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Per le Borse arriva una settimana clou con il voto Uk e l'esordio di Lagarde

Doppio appuntamento il 12 dicembre con le elezioni a Londra e la prima riunione del neo presidente Bce. Intato venerdì gli indici europei hanno rialzato la testa grazie ai record dei dati Usa sul lavoro. Il Ftse Mib ha chiuso la settimana con un calo dello 0,33% ma peggio hanno fatto Parigi, Francoforte e Londra (si salva solo Madrid). A Piazza Affari protagonista il duo Moncler-Ferragamo grazie alle mosse di Kering che potrebbero riaprire il risiko del lusso

di Enrico Miele


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(REUTERS)

4' di lettura

Archiviata una settimana nervosa, i mercati si interrogano sugli appuntamenti chiave in agenda nei prossimi giorni. In testa ci sono le elezioni a Londra del 12 dicembre che potrebbero, con la probabile vittoria dei conservatori, chiudere la telenovela sulla Brexit e portare nel 2020 all’uscita del Regno Unito dalla Ue.

Gli analisti di Mps Capital Services sottolineano come la prossima sia una settimana clou anche sui dazi, con gli operatori che restano in attesa di sviluppi visto l’avvicinarsi del 15 dicembre. È la data chiave in cui dovrebbero partire i dazi su altri beni cinesi, per un valore di 156 miliardi di dollari. Infine l’attenzione sarà alta anche per le ultime riunioni dell’anno di Fed e Bce e, in particolare, per la prima conferenza stampa da presidente dell’istituto di Christine Lagarde dopo l’addio di Mario Draghi. Ma sul fronte Banche centrali ci saranno anche i meeting della Banca centrale svizzera, brasiliana, turca e russa. Gli operatori si attendono un taglio dei tassi di interesse per tutti gli istituti (ad eccezione della Svizzera).

Ultima settimana in rosso per le Borse
Nell’attesa, venerdì gli indici europei hanno rialzato la testa grazie ai record dei dati Usa sul lavoro. Il FTSE MIB ha chiuso così la settimana con un calo dello 0,33% ma peggio hanno fatto Parigi, Francoforte e Londra (si salva solo Madrid a +0,3%). A Piazza Affari protagonista delle ultime sedute è stato il duo Moncler-Salvatore Ferragamo grazie alle mosse di Kering per potrebbero riaprire i giochi nel settore del lusso. Il marchio dei piumini guidato da Remo Ruffini è salito nelle ultime sedute del 6,1%, dietro solo a Ferragamo (+5,3%). In frenata le utility A2a (-4,1%) e Italgas (-4,1%).

Venerdì seduta sprint grazie a dati lavoro Usa
Wall Street nell'ultima seduta ha spiazzato tutti, rilanciando le Borse europee grazie ai dati record sull’occupazione. E così mentre tutti gli occhi erano puntati sulla trattativa dei dazi, il dato americano sul mercato del lavoro ha spinto di colpo i listini europei, fino a quel momento poco sopra la parità. Lo sprint ha permesso ai mercati di ignorare la frenata dell’industria tedesca, con gli investitori che si sono concentrati anche sui titoli petroliferi dopo il taglio della produzione deciso dall’Opec e i suoi alleati. Il FTSE MIB ha chiuso la seduta con un rialzo dello 0,93% grazie agli acquisti su bancari, high-tech e industria, ma tutti i listini hanno beneficiato dello sprint del mercato del lavoro americano. La piazza finanziaria migliore a fine seduta è stata quella di Madrid, che ha guadagnato l’1,51%, seguita da Londra (+1,43%) e Parigi (+1,21%). Leggermente più indietro la Borsa di Francoforte (+0,86%) alle prese con la forte frenata dell’economia tedesca.

Sul podio UniCredit, St e Prysmian
In cima al listino principale spicca Unicredit (+3%) con gli analisti di Equita a spingere il titolo (che beneficia come tutto il settore del credito della discesa dello spread a 174). Sul podio anche Stmicroelectron (+2,9%), grazie all’ottimismo che si respira nuovamente nella trattativa legata alle tariffe commerciali tra Usa e Cina, e Prysmian (2,8%). Prosegue il rally di Moncler (+2%), anche oggi sulla scia dell’interesse dei francesi di Kering per la maison dei piumini. Rialzi anche per Saipem e Tenaris grazie al rincaro del greggio. In fondo al listino finisce la Juventus Fc (-1,54%) alle prese con l'aumento di capitale. Parziali realizzi su Salvatore Ferragamo (+0,8%) dopo la corsa della vigilia in scia con il settore del lusso. Tra gli istituti di credito, acquisti anche su Ubi Banca (+1,6%) sulle attese del mercato per la cessione di un portafoglio mutui da 800 milioni di euro. La seduta ha premiato anche Buzzi Unicem (+2,5%) e Nexi (+1,4%) che potrebbe chiudere a breve, secondo indiscrezioni di stampa, l’operazione con Intesa Sanpaolo (+1,1%). In controtendenza i titoli più difensivi come Italgas (-0,7%) ed Hera (-0,2%).

Spread chiude in calo a 174 punti
Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario dei titoli di Stato Mts. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha terminato la seduta a 174 punti base, in flessione rispetto ai 177 punti di ieri. In ribasso anche il rendimento del BTp decennale benchmark che in chiusura viene indicato a 1,45% dall'1,48% della vigilia.

Andamento dello spread Btp / Bund

Wti e Brent balzano del 2% su accordo Opec+ su tagli produzione
Dopo l'indolenza delle ore precedenti, quando il barile si attestava in ribasso di meno di mezzo punto, il petrolio ha accelerato il passo, arrivando a guadagnare anche il 2%, dopo che i paesi dell'Opec+ (i membri dell'Opec e i produttori di greggio non appartenenti al cartello, come la Russia) hanno raggiunto un accordo per estendere di tre mesi, fino al 30 marzo, il taglio della produzione di 500.000 barili al giorno. Due terzi del taglio, ovvero 340.000 barili, ricadrà sulle spalle dei paesi Opec mentre il contributo dei paesi non-Opec sarà di 160.000 barili. Sul fronte dei cambi il dollaro guadagna terreno contro tutte le principali valute, con l’euro in ribasso a fine seduta a 1,104 contro il biglietto verde (1,109 ieri). La moneta unica perde peso sia contro la sterlina a 0,842 (0,844), in attesa delle elezioni che decideranno la Brexit, sia verso lo yen a 120,08 (120,69).

Il cambio euro / dollaro

Lavoro Usa sopra le stime
A novembre, le aziende statunitensi hanno continuato ad assumere a un passo superiore alle attese. Negli Stati Uniti, il mese scorso sono stati creati 266.000 posti di lavoro, mentre gli analisti ne attendevano 187.000. La disoccupazione è scesa al 3,5% dal 3,6% del mese precedente; gli esperti attendevano una conferma del 3,6%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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