la giornata sui mercati

Borse chiudono in calo, cautela per nuovi contagi. Wall Street in recupero

Timori per le ondate di ritorno in Corea del Sud e Germania nonché per l'escalation di casi in Russia. Anche Wall Street è debole. Sul fronte macroeconomico, male la produzione industriale italiana a marzo. Piazza Affari comunque cede un contenuto 0,3% mentre risale sopra il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi

di Andrea Fontana e Paolo Paronetto

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(Reuters)

Timori per le ondate di ritorno in Corea del Sud e Germania nonché per l'escalation di casi in Russia. Anche Wall Street è debole. Sul fronte macroeconomico, male la produzione industriale italiana a marzo. Piazza Affari comunque cede un contenuto 0,3% mentre risale sopra il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi


4' di lettura

Le Borse europee chiudono in rosso complici i nuovi incrementi nei contagi registrati in alcuni Paesi - Corea del Sud, Germania e Russia, diventata il quarto Paese al mondo più colpito dopo Usa, Spagna e Regno Unito - e i casi nello staff del vicepresidente Usa Pence che fanno temere per una seconda ondata di coronavirus. Il Nasdaq - unico tra i principali indici ad aver giù recuperato le perdite del 2020 - sostiene il progressivo recupero delle Borse Usa dopo una partenza in calo. Gli investitori da una parte guardano alla ripartenza delle attività nei Paesi più colpiti e puntano a non perdere l'opportunità del rimbalzo dei mercati finanziari vista la forte liquidità immessa dalle banche centrali, dall'altra fanno i conti con la realtà che emerge sia dai riscontri relativi all'emergenza sanitaria sia sul fronte macroeconomico. Pessimo il dato sulla produzione industriale in Italia, che lo scorso marzo è calata del 28,4% rispetto al mese precedente e del 29,3% su base annua. Dalla Cina sono arrivate invece indicazioni per una volta positive: le vendite di auto in aprile - secondo la China Association of Automobile Manifacturers sono aumentate del 4,4% rispetto a un anno fa, si tratta del primo incremento da circa due anni; secondo la China Passenger Car Association invece anche aprile ha riportato un calo (del 5,6%) rispetto a un anno fa, ma la contrazione è nettamente inferiore rispetto alle statistiche di febbraio e gennaio.

Piazza Affari chiude a -0,3%
A Piazza Affari, partita in rialzo sulla scia del rinvio del giudizio di Moody’s sul rating italiano, il Ftse Mib ha perso lo 0,33% risentendo del dato sulla produzione industriale in Italia. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, Finecobank (+3,22%) ha beneficiato dei conti trimestrali e delle indicazioni positive sull’esercizio in corso. Bene Recordati (+6,28%) e Diasorin (+4,03%), insieme a tutto il settore farmaceutico europeo, e le banche, a partire dal +3,35% di Mediobanca. Nel resto del listino sono volate del 22,66% le Banco di Sardegna risparmio dopo l’annuncio di conversione in azioni privilegiate.

Quanto agli altri listini, Madrid e Parigi hanno ceduto oltre un punto percentuale, Francoforte ha chiuso le contrattazioni con una flessione dello 0,7% mentre Londra è rimasta invariata.

BTp, lo spread chiude a 243 punti
Lo spread è tornato a salire sopra i 240 punti chiudendo a 243 con il rendimento del decennale italiano a 1,92% nonostante il nulla di fatto derivante dal responso delle agenzie di rating Moody's e Dbrs. Venerdì 8 maggio Moody’s ha annunciato il rinvio del verdetto sul rating italiano per l’aggiornamento del proprio calendario. Così il giudizio sul debito pubblico italiano rimane per adesso a Baa3. Dbrs, inoltre, ha tagliato solo l’outlook a negativo. In Italia sta prendendo forma il decreto Rilancio che dovrebbe prevedere un maxi fondo di Cdp per supportare le imprese, anche attraverso interventi diretti nel capitale. Ci si interroga, inoltre, sull'utilizzo del Mes, dopo che l’Eurogruppo ne ha definito i dettagli. Secondo l’accordo raggiunto in Europa, ogni Stato membro potrà spendere fino al 2% del Pil per finanziare la lotta al Coronavirus con finanziamenti a tassi agevolati con durata decennale e senza condizionalità da parte del fondo salva-Stati per l’erogazione dei prestiti, a differenza di quanto era successo con il salvataggio della Grecia.

Bce: nell'ultima settimana acquisti di titoli per 34 miliardi
Sul mercato dei titoli obbligazionari intanto continua l'azione della Bce. La Banca centrale europea nel corso dell'ultima settimana ha effettuato acquisti per 34,09 miliardi di euro nell'ambito del programma di acquisti pandemici contro i 22,09 di sette giorni prima. Per quanto riguarda gli acquisti del Qe 'ordinario', nell'ultima settimana la Bce ha effettuato acquisti netti di bond sovrani per 7,11 miliardi (da -0,738 miliardi la settimana prima) e di corporate bond per 2,57 miliardi (da -0,062 miliardi). La Bce ha inoltre acquistato 1,024 miliardi di covered bond (da -0,231 miliardi) e 0,018 miliardi di Abs (da -0,267 miliardi). Il totale degli acquisti per la settimana e' di 10,73 miliardi contro i -1,298 miliardi della settimana precedente. Includendo anche gli acquisti pandemici, invece, nell'ultima ottava la Bce ha effettuato acquisti per 44,82 miliardi contro i 20,79 miliardi di euro di sette giorni fa.

Eni colloca bond a 6 e 11 anni per complessivi 2 miliardi
Eni ha collocato - con l'intervento di un gruppo di banche, Barclays, BNP Paribas, Credit Agricole CIB, J.P. Morgan, Mediobanca e UniCredit - due nuove emissioni obbligazionarie a tasso fisso con durata di 6 anni e di 11 anni. Il rating di Eni relativo al debito di lungo termine è A- (outlook negative) per S&P, Baa1 (outlook stabile) per Moody's e A- (outlook stabile) per Fitch, ricorda la nota. Le richieste complessive sono state di oltre 9 miliardi di euro, mentre le emissioni saranno di un miliardo ciascuna. I due titoli pagheranno una cedola annua rispettivamente dell'1,25% e del 2%,

Prezzo petrolio - Brent
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Euro in flessione, petrolio in altalena. A.Saudita taglia ancora
Sul mercato dei cambi, l’euro scende a 1,0812 dollari (1,0857 venerdi' in chiusura), mentre si rafforza a 116,38 yen (115,66). Il rapporto dollaro/yen è a 107,66 (da 106,52). Sotto la parità il prezzo del petrolio dopo una seduta in altalena: il future giugno sul Wti cede lo 0,97% a 24,50 dollari al barile mentre la consegna luglio sul Brent perde il 2,49% a 30,20 dollari. Il ministero saudita dell'Energia ha fatto sapere di aver chiesto all'azienda petrolifera di Stato, Aramco, di ridurre la sua produzione di un milione di barili al giorno a partire dal mese di giugno. La mossa rientra nel tentativo di sostenere il prezzo del petrolio. Un taglio alla produzione di questa entità porta la capacità del primo esportatore al mondo di petrolio a 7,5 milioni di barili al giorno, ha precisato il ministero dell'Energia in una dichiarazione citata dall'agenzia ufficiale SPA.

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