la giornata di borsa

Borse raffreddate da Trump su dazi Cina. Piazza Affari si salva

Prevalgono le vendite in Europa: per il presidente Trump l'accordo da firmare negli Usa non prevede l'eliminazione di tutte le tariffe . A Milano il risveglio delle utility prima delle trimestrali e l'accordo Tim-Google compensa i cali delle banche e fa chiudere il listino in lieve incremento. Nella prossima settimana focus soprattutto sui dati macroeconomici statunitensi e sul settore auto

di Eleonora Micheli e Andrea Fontana


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(REUTERS)

3' di lettura

Trump ha escluso un accordo con la Cina che cancelli tutti i dazi sulle importazioni da Pechino in vigore da marzo e raffreddato così le scommesse degli operatori finanziari portando le Borse europee a correggere dai massimi di 4 anni e mezzo, mentre anche il greggio è in flessione dopo lo scatto innescato dal calo delle scorte Usa. I listini europei quindi hanno archiviato una settimana comunque positiva (+2,6% Milano e +2% lo Stoxx 600 Europe) con un piccolo dietrofront che riguarda principalmente Francoforte, Londra e Madrid, giù di mezzo punto percentuale: l'eccezione è Piazza Affari visto che il FTSE MIB a +0,13% grazie al ritorno degli acquisti sulle utility (+1,7% Terna, A2a, Hera e Enel che pubblicheranno i conti la prossima settimana) e su Telecom Italia (+1,2%) più grazie agli accordi con Google e Santander che sull'effetto dei conti. Male le banche complici anche la discesa dei titoli di Stato (1,27% il rendimento del decennale BTp e spread sopra 150) anche se la peggiore è stata Ubi Banca(-4,8%) dopo una trimestrale sotto le aspettative. Vendite anche su Banco Bpm (-3%), Unicredit (-1,5%) e Mediobanca (-1,5%). Fuori dal Ftse Mib, balzo di Falc Renewables (+8,3%) che ieri ha migliorato la guidance 2019, giù Rcs Mediagroup (-4%) con i ricavi e gli utili in calo. Tonfo Fincantieri (-5,6%) dopo la trimestrale con ebitda ben sotto le attese.

BTp, vendite su tutti i governativi e lo spread insidia quello greco
E' proseguita, soprattutto questa mattina, la vendita di titoli governativi già partita ieri che ha fatto alzare i rendimenti sia nei Paesi core sia periferici dell'Europa e portato a un allargamento dello spread tra BTp e Bund. Il differenziale tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005383309) e il pari durata tedesco, secondo i dati del mercato secondario Mts, dopo aver sfiorato i 160 punti è tornato a 154, dai 150 punti di ieri. In forte crescita anche il rendimento dei decennali italiani che tornano su livelli di fine agosto scorso all'1,27%, dall'1,25% di ieri. Lo spread tra BTp e Bund è tornato vicino a quello tra Bund e titoli greci di pari durata, indicato adesso a 159 punti base. Già ieri c'era stato il primo sorpasso dei rendimenti dei titoli greci rispetto a quelli italiani dopo oltre otto anni.

Salini Impregilo ancora giù verso prezzo aumento di capitale
Focus sulle trimestrali a Piazza Affari: in calo dopo la pubblicazione dei conti Nexi (-2%) piegata dalle prese di beneficio dopo una trimestrale con margini operativi in netto incremento per la società dei sistemi di pagamento. Realizzi pomeridiani per la Banca Popolare dell'Emilia Romagna (-1,1%) che al contrario, sulla scia dei conti, aveva raggiunto i
massimi da oltre un anno: l'a.d. di Unipol (primo azionista della banca emiliana) ha smentito l'esistenza di valutazioni in corso per una aggregazione con Ubi. Proprio per Unipol e Unipolsai (rispettivamente +0,3%) e -0,2%) è stata una seduta fiacca a valle dei conti dei nove mesi che hanno evidenziato utili normalizzati in crescita. Solo temporanea la flessione di Atlantia che ha annunciato la rinuncia a distribuire l'acconto sul dividendo 2019 a causa delle incertezze legate alle prospettive della sua controllata Autostrade per l'Italia. Dopo un avvio vivace è rientrato il rialzo di Leonardo (+0,02%): i conti dei nove mesi sono allineati agli obiettivi del piano industriale del gruppo aerospaziale e della difesa. Ancora giù le azioni Salini Impregilo (-3,3% a 1,684 euro) dopo il completamento del collocamento da 600 milioni di euro di nuove azioni ordinarie avvenuto al prezzo unitario di 1,5 euro.

Euro in discesa, petrolio torna a calare su dubbi Usa-Cina
Sul fronte dei cambi, l'euro è in calo. I timori che le trattative Usa-Cina per il commercio internazionale siano ancora in alto mare spinge in basso il valore del petrolio, dopo il rialzo della vigilia: il future dicembre sul Wti arretra del 2% a 55,9 dollari al barile, il future gennaio del Brent sotto 61 dollari. Se i dati sulle scorte settimanali statunitensi di greggio erano stati il motivo per il balzo avvenuto ieri, le indicazioni contrastanti sui negoziati Usa-Cina hanno favorito un rapido dietrofront dei prezzi.

Economia Usa al centro dell'attenzione nella prossima settimana
Se sul fronte delle trimestrali europee ci si avvia alla settimana conclusiva, le prossime sedute riporteranno l'attenzione sul contesto macroeconomico, in particolare degli Stati Uniti: inflazione, produzione industriale e vendite al dettaglio sono i dati più attesi dell'economia Usa la prossima settimana insieme alla decisione del governo americano sulle tariffe all'import di auto dall'Europa. Lunedì in calendario anche la pubblicazione del Pil inglese per il terzo trimestre.

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