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L'Europa fa ancora i conti con la pandemia e chiude contrastata, -0,14% Milano

La Bce ha confermato la propria politica monetaria, rinviando un ricalibramento delle misure a dicembre. L'euro è scivolato sotto quota 1,17 dollari. In forte calo il petrolio

di Eleonora Micheli

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(Reuters)

La Bce ha confermato la propria politica monetaria, rinviando un ricalibramento delle misure a dicembre. L'euro è scivolato sotto quota 1,17 dollari. In forte calo il petrolio


6' di lettura

Chiusura contrastata per le Borse europee, dopo i forti cali della vigilia, che hanno riportato i mercati sui livelli di fine maggio. Gli investitori sono cauti, temendo l’impatto negativo dei nuovi lockdown annunciati. Del resto anche la numero uno della Bce, Christine Lagarde, ha parlato chiaro nel giorno della riunione del Consiglio direttivo dell’istituto centrale, preannunciando non solamente un «novembre molto negativo», ma anche «un significativo indebolimento delle attività economiche nell'ultimo trimestre dell'anno», con un’inflazione che sarà negativa. Uno scenario che apre la strada a nuovi interventi dell'istituto centrale a dicembre. Gli indici europei si sono comunque risollevati dai minimi di metà giornata grazie alla spinta di Wall Street, che dopo la frenata di ieri ha tentato il rimbalzo, sull’onda del dato sul pil Usa lievemente migliore delle attese: nel terzo trimestre ha registrato un progresso su base annua del 33,1%. L’incertezza, però, rimane elevata Oltreoceano con i contagi in aumento e le imminenti elezioni presidenziali. Così anche il petrolio ha di nuovo registrato una giornata da dimenticare (-4% il wti, contratto con consegna a dicembre, a 35,9 dollari al barile). Milano ha terminato le contrattazioni giù dello 0,14%, con lo spread in miglioramento in area 134 punti. E' andata meglio Francoforte, in rialzo dello 0,32%. Parigi ha invece chiuso sulla parità, mentre Londra ha perso lo 0,22% e Madrid lo 0,97%.

Più cambi di passo per i listini Ue nel giorno Bce e pil Usa

Le Borse europee hanno più volte cambiato la direzione di marcia nel corso della seduta. In prima battuta hanno tentato il rimbalzo, ma la paura è tornata a dominare la scena e gli indici hanno registrato intorno a metà giornata forti cali. Si sono poi risollevati nel pomeriggio, confortati dal recupero di Wall Street, che a sua volta ha beneficiato dei dati macro favorevoli. Il Dipartimento del Commercio ha infatti annunciato che il pil del terzo trimestre, in base alla prima lettura, ha registrato un rialzo del 33,1%, dopo la flessione da record del 31,4% del secondo trimestre. Il dato è risultato sopra le attese degli esperti, che avevano messo in conto un progresso attorno al 32%. In più hanno battuto le previsioni anche i numeri sulle richieste di sussidi alla disoccupazione, scese nell’ultima settimana di 40.000 unità a 751.000 unità, vantando il miglior dato dall'inizio della crisi. D’altra parte il numero complessivo dei lavoratori che ricevono i sussidi di disoccupazione, pure essendo sceso di 709.000 unità, rimane elevato e pari a 7,756 milioni. Considerando poi anche le persone che hanno richiesto gli aiuti federali o statali, tale numero si attesta a 22.654.453. Pochi spunti sono invece arrivati dal consiglio direttivo della Bce, che ha deciso di lasciare i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Ha inoltre confermato la dotazione del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (Pepp) a 1.350 miliardi di euro e ha indicato che gli acquisti proseguiranno almeno fino al giugno 2021 e, in ogni caso, finché non riterrà conclusa la fase critica legata al coronavirus. Il consiglio direttivo dell’Eurotower, come da attese, ha rinviato a dicembre nuovi possibili interventi. La stesa Lagarde ha infatti spiegato che nell'ultimo mese dell'anno saranno ricalibrati gli strumenti di politica monetaria, alla luce delle nuove prospettive dell’economia, ovviamente impattate dall’andamento della pandemia. Lo scenario, comunque, come ha sottolineato la Lagarde, si prospetta fosco, con un quarto trimestre che sarà peggiore delle attese, anche se, ha sottolineato la banchiera, «non è possibile sapere sin da adesso se ci sarà una crescita negativa perché dipenderà dall'andamento della pandemia e dalla possibilità di un rimbalzo» se le misure adottate dagli stati saranno efficaci.

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A Milano giù le banche, fatta eccezione di Fineco e Mediobanca

A Piazza Affari sono risultate deboli le azioni delle banche, fatta eccezione delle Finecobank (+2,8%), in rialzo sulla prospettiva che la banca possa avere benefici da una situazione di restrizioni alla circolazione, forte di una tecnologia informatica solida ed evoluta, e delle Mediobanca (+1,3%), all’indomani dell’assemblea dei soci che ha riconfermato i manager alla guida dell’istituto. La lista vincente è risultata infatti quella presentata dallo stesso board (ha incassato il 67,6% dei voti del capitale presente in assemblea, ossia il 44,2% del capitale sociale). Gli analisti hanno espresso giudizi positivi, mettendo in conto che sia portato avanti il piano industriale già illustrato alla comunità finanziaria, che prevede una attraente politica di remunerazione degli azionisti (70% di payout sull''utile 2021 con un aumento del 5% medio annuo a seguire oltre a un buyback sul 6% del capitale). Per contro Banco Bpm ha perso il 2,3%, Banca Pop Er l'1,2%, Intesa Sanpaolo l'1,3% e Unicredit lo 0,9%.

Amplifon e St rimbalzano, Fca difende le posizioni

Amplifon ha recuperato l'1,7%, dopo il forte calo della vigilia, giorno in cui è stata annunciata una trimestrale ricavi consolidati aumentati del 9% a 428,2 milioni rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso e un utile netto in crescita del 74,8% a 28,5 milioni. Si sono distinte leStmicroelectronics (+2,3%), sulla scia del recupero del Nasdaq. Hanno rialzato la testa anche le Eni (+0,5%), all'indomani della pubblicazione dei conti del terzo trimestre superiori alle attese, nonostante il gruppo abbia chiuso con una perdita di 0,5 miliardi. Hanno invece difeso le posizioni le Fiat Chrysler Automobiles (inv), sempre all’indomani della pubblicazione della trimestrale, con conti da record come ha sottolineato il numero uno, Mike Manley. Il gruppo ha chiuso il periodo luglio-settembre con un utile netto di 1,205 miliardi di euro, contro la perdita di 179 milioni dello stesso periodo 2019, su ricavi netti scesi solamente del 6% a 25,814 miliardi di euro, grazie alla buona performance del mercato americano. In più ieri la futura sposa Psa Peugeot (-0,9%) ha effettuato con successo il placement del 7% del capitale di Faurecia (scendendo al 39%), con un incasso di 308 milioni, che verrà distribuito insieme alle azioni quando verrà effettuato lo spinoff post fusione.

Male Leonardo e Tenaris, giù anche Pirelli

Sono invece andate male le Leonardo - Finmeccanica(-3,3%) e le Tenaris (-5,8%), quest'ultime affossate dalla debolezza del greggio. Pirelli ha perso l'1,2% all’indomani della decisione della Corte di Giustizia UE di confermare la condanna per cartello nel mercato dei cavi elettrici a Prysmian (+2,13%). La società dovrà pagare una multa da 33,6 milioni. I fatti risalgono ai tempi in cui la stessa Pirelli era la controllante. Gli analisti di Equita, ad ogni modo, hanno confermato la raccomandazione di acquisto sui titoli della Bicocca, sottolineando che l’impatto avrà effetti limitati, tanto più che Pirelli aveva già operato adeguati accantonamenti.

Danieli risp precipita dopo colpo di scena in assemblea

Fuori dal paniere principale sono crollate le Danieli Rnc (-8,4%), dopo il colpo di scena che si è prodotto ieri durante l’assemblea speciale degli azionisti di risparmio che ha bocciato la conversione dei titoli risp in ordinari. Gli analisti di Equita hanno subito dato una sforbiciata alle valutazioni, abbassando il target di prezzo del 9% per le ordinarie e del 18% per le risparmio, tenendo per altro conto che non verrà pagato neppure un dividendo straordinario.

A Parigi +6% Orange, bene Lvmh dopo la pace fatta con Tiffany

Nel resto d’Europa Lvmh ha guadagnato lo 0,4%, festeggiando l’accordo raggiunto con Tiffany che dovrebbe porre fine alle carte bollate degli ultimi mesi tra i due gruppi. E' stata rivista l'offerta del colosso francese, che metterà sul piatto 131,5 euro per ogni azione Tiffany, anziché 135 euro. Sempre a Parigi si sono distinte le Orange (+6,1%), grazie all’andamento del terzo trimestre e al ritorno del dividendo a 0,70 euro per il 2020.

BTp, assegnati decennali per 3mld, minimo storico rendimento

Sul fronte obbligazionario, è andata a buon fine l'asta del Tesoro di Btp e CcTeu, con i rendimenti piombati su nuovi minimi. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la quinta tranche del BTp a 5 anni scadenza 01/02/2026 per 2,5 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,642 miliardi. Il rendimento e' sceso di 12 centesimi attestandosi allo 0,23%, vicino ai minimi storici su qusta scadenza. Collocata anche la terza tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/04/2031: a fronte di richieste per 3,99 miliardi l'importo emesso e' stato pari a 3 miliardi mentre il rendimento, in calo di 10 centesimi sull'asta del mese scorso, si e' attestato sul nuovo minimo storico dello 0,79%. Infine, la 11ma tranche del CcTeu scadenza 15/12/2023, assegnata per 1 miliardi a fronte di una domanda totale pari a 2,057 miliardi, ha spuntato un rendimento lordo dello 0,27%, (-18 centesim' sull'asta precedente). Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 2 Novembre.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Euro in calo sotto quota 1,17 dollari, petrolio in profondo rosso

Nel giorno della Bce, l'euro ha perso quota sul biglietto verde, sfondando al ribasso la soglia di 1,17 dollari e portandosi in area 1,1650 dollari. la moneta unica ha pagato dazio alle preoccupazioni per l'andamento della diffusione del virus in Europa e anche ai dubbi sulle mosse della Bce, che ha rinviato a dicembre nuovi possibili interventi. E' stata una giornata no anche il per il petrolio, con il Wti è arrivato a registrare un calo del 6% che si è aggiunto al forte ribasso della vigilia. «La debolezza legata al clima generale di risk off indotto dalla pandemia è stata accentuata dalle scorte ufficiali Usa salite di oltre 4 milioni di barili (massimo da giugno), ben oltre le attese», hanno sottolineato gli analisti di Mps Capital Services. «A questo punto -hanno aggiunto - a nostro avviso, aumentano le probabilità che l’Opec+ decida di posticipare l’aumento della produzione programmato a gennaio». Nel frattempo l’uragano Zeta, diventato di classe 2, è arrivato sulla Costa del Messico.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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