La giornata dei mercati

L’inflazione Usa pesa su Wall Street: Nasdaq -1,7%. Milano chiude a +0,4% con auto e tlc

La corsa del carovita non pesa sui listini azionari europei che sul finale imboccano la via dei rialzi e chiudono in territorio positivo. Wall Street invece arranca. Euro in calo a 1,15 dollari, si ferma il rally del petrolio

di Enrico Miele

Aggiornato alle 17:35

La Borsa, gli indici del 10 novembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le pressioni inflazionistiche non pesano sui listini azionari europei che, prudenti per buona parte della seduta, dopo l’uscita dell’inflazione Usa, salita a livelli record, imboccano la via dei rialzi e chiudono in territorio positivo.

Tutt’altro film a Wall Street, che arranca con indici in deciso ribasso, soprattutto il Nasdaq che ha chiuso in ribasso dell’1,66 per cento.

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Gli investitori europei non sembravano invece sorpresi dalla corsa dei prezzi statunitensi, nonostante un aumento su base annua, oltre le attese, che non si vedeva dal 1990. Ma il rialzo del "carovita" non si limita a Washington, come testimoniano Cina e Germania, i cui indici dei prezzi al consumo sono balzati ai massimi rispettivamente dal 1996 e dal 1993. A dare una mano ai mercati il presidente Joe Biden che ha spiegato come «invertire tendenza inflazione sia una priorità assoluta», mentre sul fronte macro proseguono i segnali di ripresa, con i sussidi di disoccupazione Usa ai minimi dallo scoppio della pandemia. Sullo sfondo resta l’aumento dei contagi da Covid, con diversi Paesi che provano ad accelerare sulle terze dosi delle campagne vaccinali (Italia inclusa).

In questo clima, il FTSE MIB ha accelerato sul finale di seduta trainato da Telecom Italia sotto i riflettori in attesa di possibili novità dal prossimo cda sul fronte della rete unica. In rialzo Stellantis in scia al comparto auto europeo. In fondo Tenaris in una seduta contrastata anche per il risparmio gestito e i big bancari. Fuori dal listino principale strappa dopo la trimestrale Mediaset, mentre scivola Salvatore Ferragamo.

In Usa inflazione record, sussidi ai minimi da pandemia

A ottobre - il dato che aspettava il mercato con ansia - i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,9% rispetto al mese precedente, contro attese per un +0,6%, dopo il +0,4% di settembre. Su base annuale, il dato generale ha messo a segno un +6,2%, sopra il 5,4% di settembre, ovvero il rialzo maggiore dal novembre 1990 (contro attese per un +5,9%). Nell'ultimo anno, i soli prezzi energetici sono aumentati del 30%. Il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, invece, nella settimana terminata il 6 novembre, è diminuito di 4mila unità a 267mila (le attese erano per un dato a 265mila). Si tratta del numero più basso registrato dall'inizio della pandemia.

A Piazza Affari scivola Ferragamo, corre Mediaset

A Piazza Affari chiudono in testa al FTSE MIB i titoli di Nexi e Stellantis mentre ha perso terreno Finecobank. Le azioni, dopo aver segnato nuovi massimi in avvio festeggiando la trimestrale in crescita, hanno imboccato la strada del ribasso. Anche Stmicroelectron ha rallentato l'andatura, terminando in "rosso" la seduta, nel giorno in cui la concorrente Infineon Technologies ha annunciato di avere chiuso il periodo luglio-settembre con un aumento del 10% delle entrate a 3 miliardi di euro. La dinamica, ha spiegato la società, è legata alla carenza globale di semi-conduttori che ha fatto aumentare i prezzi. Il numero uno, Reinhard Ploss, ha spiegato che il gruppo sta «investendo molto di più per sfruttare le opportunità di crescita». Gli acquisti hanno premiato Telecom Italia da giorni sotto i riflettori sul ritorno del dossier della banda larga.

Fuori dal paniere principale hanno corso le azioni di Mediaset, nel giorno in cui la società ha diffuso una trimestrale al di sopra delle attese. In più, i vertici del gruppo hanno commentato che il 2021 sarà un anno di «un deciso rafforzamento dei risultati economici». Strappo del gruppo editoriale Rcs Mediagroup dopo i conti mentre Salvatore Ferragamo ha registrato una delle performance peggiori del mercato dopo la pubblicazione dei primi nove mesi del 2021. Gli investitori sono rimasti delusi per l'andamento dei ricavi, che sebbene in forte crescita sui livelli del 2020, rimangono al di sotto delle soglie del 2019, a differenza di quanto successo ai grandi gruppi francesi del lusso. Ad ogni modo, gli esperti di Equita hanno rivisto al rialzo le previsioni di fine anno ed espresso un giudizio favorevoli sui titoli, anche nell'attesa dell'arrivo, a inizio 2022, del nuovo amministratore delegato, Marco Gobbetti, ex numero uno di Burberry's.

Pil italiano del III trimestre in rialzo del 2,6%

Intanto, dal fronte macro i dati continuano a testimoniare un'economia italiana in vivace ripresa: «Nel terzo trimestre, il Pil italiano ha segnato, in base alla stima preliminare, un deciso aumento (+2,6% la variazione congiunturale) che rafforza la fase di ripresa dei ritmi produttivi manifestatasi nel secondo trimestre», ha indicato l'Istat. La dinamicità in corso d’anno (+6,1% la variazione acquisita) ha permesso una ulteriore riduzione del gap pre-crisi che è dell’1,4% rispetto al quarto trimestre 2019. Sempre Istat ha annunciato che a settembre 2021 l’indice destagionalizzato della produzione industriale italiana è aumentato dello 0,1% rispetto ad agosto. E al netto degli effetti di calendario, a settembre 2021 la produzione è stimata in aumento su base annua del 4,4%.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Successo asta Bot, nuovo minimo per i tassi

E' andata in porto con successo l'asta dei Bot annuali. Il Tesoro ha emesso 5 miliardi di Buoni a 12 mesi scadenza 14/11/2022 spuntando un rendimento pari a -0,533%, in flessione di 6 centesimi rispetto all'asta del mese precedente e appena sotto il precedente minimo storico segnato ad agosto (-0,513%). Buona la domanda che si è attestata a 7,654 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,53. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 12 novembre.

Euro e petrolio in calo, frena il Bitcoin

Sul fronte dei cambi, l'euro rimane sotto la soglia di 1,16 dollari ed è in calo. Stop del rally del petrolio con le scorte Usa salite meno della attese: il Wti di dicembre scambia a 82,6 dollari (-1,9%), il Brent di gennaio a 83,7 dollari (-1,3 per cento). Infine, frena leggermente la corsa del Bitcoin, che cede il 2% portandosi a 66.590 dollari.

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