la giornata sui mercati

La stretta sui dividendi penalizza le banche. Milano chiude in coda all’Europa

Indici del Vecchio Continente in ordine sparso nell''attesa delle decisioni della Fed in materia di politica monetaria. Euro ai massimi sul dollaro dal 2018

La Borsa, gli indici di oggi 16 dicembre 2020

Indici del Vecchio Continente in ordine sparso nell''attesa delle decisioni della Fed in materia di politica monetaria. Euro ai massimi sul dollaro dal 2018


5' di lettura

Chiusura contrastata per le Borse europee, in una giornata dove ha prevalso l’attesa per gli annunci della Federal Reserve in materia di politica monetaria, al termine della due giorni di riunione del Fomc, il braccio operativo dell’istituto centrale Usa. La cautela ha prevalso anche a Wall Street, che così non ha fornito spunti ai mercati europei. Se da una parte è aumentato l’entusiasmo in vista delle vaccinazioni di massa, che in Europa dovrebbero iniziare prima della fine dell’anno, sempre se l’Fda darà l’ok al medicinale di Pfizer il prossimo 21 dicembre, dall’altra sono cresciuti i timori per l’economia, causati dai nuovi lockdown introdotti in diversi Paesi, dalla Germania, all’Olanda, da Londra a New York. Preoccupano inoltre i contagi da coronavirus, che non arrestano la corsa. Milano è salita solamente dello 0,23%, risentendo della debolezza delle banche, dopo la stretta della Bce sui dividendi che potranno essere distribuiti nel 2021. Lo spread si è comunque portato su un nuovo mi imo a 110 punti. Ha fatto peggio di Piazza Affari solamente Madrid, scivolata dello ,18%, mentre la migliore è stata Francoforte, in progresso dell'1,5%,spinta dal buon dato sull’attività manifatturiera di dicembre, ai massimi da 34 mesi. Londra ha guadagnato lo 0,8%, co gli investitori che continuano a sperare in un accordo in extremis sulla Brexit. Del resto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: «Per come stanno le cose non posso dirvi se si arriverà o no un accordo ma posso dirvi che ora esiste una strada per arrivare a un accordo. La strada può essere molto stretta ma esiste e per questo è nostra responsabilità continuare a provarci». Tuttavia ha anche precisato che pesca e concorrenza rimangono due temi ancora ostici per l'accordo. Intanto, mentre negli States vanno avanti le trattative tra repubblicani e democratici per varare un nuovo piano di aiuti a famiglie e imprese da oltre 700 miliardi di dollari, in Europa l’Eurogruppo ha rassicurato che le politiche fiscali rimarranno espansive fino al 2021. Se le Borse hanno registrato un andament contrastato e volatile, il Bitcoin ha continuato a correre, sfondando al rialzo la soglia dei 20mila dollari, nuovo massimo storico.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Il tetto ai dividendi della Bce frena i bancari

Il tetto della Bce sui dividendi bancari per il 2021 ha frenato i titoli del comparto a Piazza Affari. Nel dettaglio la Banca centrale ha chiesto «estrema prudenza» nella distribuzione delle cedole e nel riacquisto di azioni proprie, che dovrebbero essere «sospesi o limitati fino al 30 settembre 2021» a causa dell’incertezza generata dal Covid. L'Eurotower si aspetta che dividendi e buyback non superino il livello più basso tra il 15% degli utili cumulati 2019-20 e i 20 punti base in termini di Cet1.Intesa Sanpaolo (-1,6%) ha accusato la performance peggiore, visto che l’istituto dovrà correggere il tiro sulla generosa politica di dividendi promossa anche negli anni passati. Sono andate male anche Unicredit (-'1,13%), Mediobanc(-0,82% ), Banca Pop Er (-1,35%) e Banco Bpm (-0,88%). Quest'ultima nel giorno dello strappo con Cattolica Ass (-1,48%), dopo che l'istituto, a sorpresa, ha deciso di esercitare l’opzione di acquisto del 65% detenuto da Cattolica nel capitale delle joint venture Vera Vita e Vera Assicurazioni.

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Male Prysmian e Leonardo, rimbalza Pirelli

Forti vendite sono state registrato su titoli come Prysmian (-1,91%) e Leonardo - Finmeccanica (-2,16%), che è fuori da una gara con la Difesa della Corea del Sud. Pirelli & C (+1,7%) ha invece recuperato terreno dopo la recente debolezza causata dall'emissione del bond convertibile e in scia a Continental (+2,87% alla Borsa di Francoforte). Il produttore tedesco di pneumatici ha alzato le stime, spiegando di puntare a un Ebit margin rettificato dall'8% all'11%, triplicando la redditività, visto che il dato per il 2020 dovrebbe essere circa il 3%. In evidenza anche Nexi (+2,66%) e Amplifon (+2,53%), quest'ultima dopo l'annuncio sulla riorganizzazione della struttura societaria, che prevede la separazione delle attività operative in Italia dalle attività di indirizzo e gestione svolte dalla controllante quotata Amplifon Spa.

Ancora bene la galassia Agnelli

In una seduta positiva per la maggior parte del comparto auto europeo, grazie alla performance di Volkswagen a Francoforte (+3,51%), gli acquisti hanno premiato Fiat Chrysler Automobiles (+1,33%) e la controllante Exor (+1,79%). Se Ferrari è salita di circa mezzo punto percentuale, Cnh Industrial (-0,6%) ha battuto la fiacca dopo la corsa della vigilia. Enel ha chiuso in progresso dell'1,45% aspettando il possibile via libera da parte del cda alla vendita della quota di Open Fiber al fondo Macquarie. In particolare, secondo il Sole 24 Ore, domani il board potrebbe dare il mandato all’amministratore delegato per negoziare la cessione.

Debutto in volata per Comal su Aim

Su Aim Italia c'è stato il debutto di Comal che ha chiuso con un rialzo del 15,5%. La società, attiva nel settore dell’impiantistica per la produzione di energia da fonte solare e tra i principali operatori in Italia per impianti di grandi dimensioni è la diciassettesima ammissione da inizio anno sul mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese e porta a 134 il numero delle società attualmente quotate su Aim Italia. In fase di collocamento Comal ha raccolto 8 milioni di euro. Sul resto del listino, si è sgonfiata sul finale Ovs (-0,29%), partita con un progresso del 7% dopo i conti del terzo trimestre 2020 in linea con le attese e l'annuncio di aver presentato una offerta per Stefanel. Acquisti, invece, su Unieuro (+7,43%). Segno opposto per Fincantieri che ha perso il 5,08%. La Marina militare degli Stati Uniti ha avviato degli accertamenti su alcuni mezzi per un potenziale difetto di design. Considerando che Fincantieri produce queste classi di navi e ha dei contratti in essere e potenzialmente potrebbe ottenerne altri anche in Paesi diversi dagli Usa, secondo una primaria sim milanese, se il difetto fosse accertato non sarebbe una buona notizia per il gruppo italiano.

A Parigi male Kering dopo notizie su frodi fiscali

In Europa, oltre al Dax30 di Francoforte (+1,51%), anche il Ftse100 al Londra ha registrato una buona performance (+0,88%). E' rimasto più indietro il Cac40 a Parigi (+0,31%), con l'Ibex35 a Madrid che ha perso lo 0,16%. Tra i titoli, alla Borsa di Parigi ha chiuso in fondo al Cac40 Kering (-2,35%), nel giorno in cui dai media francesi è emerso che il gruppo del lusso sarebbe sotto osservazione da febbraio 2019 nell'ambito di un'indagine per "riciclaggio e frodi fiscali". Questa indagine riguarda la parte francese di un'evasione fiscale da parte del gruppo guidato da François-Henri Pinault che avrebbe registrato in Svizzera le attività svolte in altri Paesi, principalmente in Italia. Il gruppo avrebbe così evaso «2,5 miliardi di euro di tasse tra il 2010 e il 2017, di cui almeno 180 milioni in Francia».

Dollaro sui minimi dall'aprile 2018, debole il greggio

Il dollaro Usa sta perdendo terreno rispetto alle altre principali valute. Il dollar index, l'indice che misura la performance del biglietto verde, ha raggiunto infatti il minimo da aprile 2018. «Gli investitori stanno abbandonando il dollaro/ bene rifugio e stanno comprando invece beni percepiti come più rischiosi, alla ricerca di maggiore profitto», spiegano gli analisti di ActivTrades. Così il cambio euro-dollaro passa di mano a 1,2169 dollari (1,217 in avvio e 1,2149 ieri in chiusura), e a 126,065 yen (125,81 e 126), mentre il dollaro-yen è pari a 103,588 (103,37 e 103,71). Oggi, per altro, la moneta unica è stata favorita anche dagli indici Pmi migliori delle stime. In particolare l'indice Pmi europeo di dicembre sulla manifattura è salito a 55,5 e l'indice composito a 49,8. Resta debole il petrolio nonostante i dati sulle scorte Usa, calate oltre le attese, di 3,135 milioni di barili a 500,096 milioni di unità. Il contratto sul Wti consegna Gennaio perde lo 0,46% a 47,4 dollari al barile e quello consegna Febbraio sul Brent del Mare del Nord scivola dello 0,26% a 50,63 dollari al barile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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