ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, febbraio inizia con il piede giusto. Milano chiude a +1,5% aspettando la Bce

Listini europei in rialzo dopo il bilancio negativo di gennaio. Wall Street debole mentre prosegue la stagione delle trimestrali. A Piazza Affari brilla la moda con Moncler, ancora vendite su Saipem

di Cheo Condina e Andrea Fontana

Aggiornato alle 13:30

La Borsa, gli indici dell’1 febbraio 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee infilano il secondo incremento consecutivo tenendo l’attenzione alle trimestrali, sia in Europa (+6,8% Ubs che traina i bancari) sia in Usa (Alphabet Classe A a mercati chiusi), e all’inflazione dopo i dati di Germania e Francia che hanno sorpreso al rialzo: sostenuti da minerari e banche, insieme ai servizi finanziari, tutti i principali indici azionari sono saliti nella prima seduta di febbraio intorno a un punto percentuale. Piazza Affari è stata tra le migliori in Europa, tornando sopra quota 27mila nel FTSE MIB. Attesa anche per la riunione Bce di giovedì che tuttavia - secondo gli esperti - non dovrebbe riservare sorprese negative, confermando l'attenzione sul fronte inflazione ma senza dichiarazioni aggressive.
A Milano ha mancato il rimbalzo Saipem, dopo il crollo di ieri dovuto alla necessità di un rafforzamento patrimoniale per il gruppo di servizi per l’oil e gas. Un altro titolo dell’industria petrolifera, Tenaris, è stato protagonista positivo. Vivace Nexi: il mercato non vede come negative le mire di rafforzamento del concorrente Worldline in Italia e aspetta i conti del quarto trimestre. Titoli del lusso in grande evidenza ancora sulla scia del quarto trimestre di Lvmh con Moncler, Brunello Cucinelli e Salvatore Ferragamo. Fuori dal FTSE MIB vola Ovs grazie alle vendite sopra le stime dell’esercizio 2021-22.
Sul mercato valutario, il cambio tra euro e dollaro è risalito a 1,1258 (da 1,1210). Il presidente della Fed di Filadelfia Patrick Harker, parlando a Bloomberg Tv, si è espresso in favore di quattro rialzi ai tassi Usa di 25 pb ciascuno quest’anno e considerando ipotesi più aggressive solo nel caso di impennate dell’inflazione. Il generale calo del biglietto verde ha portato il cambio a 114,75 yen per un dollaro (da 115,23). Euro/yen a 129,10 (129,19). Prezzi del petrolio poco mossi alla vigilia della riunione dei Paesi Opec+, con il tema degli incrementi della produzione sempre al centro del confronto, e dopo le indicazioni di Exxon che intende aumentare gli investimenti nelle attività estrattive: il Brent consegna aprile è trattato a 89,3 dollari al barile, il Wti marzo a 88,17 dollari al barile.

Wall Street positiva, proseguono le trimestrali

Seduta debole a Wall Street, dopo un mese ad alta volatilità, chiuso con due sedute in deciso rialzo. Nel finale i listini Usa hanno accelerato chiudendo con buoni rialzi (Dow Jones +0,78%, S&P 500 +0,69%, Nasdaq +0,75%). Gennaio, però, è stato il mese peggiore dal marzo 2020 per S&P 500 e Nasdaq Composite. Le attenzioni restano sempre sulle mosse della Federal Reserve: le ultime dichiarazioni dei massimi esponenti della Banca centrale sembrano indicare un eccessivo timore dei mercati su possibili forti rialzi dei tassi d'interesse. Ieri, in quattro hanno sottolineato il bisogno di una stretta "graduale" e la necessità di seguire l'andamento dei dati prima di prendere qualsiasi decisione. La presidente della Fed di Kansas City, Esther George - quest'anno componente con diritto di voto sulle politiche monetarie - ha detto che "aggiustamenti inattesi" non sono nell'interesse di nessuno; la presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, ha sottolineato la necessità di non "sconvolgere" la situazione. Oggi, Patrick Harker, presidente della Fed di Philadelphia, ha detto di aspettarsi quattro rialzi dei tassi nel 2022, ma che dipenderà dai dati; inoltre, non crede necessario un aumento di 50 punti base a marzo se l'inflazione sarà al livello attuale e comincerà a scendere. Harker ritiene "appropriato", per quest'anno, procedere con rialzi di 25 punti base. Seguite da vicino anche le tensioni con la Russia sull'Ucraina, l'avanzata del prezzo del petrolio - salito del 17% a gennaio e tornato ai livelli del 2014 - la diffusione della variante Omicron del coronavirus e il suo impatto sull'economia.

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Dati in calo per la manifattura Usa

Dati sotto le attese intanto dall'industria americana. L'indice sull'attività manifatturiera statunitense è diminuito a gennaio meno di quanto atteso, con la lettura finale migliore di quella preliminare; il dato, però, è il più basso dall'ottobre 2020. Il dato - stilato da Ihs Markit - che ne misura l'andamento è sceso a 55,5 punti, dopo i 57,7 punti di dicembre (peggior lettura del 2021); gli analisti attendevano la conferma dei 55 punti della lettura flash. A causare il calo del dato sono stati le strozzature alle catene di approvvigionamento e le difficoltà per le aziende di trovare la manodopera; inoltre, decisivo anche l'impatto della variante Omicron del coronavirus. Un dato al di sopra dei 50 indica un’espansione rispetto al mese precedente, mentre uno al di sotto dei 50 indica una contrazione. Anche l'Ism manifatturiero a gennaio è calato a 57,6 punti dai 58,8 punti di dicembre ma sostanzialmente in linea con le attese.


Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano ancora negativa Saipem, brilla Nexi

Le accelerazioni dell'inflazione nell'Eurozona - domani verrà rilasciato il dato complessivo di gennaio alla vigilia della riunione della Bce - hanno alimentato gli acquisti sui titoli bancari insieme ai conti di Ubs (utile 2021 a 7,4 miliardi di dollari) mentre sono saliti i rendimenti dei titoli di Stato (Bund a 10 anni arrivato a +0,04%, BTp a 1,42%): sul FTSE MIB in luce Bper (+3,8%) e Banco Bpm, ma anche Mediobanca,Intesa Sanpaolo e Unicredithanno fatto meglio del listino. Tra gli industriali bene Buzzi Unicem grazie ai risultati positivi della tedesca HeidelbergCement (+2,4% a Francoforte). Tra i titoli a minore capitalizzazione, esordio con balzo per Altea Green Power su Euronext Growth Milan: la società torinese di impianti per la produzione di energia ha collocato azioni per 5 milioni di euro con una domanda di 4 volte superiore all'offerta e con l'exploit odierno è arrivata a capitalizzare circa 27 milioni di euro.

Lo spread riparte dopo l'«effetto Quirinale»

Chiusura in rialzo per lo spread BTp/Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005436693) e il pari scadenza tedesco e' indicato a 138 punti base, in netto rialzo dai 133 punti base dell'ultimo closing. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un'ultima posizione all'1,42% dall'1,37% del riferimento precedente.

In Europa indice Pmi manifatturiero al top da 5 mesi

Accelera la produzione manifatturiera nell'eurozona. Secondo l'indice elaborato da Ihs Markit a gennaio l'indice è salito a 58,7 da 58 di dicembre. Il miglioramento si accompagna ai primi segnali di risoluzione dei problemi sulla catena di distribuzione: a gennaio si registra il più debole allungamento dei tempi medi di consegna da un anno. I dati nazionali mostrano come a gennaio il settore manifatturiero dell’Austria abbia avuto la crescita migliore, e nei Paesi Bassi, in Germania e inIrlanda siano state riportate espansioni più veloci.Negli altri paesi dell’eurozona si è osservata unaforte crescita, invariata da dicembre in Spagna, mentre miglioramenti più lenti sono stati registrati in Italia, in Grecia e in Francia.

Focus sulla Bce, da Rba stop ad acquisti bond

Il focus è già sulla prossima riunione della Banca centrale europea in calendario per giovedì 3 febbraio: i mercati guardano all’inflazione e al caro energia e si attendono un rientro della politica accomodante prima di quanto preventivato, tanto che iniziano a prezzare un rialzo dei tassi nella prima metà dell’anno. Nell'attesa, la Reserve Bank of Australia ha annunciato lo stop, da febbraio, al piano di acquisti di titoli pubblici che aveva avviato in risposta alla crisi pandemica. Il piano prevedeva l'acquisto settimanale di titoli di Stato per un controvalore di 4 miliardi di dollari australiani (circa 2,8 miliardi di dollari Usa). «Sono stati fatti progressi in modo più rapido del previsto verso i nostri obiettivi e in queste circostante abbiamo giudicato che è il momento giusto per porre termine all'acquisto dei bond» ha dichiarato il governatore della Rba, Philip Lowe, chiarendo però che questa decisione «non implica un primo rialzo dei tassi a breve».

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