscilla in area 17mila punti ma poi chiude a +1,7%. Seduta caratterizzata dai dubbi sui tempi di reazione dell'Europa per attivare nuove misure di supporto all'economia, ma accesa nel finale da indiscrezioni sulla volontà della Bce di mettere in campo nuovi strumenti di intervento . Wall Street ancora brillante

di Chiara Di Cristofaro ed Enrico Miele

Cosa guida davvero il rimbalzo dei mercati?

A Milano il Ftse Mib oscilla in area 17mila punti ma poi chiude a +1,7%. Seduta caratterizzata dai dubbi sui tempi di reazione dell'Europa per attivare nuove misure di supporto all'economia, ma accesa nel finale da indiscrezioni sulla volontà della Bce di mettere in campo nuovi strumenti di intervento . Wall Street ancora brillante


5' di lettura

Le Borse europee chiudono in volata la seduta del 25 marzo, una giornata di negoziazioni ad alta volatilità con i listini sostenuti dalla scommessa sulle prossime mosse della Bce e dell'Unione europea per sostenere sia sui mercati sia nell'economia reale la reazione all'impatto del coronavirus. Anche Wall Street, dove il Dow Jones sale di quasi il 5%, è stato un fattore di supporto. L'indice della volatilità dei mercati europei è tornato a salire verso i 60 punti a conferma di una seduta con molti alti e bassi dove l'attenzione, al di là dei recuperi in alcuni settori rimasti indietro negli ultimi giorni, si è concentrata sui tempi di reazione delle istituzioni Ue alla crisi in vista innescata dal Covid-19. Piazza Affari, arrivata a guadagnare anche il 4%, ha progressivamente ingranato la retromarcia per poi risalire a +1,7%. Stesso movimento per Francoforte che ha guadagnato l'1,7%, Parigi brillante a+4,4%, Londra a +3,5%. Nelle ultime battute le indiscrezioni sulla apertura della Banca centrale europea a mettere in campo anche nuovi strumenti come gli acquisti di titoli di Stato a breve termine hanno contribuito al rafforzamento dei rialzi.

Incognita delle mosse europee e sui tempi di risposta
Sull'andamento altalenante dei listini europei hanno pesato le divisioni in Europa sugli strumenti da utilizzare per sostenere l'economia, con la Germania e l'Olanda contrari all'utilizzo dei cosiddetti "corona-bond", ma anche la sensazione che il grande balzo dei listini di martedì 24 marzo sia stato legato più a ricoperture tecniche che alla prospettiva di un turnaround in arrivo sui mercato. Le Borse Usa danno comunque seguito al maxi rialzo di martedì 24: il Dow ha registrato la migliore seduta in termini percentuali dal 1933. Mentre per l'S&P 500 è stata la migliore performance giornaliera dall'ottobre 2008. Per il presidente della Federal Reserve di St Louis Bullard il secondo trimestre sarà il peggiore di sempre.

Gli occhi restano puntati sulla lotta al Covid-19
A spingere gli acquisti inizialmente è stata la notizia dell'accordo tra Repubblicani e Democratici per l'approvazione al Senato Usa del maxi piano di aiuti da 2mila miliardi di dollari che dovrà sostenere l'economia americana, colpita dagli effetti del coronavirus. Tuttavia, «a ridosso si quota 2500 l'S&P500 ha trovato una forte resistenza e sta frenando tutto», dopo la corsa di martedì 24 marzo, spiega Carlo Alberto De Casa di ActivTrades. In una nota di questa mattina, gli esperti sottolineano che le condizioni di negoziazione rimangono incerte «ed è ancora difficile capire se il rally che abbiamo visto si trasformerà in una ripresa solida o in una semplice correzione del trend ribassista. La maggior parte dei benchmark europei si stanno avvicinando ai maggiori livelli di resistenza e, senza progressi significativi nella lotta contro il coronavirus, potremmo vedere queste zone agire da solidi muri».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
Loading...

Europa divisa sugli aiuti pesa sul sentiment del mercato
Le Borse europee hanno perso circa il 25% dai massimi del mese scorso, quando la pandemia si è diffusa. Se è vero che sono gli stimoli monetari e governativi a spingere i listini, gli investitori ora si aspettano una mossa dall'Europa (con i corona bond e l'Esm, il fondo salva-Stati), dopo il maxi-piano Usa ma le divisioni interna rendono incerto lo scenario: la presidente della Bce, Christine Lagarde, secondo la Reuters, avrebbe infatti chiesto ai ministri Finanziari dell'Eurozona di valutare seriamente un'emissione "one-off" dei cosiddetti "coronabond", titoli di debito europei pensati per fronteggiare la pandemia ma l’idea, secondo le indiscrezioni, avrebbe incontrato la consueta opposizione da parte di Germania, Olanda e altri Paesi nordici. Nella teleconferenza di martedì 24 marzo però tra i rappresentanti dell'Eurogruppo la questione degli eurobond non sarebbe stata affrontata e quindi gli operatore temono tempi lunghi.

Attesa per Consiglio europeo. Centeno: consenso su utilizzo MES
Tra i ministri finanziari dell’area euro c’è un “largo consenso” sul fatto che “risorse significative del Mes dovrebbe contribuire alla nostra risposta coordinata, c’è disponibilità a utilizzarlo, se necessario, in modo coerente con la natura esterna e simmetrica dello choc covid-19” all’interno del quadro del Trattato Mes che prevede l’attuale linea di credito rafforzata. È quanto scrive il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno nella lettera inviata al presidente Ue Charles Michel in vista del vertice dei capi di Stato e di governo che si terrà giovedì 26 marzo in videoconferenza.

A Piazza Affari balzo Azimut e Leonardo, trottola FCA
Sul listino principale di Piazza Affari hanno guidato i rialzi Leonardo e Azimut mentre è stata una seduta estremamente volatile per Fca arrivata a guadagnare anche il 10%: Moodys's ha annunciato di aver messo sotto revisione il rating della casa automobilistica con direzione incerta alla luce dello scenario attuale. Bene Moncler con ricoperture su tutto il settore del lusso in Europa. In discesa Telecom: il fondo Elliott ha ridotto la partecipazione passando dal 9,72% di gennaio scorso al 6,97%. Finale in ripresa per Unicredit, che aveva toccato anche -6%, nonostante la società abbia confermato la volontà di procedere alla distribuzione del dividendo sull'esercizio 2019 a differenza da quanto deciso da altri big del credito come la spagnola Santander. In grande evidenza Azimut dopo che Timone Fiduciaria, il patto che raccoglie quasi il 20% del capitale, ha confermato l'intenzione di procedere a un ulteriore rafforzamento nell'azionariato.

Germania, l'indice Ifo sui minimi da luglio 2009
L'indice tedesco Ifo, che misura la fiducia delle imprese in Germania scende a marzo a 86,1, ancora più delle attese che prevedevano un calo a 87,4 punti e peggio della stima preliminare di 87,7 annunciata insolitamente il 19 marzo. I timori per l'impatto del coronavirus peggiorano ulteriormente lo scenario. Si tratta del calo peggiore dalla riunificazione e del livello più basso da luglio 2009 precisa il think thank. Il sottoindice delle condizioni attuali scende a 93 da 99, quello delle aspettative crolla a 79,9 da 93,1 di febbraio.

BTp, spread sotto i 190 punti
Torna la calma sull'obbligazionario europeo, dopo la volatilità dei giorni scorsi dopo l'accordo raggiunto al senato Usa sul maxi-piano da 2mila miliardi di dollari di sostegno all'economia. Si restringe leggermente lo spread tra decennali italiani e tedeschi, appena sotto quota 190 punti base. Prosegue il calo del rendimento del BTp decennale benchmark. In chiusura lo spread si è attestato a 187 punti. Il rendimento dei BTp 10 anni a 1,58%. Vendite invece sui titoli dei Paesi "core" come Germania, Francia e Olanda.

Andamento dello spread Btp / Bund
Loading...

Petrolio in altalena, -50% circa in un mese
Il prezzo del greggioi vede il Brent sotto quota 27 dollari al barile nella consegna giugno e il Wti recuperare i 24 dollari al barile nel contratto maggio. Nonostante gli stimoli della Fed e il maxi-piano del Congresso Usa, sulle quotazioni del greggio pesano le prospettive negative dell’economia mondiale a causa del coronavirus, che sta abbattendo la domanda. Il calo del Wti dal 21 febbraio scorso, quando quotava circa 53 dollari al barile, è stato di oltre il 50%. Martedì 24 marzo sono arrivati i dati sulle scorte Usa diffusi dall'Api, calate di 1,2 milioni di barili nella settimana terminata il 20 marzo a 451,4 milioni di barili, un dato migliore delle attese degli analisti che si aspettavano riserve in aumento. In calo anche le scorte di benzina e distillati.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

COME SONO ANDATE LE BORSE IERI

SEGUI IL FTSE MIB

SEGUI LO SPREAD

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti