La giornata dei mercati

Le Borse recuperano, Milano (+0,5%) chiude al top annuo. Per Lagarde nessuna stretta nel 2022

Indici in risalita dopo una settimana grigia. Il numero uno della Bce tranquillizza il mercato sul costo del denaro, ma prevede tempi più lunghi per la discesa dell’inflazione. Euro resta sotto la soglia di 1,15 dollari, petrolio ancora debole

di Enrico Miele e Flavia Carletti

Aggiornato alle 22,10

La Borsa, gli indici del 15 novembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee cercano di iniziare la nuova settimana con il piede giusto. Gli indici chiudono al rialzo anche se sono apparsi poco vivaci. A Piazza Affari il FTSE MIB ha terminato la seduta del 15 novembre sui nuovi massimi dell'anno. I mercati del Vecchio Continente sono reduci da una ottava incolore, caratterizzata dalla pubblicazione dei dati sull’inflazione di Usa, Cina e Germania tra gli altri. Gli investitori restano incerti sulle prossime mosse della Federal Reserve: si teme che possa decidere di innalzare il livello del "tapering", adesso pari a 15 miliardi di euro al mese rispetto all’iniziale quota di acquisti mensili di 120 miliardi di dollari al mese, oppure che possa anche ritoccare i tassi di interesse prima del previsto.

Wall Street chiude debole. Il Dow Jones perde lo 0,03% a 36.088,18 punti, il Nasdaq cede lo 0,04% a 15.853,85 punti mentre lo S&P 500 è invariato a 4.682,88 punti.

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Intanto Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha ribadito le differenti linee che stanno guidando i due istituti centrali da una parte e dall’altra dell’Oceano. Per Lagarde, nella zona euro è molto improbabile che si verifichino le condizioni per una stretta sui tassi nel 2022 e, anche se l’inflazione rallenterà nel corso del prossimo anno e ci vorrà più tempo del previsto, ha indicato che Ue e Usa viaggiano a velocità separate sul fronte dei prezzi al consumo. Intanto questa mattina sono arrivati dati incoraggianti dalla Cina: la produzione industriale a ottobre è salita su base annua del 3,5%, mentre le vendite al dettaglio sono aumentate su base annua del 4,9%.

A Milano rimbalza Tim, acquisti su Azimut

A Piazza Affari ha chiuso in testa Telecom Italia tentando il recupero dopo la debolezza accusata nelle passate sedute. Nelle prossime ore si riuniscono il comitato rischi, il comitato nomine e il collegio sindacale della tlc e quest'ultimo tratterà anche il tema delle ricadute del contratto con Dazn per la visione del calcio in streaming. Prosegue la corsa di Azimut, dopo la trimestrale pubblicata la settimana scorsa, e si è messa in luce Terna e le altre utility. Sulla parità Saipem, che si è aggiudicata due nuovi contratti offshore, uno in Australia e uno in Turchia, per attività di trasporto e installazione (T&I) per un totale complessivo di oltre 600 milioni di dollari.

Moncler nel corso della seduta ha invece beneficiato della notizia che per il terzo anno consecutivo si è stata confermata negli indici Dow Jones Sustanibility World Europe, ottenendo nell’S&P Global Corporate Sustanability Assessment 2021 il punteggio più alto del comparto Textile Apparel & Luxury Goods. I titoli beneficiano poi delle prospettive positive sul settore del lusso indicate dalla società di consulenza Bain & Company e da Fondazione Altagamma.

Lagarde (Bce): improbabile rialzo tassi nel 2022

La presidente della Bce Christine Lagarde ha indicato all’Europarlamento che «per quanto riguarda i tassi di interesse ufficiali, nella nostra guida prospettica abbiamo articolato chiaramente le tre condizioni che devono essere soddisfatte prima che i tassi inizino a salire. Nonostante l'attuale impennata dell'inflazione, le prospettive per l'inflazione a medio termine rimangono contenute e quindi è molto improbabile che queste tre condizioni vengano soddisfatte l'anno prossimo». Queste le tre condizioni della”guidance” della banca centrale relativamente all’aumento dei tassi di interesse: l’inflazione deve raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione, rimanere su questi livelli per il resto dell’orizzonte di proiezione; occorrono progressi nell'inflazione di fondo in modo che la crescita dei prezzi si stabilizzi sul 2% nel medio periodo.

Pechino, ChiNext -0,8% all'esordio

Chiusura in calo, nel primo giorno di contrattazioni, per ChiNext, il listino della Borsa di Pechino lanciato dalle autorità di Pechino con l'obiettivo di sostenere le piccole e medie imprese che incontrano difficoltà nella raccolta di capitali. All'esordio il ChiNext Price Index ha segnato un calo dello 0,8% attestandosi a 3.401,87 punti dopo una apertura positiva. Sul listino sono quotate le azioni di 80 società; di queste dieci hanno debuttato oggi dopo aver raccolto 1,5 miliardi di yuan (235 milioni di dollari) dalle vendita di azioni nella fase di preparazione. Le altre aziende sono state trasferite dal National Equities Exchange And Quotations, lanciato nel 2021 che consente alle pmi di raccogliere fondi prima di essere quotate in Borsa.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread si allarga nel finale a 122 punti

Seduta debole per i Btp scambiati sul secondario telematico Mts. I decennali italiani hanno perso terreno nel corso della giornata e lo spread con i titoli tedeschi è tornato ad allargarsi. Nel finale, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il titolo di pari durata tedesco è indicato a 122 punti base rispetto ai 119 punti base dell'apertura e in flessione rispetto ai 121 punti della chiusura di venerdì 12 novembre. In rialzo il rendimento del BTp decennale benchmark allo 0,98% (da 0,96%).

Euro resta sotto 1,15 dollari, in calo il petrolio

Sul fronte dei cambi, la moneta unica continua ad attestarsi al di sotto della soglia di 1,15 dollari: è pari a 1,1455 dollari (da 1,1449 dollari dell'ultimo riferimento). La divisa passa inoltre di mano a 130,55 yen (130,383), mentre il dollaro-yen si attesta a 113,95 (113,875). Continua a perdere terreno il valore del greggio: il Wti, contratto di dicembre, cede lo 0,66% portandosi a 80,26 dollari al barile. Il valore dell’oro nero continua a risentire del taglio delle previsioni sulla domanda mondiale di greggio da parte dell’Opec, oltre che la prospettiva di un possibile rilascio delle riserve statunitensi per rallentare la crescita dei prezzi.

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