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Europa chiude in calo tra paura lockdown e rebus Georgia. Wti sopra 50 $ con Opec+

Gli indici del Vecchio Continente non sono incoraggiati dalla campagna vaccinale. A Milano bene gli energetici con il rally del petrolio (si scommette su un accordo Opec+ sulla produzione). Spread chiude in calo a 113 punti

di Stefania Arcudi ed Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici di oggi 5 gennaio 2021

Gli indici del Vecchio Continente non sono incoraggiati dalla campagna vaccinale. A Milano bene gli energetici con il rally del petrolio (si scommette su un accordo Opec+ sulla produzione). Spread chiude in calo a 113 punti


5' di lettura

Le Borse europee hanno chiuso in calo, con l'eccezione di Londra (+0,6%), e poco sopra i minimi di seduta (Milano-0,52%, Parigi -0,44%, Francoforte -0,55%), con gli investitori che non sono riusciti a scrollarsi di dosso i timori per i nuovi lockdown annunciati per contenere l'epidemia di Covid-19 e le incertezze sulle elezioni per due senatori in Georgia che potrebbero condizionare la libertà di manovra del nuovo presidente Joe Biden.
A sostenere gli indici non bastano dunque le notizie sulle campagne vaccinali che proseguono nei Paesi europei, Italia compresa, pur se con ritardi e con qualche difficoltà a fare partire la macchina organizzativa. E non è di grande aiuto neppure la fiammata del greggio, in rialzo di oltre quattro punti (il Wti è tornato sopra 50 dollari, ai massimi in dieci mesi) dopo l’accordo dell'Opec+ sui tagli alla produzione. «Nonostante i vaccini anti Covid siano già in fase di distribuzione, numeri record di contagi in molte aree e blocchi nazionali in paesi come l'Inghilterra, stanno intaccando il sentiment dei mercati finanziari questa settimana», hanno detto gli analisti di ActivTrades, sottolineando che «mentre molti si stanno focalizzando sulla fine della crisi, il ribasso della maggior parte delle borse ha sottolineato quanto sia fragile l'attuale ripresa».

Opec+,accordo su tagli. Riad offre riduzione extra

L'Opec+ ha raggiunto un accordo per contenere l'offerta di greggio nei prossimi due mesi, con l'Arabia Saudita che ha offerto di farsi carico di un taglio extra alla produzione, nell'ordine di 400.000 barili al giorno, a febbraio e marzo. Una decisione “volontaria” che consente a Russia e Kazakistan un aumento combinato della propria produzione pari a complessivi 75.000 barili al giorno sia a febbraio che a marzo. Questa l’intesa raggiunta dopo due giorni di colloqui che hanno visto Russia e Arabia Saudita su posizioni contrapposte.

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Wall Street in rialzo, occhi sulla Georgia

La Borsa americana, dopo un avvio piatto, prende coraggio e prova a puntare verso l'alto, all'indomani del peggior calo percentuale dal 28 ottobre per Dow e S&P 500, con l'indice delle 500 maggiori società che ha iniziato l'anno in negativo per la prima volta dal 2016. I temi da seguire sono gli stessi che hanno reso difficile la giornata precedente, dopo l'illusoria apertura record: il coronavirus e le elezioni in Georgia. Per quanto riguarda il virus, preoccupano il continuo aumento dei casi negli Stati Uniti e in Europa, a partire dal Regno Unito - costretto al terzo lockdown - e la lenta campagna di vaccinazione: finora, sono state vaccinate poco più di 4,5 milioni di persone negli Stati Uniti, mentre il presidente Donald Trump aveva promesso 20 milioni di vaccinati entro la fine del 2020.

L’ombra di Trump sul voto per il Senato

Gli occhi sono puntati anche sulla Georgia, dove è in corso il voto per i due ballotaggi per il Senato degli Stati Uniti. In caso di vittoria democratica, il partito del presidente eletto Joe Biden avrebbe la maggioranza di entrambi i rami del Congresso, eventualità non particolarmente apprezzata dal mercato, in quanto così i democratici potrebbero avere la forza di varare anche i punti più forti del programma presidenziale, come più tasse per le aziende. A preoccupare gli investitori, in questa circostanza, è anche lo scandalo rivelato dal Washington Post sulla telefonata fatta dal presidente, Donald Trump, al segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, con la richiesta di sovvertire il risultato elettorale dello scorso novembre.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari bene Fca, acquisti su Saipem e St

A Piazza Affari si sono distinti i titoli petroliferi, spinti a loro volta dall’andamento del greggio nel giorno della nuova riunione dell’Opec+. Così Eni ha vantato un progresso del 3,7%, Saipem del 4,1% e Tenaris del 3,58%. Dopo la frenata della vigilia, hanno tentato di rialzare la testa le azioni delle banche, con Bper in rialzo dello 0,8% e Mediobanca dello 0,38%. Hanno inoltre recuperato terreno le Leonardo (+2,47%) e ha continuato a correre Stmicroelectronics (+0,9%), sulla prospettiva di un miglioramento dello stato di salute del comparto chip. In terreno positivo Fiat Chrysler, all'indomani del via libera dell'assemblea dei soci alla fusione con Psa, aspettando che sia ufficializzata la data della distribuzione di un dividendo straordinario di 2,9 miliardi di euro. Deboli Pirelli, dopo che JPMorgan ha tagliato il rating da «neutral» a «underweight» con un obiettivo di prezzo rivisto da 4,1 a 4 euro per azione, ed Hera, che risente della brutta giornata per le utility in Europa.

Mps vola a Milano, mercato si interroga su prossime mosse

Banca Mps vola a Piazza Affari e dopo uno stop è arrivata a guadagnare l'8%. Secondo indiscrezioni stampa, il processo per riprivatizzare e ristrutturare Banca Mps "sta accelerando", con lo Stato (che possiede il 64% del capitale) che ha avviato le discussioni per trovare una soluzione che gli permetta di uscire dall'azionariato. Come ricordano gli analisti di Equita, «contestualmente alla fusione con Unicreditda realizzare nella seconda metà del 2021», è allo studio «la creazione di una legal entity ad hoc con l’inclusione della rete toscana di Banca Mps (circa 300 filiali), in modo da preservare per circa 3 anni il brand Mps». Per gli analisti, comunque, «tale misura non cambierebbe in ogni caso il senso industriale del deal, dato che la nuova società verrebbe comunque consolidata all’interno del gruppo Unicredit».

Petrolio corre, Opec+ verso l'accordo. Wti sopra 50 $

Dopo un avvio volatile, il petrolio si attesta in forte rialzo e sale più di cinque punti, con il Wti tornato sopra i 50 dollari al barile e al massimo in dieci mesi. Gli occhi sono puntati sulla riunione dei Paesi Opec Plus, dopo il nulla di fatto della vigilia (la Russia chiedeva un aumento da 500.000 barili al giorno, mentre l’Arabia e la maggior parte degli altri membri si erano opposti). Ora, secondo indiscrezioni, Mosca e Riyad sembrano avere trovato un'intesa sull'ipotesi di non aumentare la produzione a febbraio, rimandando almeno a marzo. «Lo scontro ha riportato alla mente degli operatori la guerra dei prezzi di inizio 2020 - commentano gli analisti di Mps Capital Services - la 'teoria dei giochi' lascia pensare che lo scenario più probabile e conveniente per i produttori sia quello di un compromesso con un rialzo inferiore alle richieste russe, in modo da segnalare la volontà nella cooperazione». Mosca, anche se appare isolata, può bloccare i colloqui: nell’Opec+ la maggioranza non basta a imporre una decisione,  ci vuole l’unanimità.

Spread chiude in calo a 113 punti

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario
Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005422891) e il pari durata tedesco è indicato a fine seduta a 113 punti base dai 115 punti segnati al closing precedente. Sale invece il rendimento del BTp benchmark decennale che a fine seduta si attesta allo 0,57% dallo 0,55% della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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