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Borse Ue chiudono caute. La Fed taglia i tassi di 25 punti base. Piazza Affari +0,67%, ko Moncler

Le mosse di Powell hanno rispettato le previsioni degli investitori che vedevano un taglio di 25 punti base sui tassi. A Milano male anche Prysmian, bene invece Amplifon, le utility, le banche e la Juventus prima dell'esordio in Champions League. Lo spread chiude in calo a 139 punti

di Cheo Condina e Stefania Arcudi


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5' di lettura

Le Borse europee , che per tutta la seduta hanno preferito la cautela in attesa delle decisioni della Federal Reserve, non hanno riservato sorprese nel finale e hanno chiuso con rialzi modesti (Parigi +0,11%, Francoforte +0,14%, Madrid +0,4% circa), con l'eccezione di Londra (-0,09%). La Banca centrale americana, andando incontro ai desideri del presidente Donald Trump, che da tempo chiede azioni decise della Fed a sostegno dell'economia, ha annunciato un secondo taglio dopo quello di fine luglio, con un taglio di 25 punti base all’1,75-2%.

Nel frattempo, la Fed è intervenuta sul mercato monetario statunitense iniettando 75 miliardi di dollari di liquidità dopo i 53 miliardi di ieri. Attraverso la Fed di New York, sono stati temporaneamente comprati asset dai dealer di Wall Street. Le due mosse (le prime dal 2008 con questa portata) sono in risposta al timore che la Fed stia perdendo il controllo sul tasso di riferimento.
Chiusura positiva anche per Piazza Affari (+0,67% il FTSE MIB), che, pur chiudendo sotto i massimi di giornata, è stata la migliore del Vecchio Continente, complice il ribasso dello spread a 139 punti, contro i 141 della chiusura di ieri. Il rendimento decennale è sceso allo 0,88%. Gli occhi sono anche su Wall Street, che opta per la cautela e si muove in modesto calo, appunto in attesa della Fed e nonostante il fatto che il dato sui nuovi cantieri si è portato al massimo da giugno 2007. Il focus degli investitori resta puntato anche sull'andamento del petrolio, oggi in calo dopo il rally delle sedute precedenti e dopo i recenti attacchi in Arabia Saudita.

Frenata dell'industria italiana a luglio
Intanto, sul fronte macro sono arrivati i dati sull'industria italiana: a luglio
2019 gli ordinativi hanno registrato un calo congiunturale del 2,9%, mentre nella media degli ultimi tre mesi si rileva un modesto aumento congiunturale (+0,1%). Lo rende noto l'Istat aggiungendo che «in termini tendenziali l'indice grezzo degli ordinativi diminuisce dell'1%, sintesi
di un leggero aumento sul mercato interno (+0,3%) e di un marcato calo su quello estero (-2,9%)». L'Istat segnala per gli ordinativi che «la diminuzione congiunturale deriva da una marcata contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-4,2%) e da una piu' modesta di quelle provenienti dall'estero (-0,8%)».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Frena Moncler per timori su Hong Kong. Su la Juventus
Tra i titoli, a picco Moncler (-7%), dopo che il Ceo Remo Ruffini ha espresso preoccupazione per le tensioni a Hong Kong e prudenza sull'andamento del business nel Sud Est asiatico, e male anche Prysmian (-2,97%) dopo che Morgan Stanley ha tagliato l'obiettivo di prezzo a 23,5 euro per azione. Tra le migliori Amplifon (+3,08%), le banche, le utility e Juventus Fc(+2,32%) in attesa dell'esordio in Champions League di questa sera con la delicata trasferta contro l'Atletico Madrid. Rallentano il passo i petroliferi, complice il calo del greggio (il Wti a ottobre cede l'1%, il Brent a novembre lo 0,7%), con l'Arabia Saudita che si sta impegnando a ristabilire la piena funzionalità delle infrastrutture petrolifere. Per altro Trump ha ordinato sanzioni ancora più pesanti contro l'Iran, ritenuto il colpevole degli attacchi di sabato.

Bene Mediobanca dopo ingresso Del Vecchio nel capitale
Sotto i riflettori a Piazza Affari Mediobanca(+0,71%, dopo essere arrivata a guadagnare quasi il 2%): la salita di Leonardo Del Vecchio come terzo socio forte di Mediobanca ha spinto il titolo di Piazzetta Cuccia. Gli analisti in queste ore stanno ragionando su quali potrebbero essere le prossime mosse del fondatore di Luxottica alla luce della sua decisione, comunicata ieri a mercati chiusi, di salire al 6,94% del capitale di Mediobanca. Fa meglio Generali, dove il fondatore di Luxottica ha poco meno del 5%.

Bene St e le utility, fuori dal Ftse Mib corre Gibus
Gli acquisti hanno premiato Stmicroelectronics (+1,66%), nelle sedute precedenti penalizzata dal tema dazi, e il settore delle utility, con Enel (+2,04%), Hera (+2,13%) eA2a (+1,25%) che hanno fatto segnare le performance migliori. In rialzo dopo i forti ribassi precedenti anche Atlantia (+1,54%) all'indomani dell'addio dell'amministratore delegato Castellucci deciso in Cda. In buono spolvero i farmaceutici, complice il buon andamento del comparto in Italia e nel Vecchio Continente: Amplifon (+3,08%) è stata la migliore, ma sono andate bene anche Diasorin (+1,27%) e Recordati (+1,54%). Fuori dal listino principale, positiva anche Garofalo Health Care (+0,3%). Sempre tra i titoli a minore capitalizzazione, da segnalare la buona performance di Grifal (+14,2%) e di Gibus (+2,36%), che ha chiuso il primo semestre con un utile netto in rialzo del 24,4%, un Ebitda in crescita del 20,1% e ricavi a 22,1 milioni di euro (+18,8% rispetto ai 18,6 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso). La peggiore è stata invece Askoll Eva (-7,83%): il gruppo attivo nel settore della mobilità elettrica è stato oggetto di prese di beneficio dopo il picco registrato nell’ultima settimana (dal 10 settembre a oggi ha guadagnato più del 35%, sulla scia della presentazione dei nuovi scooter elettrici).

In Europa su gli energetici, tengono le auto, deboli le banche
In un contesto in cui ha dominato l'attesa, e quindi la cautela, in vista delle decisioni della Fed, gli indici del Vecchio Continente si sono mossi poco. Eccezione ha fatto il comparto delle utility (+0,99% l'Euro Stoxx 600), sostenuto dallo spostamento degli investitori sui titoli difensivi. Bene gli energetici (+0,52%), nonostante il calo del greggio e in scia ai guadagni dei giorni precedenti, i tecnologici (+0,39%, con St in rialzo dell'1,66% a Parigi) e le costruzioni (+0,44%), mentre la performance peggiore è stata quella dei beni di consumo (-0,55%). Le auto (+0,35%) non hanno risentito dei dati negativi sulle immatricolazioni di agosto (-8,6% stando ai dati Acea, con un -3,2% nei primi otto mesi dell'anno). In una seduta debole per il settore bancario (-0,38%) a pagare il conto più alto sono state Commerzbank e Deutsche Bank(rispettivamente -2,16% e -1,31% a Francoforte). Da segnalare a Londra lo scivolone di Royal Mail (-3,98%).

Andamento dello spread Btp / Bund

Spread chiude a 139 punti base, BTp decennali allo 0,88%
Lo spread BTp/Bund, che era partito poco mosso, ha imboccato nuovamente la via dei ribassi e ha chiuso la giornata sotto i 140 punti base. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin T0005365165) e il pari durata tedesco si attesta a 139 punti base, in ribasso frazionale rispetto al riferimento della vigilia (141 punti). In calo piu' deciso il rendimento del BTp decennale benchmark che chiude allo 0,88% dallo 0,93% registrato ieri in chiusura.

Euro resta in area 1,1 dollari. In calo il petrolio dopo scorte Usa
Sul fronte dei cambi, l'euro è scambiato nei confronti del dollaro a 1,105, come la chiusura di ieri, in attesa della Fed. La divisa unica vale 119,64 yen (119,5 yen), mentre il dollaro-yen è a 108,18 (108,15). In calo il petrolio, dopo gli scossoni dei giorni scorsi, con il Wti di ottobre a 58,25 dollari al barile (-1,58%) e il Brent di novembre a 63,76 dollari (-1,22%). A penalizzare i prezzi del greggio è anche l'aumento delle scorte settimanali di petrolio americane, mentre gli analisti attendevano ribassi.

Nuovi cantieri Usa al massimo da giugno 2007
Ad agosto i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono rimbalzati dopo tre mesi di fila in calo e hanno raggiunto livelli che non si vedevano dal giugno del 2007. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri ha registrato un aumento del 12,3%. Il dato ha battuto le attese degli analisti che attendevano un incremento del 4,1%.

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