la giornata dei mercati

Wall Street "dribbla" Fmi e crollo utili banche. Europa in ordine sparso, greggio a picco

Il mercato guarda con (timido) ottimismo al possibile allentamento delle restrizioni. Positivo l'export dalla Cina, mentre inizia con uno scivolone la stagione delle trimestrali negli Usa: crollo degli utili per Jp Morgan e Wells Fargo, mentre l’Fmi vede nero sull’economia mondiale (Pil 2020 a -3%). In calo il petrolio nonostante il taglio della produzione. E l'oro sale ai massimi da sette anni

di Enrico Miele ed Eleonora Micheli

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(AFP)

Il mercato guarda con (timido) ottimismo al possibile allentamento delle restrizioni. Positivo l'export dalla Cina, mentre inizia con uno scivolone la stagione delle trimestrali negli Usa: crollo degli utili per Jp Morgan e Wells Fargo, mentre l’Fmi vede nero sull’economia mondiale (Pil 2020 a -3%). In calo il petrolio nonostante il taglio della produzione. E l'oro sale ai massimi da sette anni


3' di lettura

Lo scatto di Wall Street, che ignora il crollo degli utili delle banche, non basta alle Borse europee, che chiudono in ordine sparso la seduta del 14 aprile, la prima dopo le festività pasquali. Il mercato inizia da un lato a guardare con timido ottimismo ai primi annunci di allentamento delle misure per contenere il coronavirus in alcuni Paesi, ma sugli investitori pesa l'allarme dell'Fmi che vede nero sulle prospettive dell'economia mondiale travolta dal Covid-19. I listini del Vecchio Continente hanno rallentato soprattutto sul finale, intimoriti dalla brusca frenata del valore del greggio, nonostante il taglio alla produzione di quasi 10 milioni di barili al giorno decisa dai Paesi Opec+ nei giorni scorsi. Piazza Affari, appesantita dalle banche, ha così registrato la performance peggiore, con il Ftse Mib in ribasso dello 0,36% e lo spread volato di quasi 25 punti a 218,7 punti. Francoforte è invece stata la migliore, in rialzo dell'1,25%, mentre in fondo è finita Londra, che a breve annuncerà tre settimane di lockdown.

Crollo degli utili per JpMorgan e Wells Fargo
Jp Morgan Chase e Wells Fargo, le prime due grandi banche americane a pubblicare i conti del primo trimestre, hanno visto crollare gli utili nei primi tre mesi dell'anno. Jp Morgan ha visto calare i profitti del 69%, deludendo le stime, anche a causa dell'impatto della pandemia di coronavirus, che ha reso necessario un aumento degli accantonamenti contro future perdite. I ricavi sono scesi del 3%, anche in questo caso sotto le stime. Risultati record invece per la divisione trading che ha messo a segno un fatturato record, grazie alla forte volatilità del mercato. Sotto le attese anche i numeri di Wells Fargo, a causa di un aumento degli accantonamenti per possibili perdite sul credito, reso necessario per fare fronte alle ricadute della pandemia di coronavirus.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Diasorin e Nexi chiudono in testa, giù le banche
A Piazza Affari i titoli migliore a fine seduta sono Diasorin (in attesa del nuovo test sugli anticorpi da Covid entro fine aprile) e Nexi sulle nuove indiscrezione di una fusione con Sia. Gli acquisti hanno premiato anche il comparto assicurativo con Generali in rialzo per tutta la seduta dopo la conferma del dividendo 2019 (seppur diviso in due tranche). L’aumento dei rendimenti ha invece penalizzato sia le banche, con Unicredit e Bper, che le utility. Continua il rally di Astaldi - che nel corso degli scambi è arrivata a guadagnare oltre il 18% - grazie all’ok dell’adunanza dei creditori al riassetto con Salini Impregilo.

Spread chiude in rialzo a 220 punti
Chiusura in netto rialzo per lo spread tra BTp e Bund alla ripresa sul mercato secondario dopo le decisioni dell'Eurogruppo sugli strumenti da mettere in campo per arginare la crisi dovuta al coronavirus. In chiusura il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark scadenza agosto 2030 e il pari scadenza tedesco si è portato a 220 punti, sui massimi di giornata e al top dal lancio del programma di acquisti pandemici della Bce, dai 197 punti del riferimento della vigilia. Schizza anche il rendimento del BTp decennale benchmark, salito all'1,82% dall'1,63% del precedente closing.

Petrolio in calo, non bastano i tagli dell'Opec+
E' tornato a scendere anche il prezzo del petrolio, nonostante l’accordo raggiunto per il taglio della produzione di 9,7 milioni di barili al giorno a partire da maggio. Si tratta del taglio più grande mai deciso dai produttori. Tuttavia, visto il crollo della domanda a causa dell'emergenza coronavirus, il mercato sembra ancora preoccupato, sia perché i dettagli dell'intesa rendono incerto l'effettivo ammontare dei tagli, sia perché il crollo della domanda - spiegano gli analisti - è comunque maggiore.

Oro sui massimi da 7 anni sopra i 1.700 dollari l'oncia
Prezzi infine in rialzo per l'oro, che ha continuato nella seduta del 14 aprile il suo rally mentre restano le incertezze sulla pandemia di coronavirus e i suoi effetti sull'economia. L'oro ha superato quota 1.700 dollari a 1.727 dollari l'oncia, toccando un nuovo massimo di 7 anni mentre l'incertezza continua a dominare i mercati. «Il superamento della soglia chiave di 1.700 dollari rappresenta un altro segnale di forza del lingotto - sottolineano gli analisti di ActivTrades - questa nuova manifestazione non sembra essere del tutto correlata a una rapida ripresa della propensione al rischio ma dipende soprattutto dall'enorme aumento del bilancio della Federal Reserve».

La Borsa di Milano

La Borsa di Parigi

La Borsa di Francoforte

Lo spread BTp-Bund

(Il Sole 24 Ore - Radiocor)

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