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Torna lo spettro della recessione mondiale. Piazza Affari chiude giù dello 0,8%

L'attività manifatturiera Usa nel mese di settembre si è portata sui minimi dal 2009. Debole anche l'attività manifatturiera europea, al livello più basso dal 2012. Milano ha arginato le perdite grazie alle ex popolari. Il mercato sogna una fusione Banco Bpm-Ubi

di Eleonora Micheli

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L'attività manifatturiera Usa nel mese di settembre si è portata sui minimi dal 2009. Debole anche l'attività manifatturiera europea, al livello più basso dal 2012. Milano ha arginato le perdite grazie alle ex popolari. Il mercato sogna una fusione Banco Bpm-Ubi


5' di lettura

I timori per un brusco rallentamento dell’economia mondiale sono tornati in primo piano, spingendo in basso le Borse europee. L’attività manifatturiera della zona euro è crollata ai minimi dal 2012, ma ciò che ha creato allarme è stato l'indice Ism americano, quello che misura l’attività manifatturiera statunitense, che a settembre è inaspettatamente scivolato sui valori peggiori dal 2009. Dopo l'annuncio i listini europei hanno subito ampliato le perdite e Milano, che si era mantenuta in terreno positivo festeggiando l’approvazione della nota di aggiornamento del Def, ha invertito la rotta. A peggiorare il quadro, per altro, sono state anche le notizie sugli scontri ad Hong Kong che hanno lasciato a terra un ferito grave. Sul finale il FTSE MIBha fatto meglio degli altri listini europei, ma ha chiuso in calo dello 0,81%. Lo spread è lievemente salito a 142 punti.

Andamento dello spread Btp / Bund
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L'allarme Ism ha fatto sbandare i listini
Le Borse europee sono partite in lieve rialzo, ma poi hanno invertito la rotta dopo il dato sull’attività manifatturiera del Vecchio Continente, che a settembre è crollata ai minimi dal 2012, ossia a 45,7 dai 47 di agosto. Sono ormai otto mesi che l’attività manifatturiera del Vecchio Continente diminuisce. In più la situazione della Germania sfiora il drammatico, con l’indice Pmi che si è portato al livello più basso da giugno 2009, a 41,7 punti. In calo anche l'indicatore dell'Italia sceso a settembre a 47,8 da 48,7, ai minimi da 6 mesi. D'altra parte a scatenare il panico sui mercati è stato l’indice Ism americano, quello che misura l’andamento dell’attività manifatturiera statunitense. Gli analisti avevano stimato un recupero a settembre, dal livello di 49,1 punti di agosto, mentre invece è arrivata la doccia fredda con l’indice che non solamente è peggiorato a 47,8 punti, ma si è addirittura portato al livello più basso dal 2009. Come se non bastasse hanno deluso anche le spese per costruzioni, che su base annua sono diminuite dell’1,9%. Il contesto internazionale, inoltre, rimane complicato a pochi giorni dal nuovo round di incontri Usa-Cina sul fronte del commercio internazionale. In più destano preoccupazioni le sommosse a Hong Kong, oltre che l'avvicinarsi della scadenza della Brexit.

A Piazza Affari bene le ex popolari, occhi puntato su Banco Bpm
Piazza Affari ha arginato le perdite grazie alla performance delle banche di medie dimensioni, sulla scommessa che sia in arrivo un’ondata di fusioni e acquisizioni. Banco Bpm, dopo il rialzo della vigilia, è salita dell'1,17% beneficiando della scommessa che l’istituto possa realizzare un asse con Ubi Banca (+0,6%). La vigilia l’ad, Giuseppe Castagna, pur escludendo operazioni sul tavolo, ha detto che una fusione tra Banco Bpm e Ubi Bancai Banca avrebbe «sicuramente un senso» strategico. D’altra parte un’aggregazione dovrà superare lo scoglio della governance e non a caso ieri sempre Castagna ha espresso il desiderio di rafforzare la compagine azionista, al momento più frammentata rispetto ad altre ex banche popolari. Banca Pop Er, ben impostata per tutta la seduta, sul finale ha chiuso in calo dello 0,1%. Sono invece andate male le Intesa Sanpaolo(-0,9%) e anche le Unicredit (-1,2%), mentre gli investitori continuano a interrogarsi se la banca venderà 5 miliardi di Npl a doValue (+0,39%), come riferito nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore. Nexi ha tentato di salire per quasi tutta la seduta, ma sul finale ha invertito la rotta e ha perso lo 0,7%. Gli analisti si interrogano sull’impatto che avranno le misure di Governo sulla società. Come emerso dal Def, l’esecutivo cercherà di incentivare i pagamenti elettronici come mezzo di contrasto all`evasione. Al tempo stesso, però, cercherà di ridurre drasticamente i costi di transazione, senza però fornire dettagli quantitativi in merito che sono ancora da definire da parte del Mef.

Atlantia in coda al Ftse Mib
Atlantia (-2,4%) ha registrato la performance peggiore del Ftse Mib sul timore che la procedura sulla concessione alla fine penalizzi la società oltre le attese. «E' in corso il procedimento per la caducazione della concessione, all'esito del quale non faremo sconti ai privati e perseguiremo l'interesse pubblico» ha dichiarato il premier, Giuseppe Conte, durante la cerimonia del varo del primo impalcato del Ponte Morandi. Conte ha anche sottolineato che «la procedura non è ancora stata completata perché è complessissima e bisogna acquisire tutte le perizie, le valutazioni e le controdeduzioni». I timori di un rallentamento globale hanno penalizzato titoli industriali come Cnh Industrial (-1,4%),Fiat Chrysler Automobilest (-0,96%), quest'ultima nell'attesa anche dei dati auto italiani di settembre. Della galassia Agnelli sono andate male anche le Ferrari (-2%), mentre circolano mille ipotesi anche sui piloti Sebastian Vettel e Charle Leclerc, dopo il Gp di Sochi. La Juventus Fc è scivolata dello 0,9% nel giorno della partita di questa sera di Champions League e dopo il balzo di ieri. Hanno invece tenuto le Pirelli & C e le Buzzi Unicem(-0,1%).

Fuori dal Fttse Mib Bene Maire Tecnimont, tonfo di Bio On
Fuori dal paniere principale, Maire Tecnimontha guadagnato il 2%, dopo l’annuncio dell'accordo con EuroChem per un impianto di fertilizzanti in Russia. Per altro se i piani di investimento di EuroChem proseguiranno come pianificato, Maire Tecnimont potrebbe partecipare alle attività di Engineering Procurement and Construction successive che ammonterebbero a un miliardo di euro. Mediaset ha registrato un progresso dello 0,44% all’indomani delle indicazioni sulla raccolta pubblicitaria che nel mese di settembre ha registrato un «+2% a livello preliminare». La società ha inoltre confermato i numeri indicati in via preliminare a luglio e relativi al periodo gennaio-giugno, chiuso con un utile netto di 108,9 milioni (+155%), anche se su ricavi in calo del 18% circa a 1,482 miliardi di euro. Sul mercato Aim sono crollate quasi del 50% le Bio On dopo la pubblicazione della semestrale, con i ricavi crollati a 917 mila euro, rispetto ad un totale ricavi del primo semestre 2018 pari a 6,1 milioni. La società ha inoltre chiuso il periodo gennaio-giugno con un rosso di 10,1 milioni contro quello di 2,9 milioni dell’anno prima. Anche i debiti sono quasi raddoppiati, passando a 41 milioni da 22,5 milioni.

Euro ancora sui minimi da 28 mesi sotto 1,09 dollari
Le preoccupazioni per il rallentamento dell'economia pesano anche sull’euro che ha toccato i minimi da 28 mesi rispetto al biglietto verde, a 1,0879. Poi ha riconquistato la soglia di 1,09 dopo la diffusione dei brutti dati Usa.. Anche il petrolio, in vivace rialzo in mattinata, ha rallentato il passo: il wti, contratto con consegna a novembre, sale solamente dello 0,17% a 54,16 dollari

È allarme sull'attività manifatturiera Usa
E' allarme sull'attività manifatturiera Usa: a settembre l'indice Ism redatto dall'Institute for Supply Management è calato a 47,8 punti dai 49,1 punti del mese precedente. Si tratta del livello più basso dal 2009. Le attese erano per un rialzo a 50,2 punti. Da segnalare che un valore al di sopra della soglia dei 50 punti indica una fase di espansione della congiuntura, viceversa un dato sotto i 50 punti indica una contrazione. Sono andate peggio delle attese anche le spese per costruzioni. Secondo quanto reso noto dal Dipartimento del Commercio, le spese per costruzioni sono cresciute dello 0,1%, contro il +0,4% delle attese. Rispetto a un anno prima, le spese sono diminuite dell’1,9%. Invece oggi era andato bene l'indice Pmi manifatturiero, che a settembre l'è salito a 51,1 punti, oltre le attese degli analisti . Il mese precedente l'indice si era attestato a 50,3 punti . D'altra parte nonostante il miglioramento di settembre, l’attività manifatturiera Usa ha però messo a segno la peggior performance trimestrale dallo stesso periodo del 2009.

LEGGI ANCHE / Caso Airbus, Wto pronta a riconoscere i dazi Usa su 7,5 miliardi di dollari di export Ue

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