ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, aprile in rosso. Europa paga il conto della guerra, Milano -6,6% da inizio invasione. Nasdaq: il mese peggiore da Lehman

Venerdì seduta positiva grazie alle trimestrali e al piano di stimolo della Cina. Euro riprende quota e torna sopra 1,05 dollari, spread in rialzo a 184 punti

di Stefania Arcudi

Aggiornato alle 19,50

La Borsa, gli indici del 29 aprile 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I rialzi delle Borse europee nell'ultima seduta della settimana e del mese non sono bastati a riportare in positivo il bilancio dell'ottava (-1% l'Euro Stoxx), né tantomeno quello di aprile (-2,1%). Hanno pesato le preoccupazioni per un imminente e più aggressivo giro di vite da parte delle banche centrali e i timori per la corsa dell'inflazione, ma soprattutto la paura per l'escalation del conflitto in Ucraina e per le ricadute sulla crescita, sulle forniture di gas e petrolio e sui prezzi. Paure queste che non lasciano i mercati fin dall'inizio del conflitto, lo scorso 24 febbraio: dall'invasione russa a oggi l'Euro Stoxx cede il 3,4%.

Non è andata meglio a Piazza Affari, che ha chiuso la seduta di venerdì in rialzo dello 0,82%, ma nell’ottava ha registrato un calo dello 0,1% per il Ftse Mib, con il ribasso mensile a -3,1% e quello da inizio conflitto a -6,6% (-11,3% da inizio anno). Stesso discorso anche il resto del Vecchio Continente: Parigi 0,7% nella settimana, -8,7% da inizio anno e -3,6% da inizio guerra, Francoforte -0,3% nei 5 giorni, -11,2% nel 2022 e -3,6% dall'inizio dell'invasione, e Madrid -0,8% nell'ottava e -1,5% da inizio anno. Leggermente meglio Londra, che ha finito la settimana in rialzo dello 0,3% e guadagna lo 0,6% da inizio conflitto.

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Venerdì seduta positiva con gli occhi sulle trimestrali

Le Borse europee avevano terminato in rialzo l'ultima seduta di aprile, con gli occhi puntati sui risultati societari. Indicazioni importanti in questo senso arriveranno la settimana prossima in Italia, quando le grandi banche italiane cominceranno a pubblicare i conti del primo trimestre (si parte giovedì con Unicredit). Nella seduta del 29 aprile il FTSE MIB ha guadagnato terreno. Nel resto del Vecchio Continente, su anche i listini principali di Francoforte (DAX 30), Parigi (CAC 40) Amsterdam (AEX), con Londra più indietro (FT-SE 100), grazie anche alla prospettiva di un nuovo piano di stimolo all'economia in Cina e nonostante il calo di Wall Street, penalizzata dal tonfo di Amazon dopo i risultati trimestrali sotto le stime e l'outlook deludente.

Wall Street affonda, Dj chiude a -2,77%, Nasdaq -4,17%

Proprio Wall Street ha chiuso la seduta in pesante calo. Il Dow Jones perde il 2,77% a 32.978,52 punti, il Nasdaq cede il 4,17% a 12.334,64 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,63% a 4.131,76 punti.

Molto pesante il bilancio di aprile per il Nasdaq: il -13,3% è il peggior risultato mensile dall’ottobre 2008, quello che seguì il crack di Lehman Brothers.

In giornata ha pesato l'andamento di titoli come Apple e Amazon, arrivata a cedere oltre 12 punti, a causa di un outlook debole per il trimestre in corso dovuto ai problemi alle filiere, all'inflazione e all'invasione russa dell'Ucraina. Non aiuta il nuovo rialzo dell'inflazione. La misura preferita dalla Fed per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è cresciuto dello 0,9% rispetto al mese precedente e del 6,6% rispetto a un anno prima, dopo il +6,3% di febbraio, il dato più alto dal 1982, mentre il dato 'core' è sceso a +5,2%. In rialzo anche il costo del lavoro (+1,4% nel primo trimestre, più delle stime), i redditi personali (+0,5%, come da attese) e le spese per consumi (+1,1%, sopra le previsioni).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano al top Tenaris. Donnet confermato a Generali

In un Ftse Mib per lo più in positivo - deboli soprattutto le utility, in una seduta di scarsa avversione al rischio - a svettare è stata Tenaris, con il mercato che premia i conti, pubblicati ieri, in netto rialzo e sopra le stime. Tra i petroliferi bene anche Eni, dopo i conti. L'utile netto del trimestre è balzato a 3,58 miliardi da 856 milioni del primo trimestre del 2021 e l'utile netto “adjusted” a 3,27 miliardi da 270 milioni. In modesto rialzo Generali dove la lista del cda, guidata dal ceo Philippe Donnet e dal presidente Andrea Sironi, l'ha spuntata su quella proposta da Francesco Gaetano Caltagirone per il rinnovo del board della compagnia. La prima, sostenuta da Mediobanca e dai fondi esteri, ha raccolto in assemblea voti favorevoli pari al 55,9% dei presenti (ha partecipato alla votazione il 70,6% del capitale) mentre quella promossa dall’imprenditore romano, per cui hanno votato anche Leonardo Del Vecchio, Fondazione CrT e i Benetton, ha ricevuto il 41,7% (in termini assoluti le due liste hanno raccolto rispettivamente il 39,5% e il 29,4%). Il gruppo italo-francese Stmicroelectron sale per il terzo giorno consecutivo dopo la pubblicazione dei conti trimestrali migliori delle previsioni in un settore tecnologico in fermento per gli sviluppi in Cina.

Eni conferma la quotazione di Plenitude entro l'anno

Non solo conti trimestrali. Il gruppo Eni, infatti, ha anche confermato l’offerta pubblica di azioni della controllata Plenitude e la quotazione sul listino milanese attraverso una Ipo entro il 2022, soggetta alle condizioni di mercato. Lo scrive la società nell'outloook 2022 indicando che l'ebitda di Plenitude è atteso superiore a 0,6 miliardi, in linea con la guidance. Confermata anche la guidance di oltre 2 GW di capacità installata da fonti rinnovabili a fine 2022 (al 100%).

Inflazione area euro ancora in salita ad aprile, +7,5%

Il tasso di inflazione annuale nell’area euro ad aprile è in salita a quota 7,5% dopo il +7,4% a marzo. È la stima flash di Eurostat. L’energia è attesa avere il più alto tasso di crescita, 38% dopo il +44,4% a marzo, seguita da alimentari, alcol e tabacchi al 6,4%, beni industriali non energetici al 3,8% e servizi al 3,3%. Il tasso di inflazione esclusa l’energia è al 4,2%, esclusi anche alimenti non processati 3,9%, escludendo anche alimentari, alcol e tabacco 3,5%. In Italia il tasso di inflazione stimato è al 6,6%, in Germania al 7,8%, in Spagna all’8,3%, in Francia al 5,4%.

Pil Italia torna a calare, sale dello 0,2% quello tedesco

Sul fronte macro, intanto, dopo quattro trimestri di crescita sostenuta, nel periodo gennaio-marzo del 2022 il Pil italiano è tornato a diminuire dello 0,2% rispetto al trimestre precedente (su base tendenziale +5,8%) mentre il Prodotto interno lordo della Germania è salito dello 0,2% nonostante l'impatto della guerra in Ucraina.

Spread sale a 184 punti, rendimento al top da febbraio 2019

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario telematico Mts. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005436693) e il pari scadenza tedesco è indicato a fine contrattazione a 184 punti base, tre in più rispetto ai 181 punti base del finale della vigilia. Il rendimento del BTp decennale sale ancora, al 2,79%, record da febbraio 2019, dopo aver raggiunto quota 2,72% giovedì.

BTp decennali, rendimento al top da febbraio 2019

Balzo dei rendimenti, ai massimi da oltre tre anni, per i BTp assegnati in asta dal Tesoro in cui sono stati collocati bond per otto miliardi. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso la quinta tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/04/2027 per 2,5 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,723 miliardi (1,49 il rapporto di copertura). Il rendimento è salito di 44 centesimi attestandosi all'1,91% su livelli che non si vedevano da novembre 2018. Collocata anche la prima tranche del nuovo BTp benchmark a 10 anni scadenza 01/12/2032: a fronte di richieste per 5,348 miliardi l'importo emesso è stato pari a 4 miliardi mentre il rendimento, in aumento di 63 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato al 2,78%, record da febbraio 2019.

Euro torna a quota 1,05 dollari, sale il petrolio

Sul mercato dei cambi, l'euro recupera dai minimi da cinque anni sul dollaro a 1,0552 da 1,0522 in chiusura il 28 aprile. Rialza in parte la testa anche lo yen, alla vigilia ai minimi da 20 anni contro il dollaro dopo che la Banca centrale nipponica ha confermato la politica monetaria ultra-accomodante. Un euro vale 137,44 yen (da 137,67), il dollaro è a 130,29 contro la divisa giapponese (130,79). Ancora in rialzo il prezzo del petrolio, mentre gli operatori valutano le conseguenze di un possibile stop europeo alle importazioni di greggio dalla Russia.

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