la giornata dei mercati

Europa chiude in rosso, Milano resta a galla con le utility

Ancora vendite sulle piazze del Vecchio continente. Tiene solamente Milano grazie a una mini-rotazione settoriale sulle utility e acquisti su bancari a macchia di leopardo. Lo spread ha chiuso in area 187 punti base, sopra i minimi di seduta.

di Flavia Carletti


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4' di lettura

Chiusura debole per le Borse europee, con Milano che, invece, è riuscita a tenersi in terreno positivo, facendo meglio dei principali listini continentali, grazie soprattutto alle utility. Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in rialzo di un marginale +0,05%, mentre Parigi (-0,38%), Francoforte (-0,92%) e Londra (-0,56%) hanno chiuso sotto la parità. Intanto anche Wall Street è debole. Il Nasdaq Composite è frenato da Netflix (-10%) punito all'indomani di una trimestrale che ha mostrato un numero di abbonati inferiore alle previsioni. Morgan Stanley non riesce a festeggiare un bilancio migliore delle attese: come successo con Citi, Jpm, Wells Fargo e Bank of America, non convince il cosiddetto net interest income, quello che la banca genera dai prestiti concessi meno il costo per finanziarli. Una Federal Reserve accomodante peserà inevitabilmente su questa voce.

Pesano ancora le tensioni tra Cina e Stati Uniti
A pesare sull’umore degli investitori internazionali sono ancora le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, ha detto che oggi ci sarà un colloquio telefonico con la controparte cinese e che se andrà bene è possibile un incontro faccia a faccia tra negoziatori. Le Borse del Vecchio Continente hanno tentato un recupero a metà seduta, con una fiammata che ha riportato brevemente Parigi e Francoforte sopra la parità ma sono poi prevalse le vendite. Milano, invece, è stata sostenuta dalla performance di diversi titoli difensivi e di alcuni bancari, quando lo spread è sceso a in area 187 punti base, sopra i minimi della giornata.

Tentativo a vuoto di rimbalzo a metà seduta
A metà seduta le Borse europee hanno tentato un cambio di rotta, non riuscendo però a mantenersi in positivo. A dare la spinta alla fiammata sono state le indiscrezioni riportate dalla Bloomberg, secondo le quali la Banca centrale europea sta valutando una revisione dei target di inflazione, che sono fermi dal 2003 sulla soglia del 2 per cento.

A Milano bene le utility e Amplifon
Tra le migliori performance delle blue chip milanesi da segnalare quelle di Amplifon (+2,36%), A2A (+1,43%), e Snam (+1,14%). Tra i titoli che hanno chiuso in progresso anche Recordati (+1,12%), Terna (+1,11%), Bper Banca (+0,90%) e Campari (+0,76%). Ha chiuso in rialzo anche Salvatore Ferragamo (+0,72%), beneficiando della revisione al rialzo del giudizio da parte di Exane, anche se il rating è solo "neutral". Ha perso terreno rispetto ai massimi di seduta Stm (+0,41%), restando comunque in terreno positivo. I titoli sono stati sostenuti dalle indicazioni arrivate dalla taiwanese Tsmc. Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc), il maggior produttore indipendente di semiconduttori al mondo, ha pubblicato i risultati del secondo trimestre dell'anno, sostanzialmente in linea con le attese, e per il terzo trimestre ha fornito previsioni superiori alle stime del mercato. «Il maggiore verticale di Tsmc è quello degli smartphone e il suo maggiore cliente Apple, quindi la notizia è positiva in termini di domanda per tutta la supply chain di Apple (anche se è evidente una maggiore pressione sui margini), inclusa Stm che nel 2018 ha generato il 13% del fatturato con la società americana», commentano gli analisti di Equita.

Debole Pirelli e il settore petrolifero con il greggio ko
Segno opposto per Pirelli (-3,06%), dopo aver già perso il 3,4% alla vigilia e il 2,5% nella seduta di martedì, risentendo dei dati della concorrente francese Michelin e del rallentamento del mercato europeo dell'auto. Alla luce delle indicazioni sul comparto, Equita ha limato il target di prezzo di Pirelli, portandolo a 7,5 euro da 7,7 euro, confermando comunque il giudizio "buy". Gli analisti hanno anche lievemente rivisto al ribasso le previsioni per la fine del 2019 di Pirelli, portando la previsione sull'adjusted ebit sotto la guidance della società. In rosso Prysmian (-2,81%) e deboli anche i titoli del comparto petrolifero: Eni (-0,79%), Saipem (-1,84%) e Tenaris (-1,73%), quando il contratto sul petrolio Wti consegna Agosto cede il 3,31% a 54,9 dollari al barile.

    Euro recupera dai minimi di seduta sul dollaro e chiude a 1,226
    Sul fronte dei cambi, infine, l'euro recupera dai minimi di giornata a 1,226 dollari e torna sui livelli della chiusura di ieri (1,123). La moneta unica vale anche 120,987 yen (121,37), mentre il cambio dollaro/yen è pari a 107,775 (108,09).

    Spread chiude a 187 punti, rendimento decennale scende all'1,56%
    Chiude la giornata in calo, seppure sopra i minimi di seduta, lo spread tra BTp e Bund con il rendimento dei decennali italiani che aggiorna i minimi dall'ottobre 2016. In chiusura di seduta il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco è indicato a 187 punti base, dai 190 della chiusura di ieri. In calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta a fine seduta all'1,56%, dall'1,61% del closing precedente.

    SPREAD BTP-BUND 10 ANNI

    FTSE MIB

    PETROLIO BRENT

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