ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Europa in rosso alla vigilia della Fed, a Wall Street pesa l’allarme di Ford. Crolla Mosca

La Banca centrale svedese alza i tassi di 100 punti all'1,75%. Il listino russo accusa il calo peggiore dall'invasione dell'Ucraina. Vendite sui titoli di Stato, rendimento BTp 10 anni vicino al 4,2 per cento

di Enrico Miele e Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 20 settembre 2022

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’attesa della nuova stretta di politica monetaria della Federal Reserve, che con ogni probabilità mercoledì riporterà i tassi di interesse americani a livelli mai visti dai tempi della crisi finanziaria del 2008, ha messo sotto pressione le Borse europee , che hanno vissuto una vigilia nel segno delle vendite. A penalizzare i listini è anche la prospettiva di un’escalation della situazione in Russia, dopo l’indizione di referendum per l’annessione di alcuni territori ucraini occupati da Mosca e il possibile annuncio di forme di mobilitazione generale da parte del presidente Vladimir Putin. Situazione che ha portato la Borsa di Mosca ad accusare il calo peggiore dall'inizio della guerra con l'indice Moex, denominato in rubli, sceso fino a -11% prima di chiudere in calo del 7 per cento. Il FTSE MIB di Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso insieme agli altri principali listini continentali, risentendo in particolare della debolezza del settore finanziario. Occhi puntati anche sul settore auto, mentre a Wall Street tiene banco il “profit warning” di Ford Motor (-9%) a causa di costi extra nel terzo trimestre da un miliardo di dollari. La Borsa americana ha chiuso in ribasso anche se nel finale ha contenuto le perdite: Dow Jones -1,01%,S&P 500 -1,12%, Nasdaq -0,95 per cento.

Le vendite hanno colpito anche l’obbligazionario con i rendimenti dei titoli di Stato in deciso rialzo su entrambe le sponde dell’Atlantico. Negli Stati Uniti i rendimenti sul Treasury a due anni è salito ai massimi da 15 anni in vista della decisione della Fed. La banca centrale svedese, intanto, ha alzato il suo tasso di interesse principale di un intero punto, all'1,75%, nel tentativo di contrastare l'inflazione elevata, la più alta nel Paese da oltre 30 anni. In settimana sono attese anche le mosse di altre banche centrali come Giappone, Svizzera, della Norvegia e del Regno Unito, oltre che di alcune banche centrali di mercati emergenti, come Filippine, Indonesia, Taiwan e Turchia.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Milano giù Banca Generali e risparmio gestito

Passando ai principali titoli milanesi, Banca Generali ha perso quota dopo l’accordo tombale siglato dalla società con l’Agenzia delle Entrate: saranno pagati circa 46 milioni di euro per chiudere la vertenza sul transfer pricing. Giù anche il resto del risparmio gestito con Finecobank e Banca Mediolanum. Si è spento l'entusiasmo iniziale su Unicredit dopo l'interesse per acquisizioni in Germania dichiarata dall'amministratore delegato Andrea Orcel in una intervista ad Handelsblatt. Sotto la parità i titoli energetici insieme al prezzo del greggio: Eni ha limitato i danni perdendo meno dell'indice nonostante le indiscrezioni sullo slittamento dei tempi per la quotazione di Plenitude, la controllata dei servizi gas e luce e delle rinnovabili. Tra i migliori Moncler con gli analisti di Equita positivi sull'andamento del quarto trimestre, tiene anche Nexi che la prossima settimana presenterà il piano industriale.

Euro/dollaro poco mosso, risale il gas e scivola il greggio

Sul fronte dei cambi, l’euro torna giù a 0,9987 dollari (da 1,0006 ieri in chiusura) e vale 143,58 yen (143,37), mentre il rapporto dollaro-yen è a 143,74 (143,27). Volatile il prezzo del gas che risale sui 193 euro al MWh (+6,3%) verso la fine delle contrattazioni, mentre perde quota il petrolio: Wti di novembre a 83,7 dollari (-1,9%), Brent a 90,5 dollari (-1,5 per cento).

Spread ingessato, rendimento BTp vicino al 4,2%

Sull'obbligazionario, seduta pesante per l'obbligazionario in Europa con i titoli sovrani dell'eurozona che innescano la retromarcia alla vigilia della decisione del Fomc della Fed. Il generale rialzo dei rendimenti riporta il BTp decennale a quota 4,19% sui livelli di picco raggiunti a metà giugno. Lo spread oscilla in una gamma molto stretta complice il deprezzamento del Bund di pari ampiezza rispetto ai titoli italiani. Al closing il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 225 punti base (226 punti base ieri). Il Bund decennale benchmark scambiato sul secondario telematico Mts rende in chiusura l'1,94 per cento.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Svezia, banca centrale alza i tassi di 100 punti base

Come detto, la Banca di Svezia ha alzato il suo tasso di interesse principale di un intero punto, all'1,75%, nel tentativo di contrastare l'inflazione elevata, la più alta nel Paese da oltre 30 anni. Facendo più che raddoppiare il tasso di riferimento, sulla scia della stretta monetaria di altre banche centrali, la Riksbanken procede al più elevato incremento dei tassi in una sola seduta dall'introduzione dell'obiettivo di inflazione nel 1993. L'annuncio ha sorpreso gli analisti, che in media si aspettavano un aumento gia' molto significativo di 0,75 punti. Ulteriori aumenti dovrebbero avvenire nei prossimi sei mesi, secondo le previsioni.L'inflazione, che il mese scorso ha raggiunto il 9%, record dal 1991, "e' troppo alta" e "dovrebbe continuare a crescere entro la fine dell'anno", sottolinea la Banca di Svezia in un comunicato stampa. "Influisce sul potere d'acquisto delle famiglie e rende piu' difficile per le imprese e le famiglie pianificare le proprie finanze", ha rimarcato.

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