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Le Borse europee superano indenni la settimana del maxi rialzo Bce, Milano +0,8% nell’ottava

Grazie al progresso dell'1,9% di venerdì 9 settembre, il Ftse Mib recupera la soglia di 22mila punti. Spread chiude l'ottava a 231 punti base, il Tesoro assegna 7 miliardi di BoT annuali con rendimenti ai massimi da 10 anni

di Flavia Carletti

Spread o Bce, Cosa incide di più sui tassi dei BTp?

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee superano indenni la settimana in cui la Banca centrale europea ha alzato per la prima volta nella sua storia i tassi di interesse di 75 punti base. Grazie ai progressi messi a segno dopo la decisione dell'Istituto di Francoforte, i listini continentali registrano un bilancio positivo per l'ottava. Il Ftse Mib è salito dello 0,8% rispetto a venerdì scorso, il Dax40 di Francoforte dello 0,3%, il Cac40 di Parigi dello 0,7%, l'Ibex35 di madrid dell'1,3% e l'Aex di Amsterdam dell'1,1 per cento. Fuori dalla zona euro, si è mossa in linea anche la Borsa di Londra (+1% il Ftse100), quando lo Stoxx 600 Europe è salito dell'1,1 per cento. Piazza Affari è stata sostenuta dai bancari che mostrano i migliori progressi della settimana: Intesa Sanpaolo +5,5%, Finecobank +5,2%, Banco Bpm +4,7% e Unicredit +3,8 per cento. Ha messo a segno un rialzo del 3,8% anche St. Segno opposto per Tim (-5,8%), scesa ai minimi a causa delle tensioni nell'azionariato e dell'incertezza politica che complicano le valutazioni degli asset della società e quindi il percorso verso la rete unica. Ottava negativa anche per Eni (-3,3%) e Campari (-3%).

Le banche sostengono Piazza Affari nella seduta di venerdì

I progressi dei settori materie prime, tecnologia e banche hanno spinto i listini europei, che chiudono in terreno positivo l'ultima seduta della settimana. All'indomani del rialzo dei tassi da parte della Banca centrale europea di 75 punti base, con gli investitori che si convincono che la stretta di politica monetaria delle banche centrali sia ormai praticamente scontata dal mercato, a Piazza Affari il Ftse Mib è salito dell'1,92% sopra i 22mila punti, sostenuto dai titoli finanziari, che trarranno beneficio dalla politica più restrittiva della Bce, vedendo aumentare i margini di interesse. A Francoforte il Dax40 ha guadagnato l'1,43% e a Parigi il Cac40 l'1,41%, ad Amsterdam l'Aex l'1,72% e a Londra il Ftse100 l'1,23%, nel giorno in cui la Bank of England ha deciso di rimandare dal 15 al 22 settembre la decisione sui tassi di interesse, come segno di cordoglio e rispetto per la morte della Regina Elisabetta II, scomparsa ieri all'età di 96 anni e dopo 70 anni di regno. Intanto dall'altra parte dell'Oceano, il mercato ormai è convinto che la Federal Reserve alzerà i tassi d'interesse - al termine della prossima riunione del 20-21 settembre - di 75 punti base per la terza volta consecutiva. Guardando ai titoli, a Milano in evidenza banche, energia e risparmio gestito.

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Giovedì la Bce ha alzato i tassi di interesse di 75 punti base, maggior rialzo nella storia dell'Eurotower, e la presidente Christine Lagarde ha evocato uno scenario di stagflazione, con rischi al ribasso per l'economia e al rialzo per l'inflazione. Segnali incoraggianti sul fronte dei prezzi al consumo sono invece arrivati dalla Cina, dove l'inflazione ha rallentato a sorpresa in agosto.

Assegnati 7 mld di BoT annuali, rendimento top da 2012

Il Tesoro, intanto, ha assegnato in asta BoT annuali per 7 miliardi, pari all'intero importo offerto, a fronte di una richiesta di 9,156 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,31. Schizza di oltre 110 punti base, al 2,091%, il rendimento che nella precedente asta si era attestato allo 0,944 per cento. Per ritrovare un rendimento dei BoT a 12 mesi sopra al 2% bisogna risalire all'asta di agosto 2012 quando raggiunse il 2,767 per cento.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Wall Street chiude in rialzo, settimana positiva

A Wall Street il Dow Jones chiude in rialzo dell’1,19% a 32.151,71 punti. L’S&P chiude in progressione dell’1,52% a 4.066,95 punti mentre il Nasdaq chiude in crescita del 2,11% a 12.112,31 punti.Si tratta della prima settimana positiva delle ultime quattro. Ieri, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ribadito la necessità per la Banca centrale statunitense di proseguire con decisi rialzi dei tassi d'interesse per frenare l'inflazione. «Non possiamo allentare prematuramente la politica monetaria», ha avvisato Powell. Lael Brainard, vicepresidente della Federal Reserve, ha dichiarato che la lotta contro l'inflazione durerà «finché sarà necessario» e si è detta «fiduciosa che riusciremo a tornare a un'inflazione al 2%». Gli investitori sono ormai sicuri che la Federal Reserve alzerà i tassi d'interesse - al termine della prossima riunione del 20-21 settembre - di 75 punti base per la terza volta consecutiva. A suggerire che la Fed manterrà una politica aggressiva è la forza del mercato del lavoro, con le nuove richieste dei sussidi di disoccupazione che sono scese per la quarta settimana consecutiva, come reso noto ieri dal dipartimento del Lavoro.

Banche in luce, aumento tassi sostiene i ricavi

Guardando ai titoli, a Milano in evidenza banche, energia e risparmio gestito. Hanno chiuso in testa al segmento principale Intesa Sanpaolo (+5,33%), Finecobank (+5,02%) e Tenaris (+4,98%). Segno opposto per Recordati (-0,88%). Tra i bancari, in luce Banco Bpm (+3,185) e Bper (+2,82%). «La curva dell'euribor a tre mesi indica a fine 2023 un dato in area 2,4%, suggerendo quindi ulteriori rialzi per oltre 160 punti base», notano gli analisti di Equita. «L'ingresso in uno scenario di tassi positivi e in progressivo rialzo costituisce chiaramente un elemento di supporto per la redditività del settore bancario, oltre ad ampliare il buffer di sicurezza per affrontare un potenzialmente severo deterioramento macro», aggiungono. «Una stretta più aggressiva» della politica monetaria «è positiva per il margine di interesse delle banche italiane», concordano da Banca Akros. Anche la sospensione del sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso avrà effetti positivi, aggiungono, grazie «ai tassi sui depositi superiori a quelli delle Tltro».

Bene le utility. Recupera terreno Tim

Sul fronte energia in evidenza A2A (+4,91%), Hera (+4,01%) e Italgas (+3,17%). Tra i finanziari, in luce Unipol (+3,22%), Banco Bpm (+3,185) e Bper (+2,82%). Recupera terreno Tim (+2,82%), dopo che alla vigilia era scesa fino a quota 0,19 euro. Le quotazioni avevano risentito degli scontri nell'azionariato e dell'incertezza politica che complicano le valutazioni degli asset della società e quindi il percorso verso la rete unica. Tra gli industriali, bene Cnh Industrial (+2,62%), Iveco Group (+1,95%), Pirelli (+1,73%) e Stellantis (+1,25%) che ha chiuso sotto i massimi di giornata, quando nel corso della seduta aveva tratto beneficio dall'annuncio del piano per l'elettrificazione di Jeep, che lancerà quattro Suv completamente elettrici entro il 2025 e vuole diventare il principale marchio mondiale di Suv elettrificati. Entro il 2030, inoltre, le vendite del marchio Jeep negli Stati Uniti saranno rappresentate per il 50% da veicoli interamente elettrici, mentre a quella data le vendite europee saranno costituite al 100% da vetture full-electric. .

Euro ritrova la parità con il dollaro, gas in calo

Sul mercato dei cambi, l'euro ha recuperato sul dollaro e passa di mano a 1,0034 (1,0092 in avvio ai massimi da due settimane e 0,9960 alla vigilia), e a 143,028 yen (143,65 e 143,33) quando il dollaro/yen è a 142,537 (142,35 e 143,89). Sul fronte dell'energia, petrolio in rialzo con il Brent consegna Novembre a 91,59 dollari al barile (+2,73%) e il Wti scadenza Ottobre a 85,95 dollari (+2,88%). Infine, è in calo il prezzo del gas ad Amsterdam a 204 euro al megawattora (-7,5%), dopo essere sceso anche sotto i 200 euro in seguito all'annuncio che i ministri Ue dell’energia hanno invitato la Commissione europea a proporre entro metà settembre misure per limitare i ricavi di produttori di energia elettrica inframarginali con bassi costi di produzione e ad introdurre un contributo di solidarietà da parte delle società di combustibili fossili da utilizzare per mitigare l'impatto dei prezzi elevati dell'energia sui clienti, oltre che a proporre «interventi di emergenza e temporanei, compreso il massimale del prezzo del gas».

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread sale a 231 pb, rendimento sfonda tetto 4%

Chiusura in rialzo per lo spread BTp/Bund in un contesto di generale debolezza per i titoli di Stato dell'area euro. I titoli italiani hanno sottoperformato la tendenza del mercato e, a fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco si è allargato fino a 231 punti base, dai 223 della vigilia. In netto aumento anche i rendimento del BTp decennale benchamrk che ha terminato gli scambi oltre la soglia del 4%, al 4,01%, dal 3,93% del closing della vigilia.

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