la giornata DEi mercati

Wall Street frena l'Europa, Piazza Affari chiude a -0,45%. Oro al top da 6 anni

L'avversione al rischio ha fatto scendere ai minimi da tre anni i rendimenti del Treasury, i titoli di Stato a stelle e strisce. Le tensioni risultano alimentate da rinnovati timori di recessione e da crescenti aspettative per altri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve

di Andrea Fontana e Flavia Carletti

Cina, dazi annunciati da Usa violano accordo Xi-Trump

L'avversione al rischio ha fatto scendere ai minimi da tre anni i rendimenti del Treasury, i titoli di Stato a stelle e strisce. Le tensioni risultano alimentate da rinnovati timori di recessione e da crescenti aspettative per altri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve


4' di lettura

Giornata altamente volatile per le Borse europee che alla fine chiudono contrastate. Milano, zavorrata da alcuni bancari e petroliferi, ha terminato le contrattazioni in rosso, dopo aver viaggiato in terreno positivo per oltre metà seduta. Il FTSE MIB ha perso lo 0,45 per cento. Parigi (+0,61% il Cac40) e Francoforte (+0,71% il Dax30) hanno fatto meglio, recuperando dai minimi toccati in concomitanza con l’avvio di Wall Street. La Borsa Usa viaggia in terreno negativo – anche se sopra i minimi grazie a utility e materie prime – spinta al ribasso dall’andamento dei titoli di Stato Usa, che hanno visto i rendimenti scendere, con quello dei Treasury a 10 anni arrivato ai minimi da tre anni, sotto 1,63 per cento. L’avversione al rischio è alimentata dalle persistenti tensioni commerciali, che fanno temere anche una nuova recessione, e dalla prospettiva di nuovi tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, tornata nel mirino del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. «Deve tagliare i tassi più velocemente e di tanto e deve mettere fine ora alle ridicole strette monetarie», ha twittato l’inquilino della Casa Bianca facendo riferimento alla Fed. Intanto, in questo contesto il prezzo dell’oro è salito sopra la soglia di 1.500 dollari l’oncia, cosa che non accadeva da 6 anni.

Banche protagoniste: in positivo Banco Bpm e in negativo Unicredit
Per quanto riguarda Piazza Affari, due banche sono state le protagoniste degli scambi dopo la pubblicazione delle rispettive trimestrali: Unicredit è finita in fondo al Ftse Mib con un ribasso del 4,94%, dopo conti sotto le attese e il taglio della previsione sui ricavi 2019, mentre il Banco Bpmsi è mossa in senso opposto (+4,72%), grazie a risultati del secondo trimestre migliori delle stime e l’apertura a una possibile distribuzione di un dividendo la prossima primavera.

Petrolio in caduta manda ko i titoli del settore, dollaro debole
Negativo l’andamento dei petroliferi: Saipem (-3,44%), Eni (-1,42%) e Tenaris (-0,83%), con il prezzo del greggio che registra una forte flessione: il contratto sul Wti consegna Settembre a New York perde il 5,3% a 50,8 dollari al barile. Sul fronte dei cambi, infine, la moneta unica si è rafforzata a 1,1230 dollari (1,1201 in avvio e 1,1199 ieri sera), e passa di mano a 118,674 yen (119,15 alla vigilia), con il biglietto verde che vale 105,663 yen (106,41 ieri sera). Il rapporto tra dollaro e yuan resta sopra la soglia di 7 a 7,060 (7,039 in avvio e 7,022 ieri sera).

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Oro sopra 1.500 dollari l'oncia, è la prima volta da 6 anni
Intanto il prezzo dell'oro è schizzato sopra i 1.500 dollari l'oncia, cosa che non accadeva da sei anni. Le quotazioni del metallo, che da inizio agosto si è apprezzato di oltre il 6% complici le preoccupazioni sui mercati finanziari per il braccio di ferro Usa-Cina e per le prospettive di crescita dell'economia globale, hanno superato la soglia arrivando a sfiorare 1.505 dollari l'oncia, in rialzo del 2% circa sui prezzi di ieri sera. Si tratta dei massimi segnati dall'oro dall'aprile 2013. I record storici dell'oro sono stati toccati invece nell'estate 2011 quando le quotazioni si portarono in area 1900 dollari l'oncia.

Spread torna sotto 200 p.b. in chiusura, rendimento all'1,41%
Chiusura in netto calo per lo spread BTp/Bund che in chiusura varca al ribasso la soglia dei 200 punti base. Al termine delle contrattazioni il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il pari durata tedesco è indicato a 199 punti base, in calo di 6 centesimi rispetto ai 205 punti base del finale della vigilia. Il rendimento dei BTp decennale benchmark ha terminato anch'esso in calo all'1,41% a fronte dell'1,52% segnato ieri sera in chiusura.

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Commerzbank, target 2019 più difficili da raggiungere
Netto calo per Commerzbank (-6,43%) alla Borsa di Francoforte. L'utile d del gruppo è stato stabile nel secondo trimestre a 271 milioni grazie a minori imposte mentre i ricavi sono scesi del 2% circa a 2,13 miliardi, anche se al loro interno gli interessi attivi, al netto dei costi di rifinanziamento, sono aumentati del 7%, raccogliendo i frutti di una continua conquista di clienti. La banca stima per il 2019 dei ricavi superiori al 2018 e «un leggero aumento» dell'utile netto, «anche se questo obiettivo è divenuto ora più ambizioso» a fronte di un «deterioramento sensibile della situazione macroeconomica e geopolitica sempre più incerta», si legge in una nota del gruppo.

La vendita di Currenta mette le ali a Bayer (+6%)
La vendita della jv dei parchi chimici Currenta ha spinto al rialzo alla Borsa di Francoforte Bayer (+6%) e Lanxess (+4%) che partecipano alla società rispettivamente con il 60% e con il 40%. Ieri sera, in una nota, i due gruppi hanno annunciato l'accordo raggiunto con i fondi gestiti da Macquarie per la cessione dell'azienda che gestisce i parchi tedeschi di Leverkusen, Krefeld-Uerdingen, Dormagen. La valutazione totale dell'asset, che include anche degli immobili di Bayer, di 3,5 miliardi di euro prima della deduzione di 1,6 miliardi tra debito netto e obblighi di natura pensionistica. Al netto di tali voci, la quota di Bayer è valutata circa 1,17 miliardi a cui si aggiunge appunta la cessione di attività real estate e infrastrutturali per 180 milioni di euro. Per il gruppo di prodotti chimici specializzati con sede a Colonia, il valore netto della partecipazione in Currenta è di 780 milioni di euro.

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