ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Le "streghe" e l’inflazione europea intimoriscono le Borse. Milano chiude a -1%

Settimana fiacca per i listini azionari: Piazza Affari piatta, Parigi (-1,4%) la peggiore. Settembre si conferma debole

di Eleonora Micheli e Andrea Fontana

La Borsa, gli indici del 17 settembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le scosse tecniche dovute alle "quattro streghe" (le cosiddette scadenze trimestrali di future e opzioni) e l'inflazione europea sopra le previsioni nel mese di agosto (3%) tornano a far scendere le Borse europee fin qui protagoniste di un mese di settembre fiacco con gli investitori gia' proiettati verso l'appuntamento della prossima settimana con la Federal Reserve. Al termine di una seduta volatile, come confermato dalla risalita del VStoxx sui mercati europei e dal Vix in Usa, tutti i principali indici azionari del Vecchio Continente hanno chiuso in chiara flessione con Piazza Affari che ha visto il FTSE MIB allontanarsi ulteriormente da quota 26mila punti. Il bilancio dell'intera
settimana per Milano è di +0,09%, quello di settembre è -1,1%. Unica eccezione Madrid (IBEX 35) grazie agli acquisti sul settore viaggi&turismo e al balzo della società farmaceutica Grifols che acquisterà la tedesca Biotest per 1,6 miliardi di dollari.

Complessivamente magro il bilancio settimanale dei principali listini europei: solo Madrid (+0,7%) ha segnato un complessivo rialzo, Parigi e' stata la più penalizzata (-1,4%).

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Intanto il mercato azionario americano si è adeguato all'umore generale con indici di Wall Street in rosso: in particolare è il settore tecnologico a essere al centro delle vendite. La Borsa Usa chiude poi in negativo: Dow Jones -0,48%, S&P 500 -0,91%, Nasdaq -0,91%. Gli investitori preferiscono tirare i remi in barca in vista della decisione che la prossima settimana annuncerà la Federal Reserve in tema di politica monetaria. Ma a frenare gli indici è anche la proposta dei Democratici di aumentare le aliquote fiscali sulle società. Poco conforto arriva dall'indice della fiducia dei consumatori statunitensi redatto dall'Università del Michigan: c'è più fiducia rispetto ad agosto ma Il dato è sotto le attese.

Accelera al 3% l'inflazione in Europa di agosto

Il tasso di crescita dell'inflazione dell'area dell'euro è risultato ad agosto scorso del 3% su anno, in accelerazione rispetto al 2,2% registrato a luglio, secondo i dati diffusi da Eurostat. Un anno prima, il tasso era negativo per lo 0,2 per cento. Sempre ad agosto l'inflazione tendenziale dell'Unione Europea è risultata del 3,2%, in aumento dal 2,5% di luglio. I tassi annui più bassi sono stati registrati a Malta (0,4%), Grecia (1,2%) e Portogallo (1,3%). Le percentuali di crescita più elevate sono state registrate in Estonia, Lituania e Polonia (tutti 5%). Ad agosto il contributo più alto alla crescita dell'inflazione su base tendenziale è venuto dal settore dell'energia (+1,44 punti percentuali), seguito dai beni industriali non energetici (+0,65), cibo, alcol,tabacchi e altri servizi. A livello mensile i prezzi al consumo sono aumenti dello 0,4% nell'area euro, dello 0,3% nella Ue. Il dato potrebbe influenzare le decisioni della Banca centrale europea, anche se lunedì scorso Isabel Schnabel , membro del direttivo dell'istituto centrale, aveva ribadito che l'inflazione nell'area dell'euro «con ogni probabilità diminuirà il prossimo anno dopo l'attuale picco, pur mettendo in guardia dai rischi: i colli di bottiglia dell'offerta e l'aumento dei salari». Eurostat ha inoltre annunciato che a luglio la produzione nelle costruzioni, al netto delle variazioni stagionali, è aumentata, a livello mensile, dello 0,1% nell'area euro mentre è scesa dello 0,1% nell'Unione europea. A livello tendenziale è aumentata del 3,3% nell'area euro e e del 3,8% nell'Unione europea.

A Piazza Affari rimbalzo Moncler. Male Stellantis

Tornando a Milano, diversi titoli penalizzati nelle ultime giornate sono stati al centro dei riacquisti a cominciare da Atlantia, Moncler e Telecom Italia. Bene Italgas
dopo le indicazioni del management sugli impatti dell'operazione Depa in Grecia. Vendite sulla galassia Exor: Stellantis la peggiore del Ftse Mib. Male Stmicroelectronics
insieme al tech Usa e Tenaris. In Europa giù minerari, ma anche costruzioni, chimica e auto.

Fuori dal Ftse Mib i movimenti più evidenti della giornata di Borsa a cominciare dal +6% di
Bca Carige sempre in attesa di novità su potenziali nuovi gruppi bancari interessati al controllo. Dietrofront di Mittel a valle del balzo con cui era stato accolto dal mercato l'acquisto del marchio di abbigliamento Jeckerson. Nuove exploit per Bioera grazie alla semestrale che ha raccolto i benefici del deconsolidamento di Ki Group (+26%).
Ancora un tonfo per Safilo Group dopo che, secondo una comunicazione a Borsa Italiana, l'amministratore delegato Angelo Trocchia ha venduto circa 40mila titoli nel giorno
dell'exploit del titolo legato all'accordo con Chiara Ferragni per una linea di occhiali con il marchio dell'influencer. Poco mosso il titolo Juventus Fc dopo che il club ha annunciato perdite superiori alle previsioni nell'esercizio 2021-22 chiuso con un rosso di 210 milioni di euro.

Euro perde terreno sul dollaro

Il petrolio, dopo cinque sedute di rialzo spinto dalla lenta ripresa della produzione Usa dopo gli uragani nel Golfo del Messico, e' tornato a scendere anche per via di un dollaro in
rafforzamento. Il Wti ottobre e' sotto i 72 dollari al barile, il Brent novembre sotto ancorato a 75 dollari al barile. Euro/dollaro ai minimi da tre settimane a 1,1734 (1,1761 ieri). Dollaro/yen a 109,90 (109,62), euro/yen a 128,95 (da 129,33).

BTp, spread sotto i 100 punti

Chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark(IT0005436693) e il pari durata tedesco è indicato a 99 punti base, lo stesso livello della chiusura precedente. In frazionale rialzo il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta in chiusura di seduta allo 0,72% dallo 0,71% del closing della vigilia.

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