la giornata dei mercati

Svolta su vaccino mette turbo a listini, Milano +5,4% a livelli marzo. Wall Street da record, poi frena. Vola petrolio, giù oro

La svolta sui vaccini ha fatto volare i listini europei e, a seguire, la Borsa americana. Piazza Affari torna ai massimi dal 6 marzo, Francoforte dal 21 febbraio. Riscatto istantaneo del petrolio (+10%) che “sogna” la ripartenza della domanda mondiale di energia

di Stefania Arcudi ed Enrico Miele

La Borsa, gli indici di oggi 9 novembre 2020

La svolta sui vaccini ha fatto volare i listini europei e, a seguire, la Borsa americana. Piazza Affari torna ai massimi dal 6 marzo, Francoforte dal 21 febbraio. Riscatto istantaneo del petrolio (+10%) che “sogna” la ripartenza della domanda mondiale di energia


5' di lettura

Neanche il tempo di festeggiare per la vittoria di Biden che a mettere le ali ai listini europei ci pensa l'annuncio di un possibile vaccino anti-Covid a stretto giro. Già ampiamente positive dopo la vittoria di Joe Biden alle presidenziali americane, le piazze del Vecchio Continente hanno spiccato il volo dopo che Pfizer ha di fatto annunciato che è pronto (efficace nel 90% dei casi) il vaccino anti Covid e sarà disponibile, autorizzazioni permettendo, entro fine anno.

L’euforia da vaccino riporta Milano ai massimi pre lockdown di marzo, per la precisione dal 6 marzo, giorno in cui si decise di «chiudere» la Lombardia (lunedì 9 marzo il premier Giuseppe Conte decretò invece «tutta Italia zona rossa»). Il FTSE MIB chiuse le contrattazioni il 6 marzo a 20.800 punti e il 9 novembre, dopo avere toccato 20.823, ha chiuso a 20.750, sopra il valore toccato lo scorso 21 luglio, sempre in chiusura, a 20.723.

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Discorso simile per il Cac di Parigi, che ha chiuso a +7,57%, ai massimi dal 5 marzo, mentre per quanto riguarda la Borsa di Francoforte bisogna tornare un pochino più indietro. Il Dax (+4,59%) è risalito infatti ai valori massimi dal 21 febbraio.

I rialzi sono stati generalizzati, con un vero e proprio rally (oltre +10%) per banche ed energetici, sostenuti questi ultimi dall’accelerata del petrolio (+9% il Wti dicembre a 40,51 dollari al barile e +8% il Brent gennaio a 42,6 dollari), innescata da una maggiore propensione al rischio e dall’allentamento dei timori sulla domanda, che nelle scorse settimane è stata messa a dura prova dalle nuove misure restrittive varate in vari Paesi.

Pfizer mette le ali a Wall Street, Dj e S&P 500 da record

Andamento record per il Dow Jones e lo S&P 500 , con Wall Street in rialzo di oltre cinque punti in scia alla vittoria di Joe Biden contro Donald Trump e , soprattutto, dopo che Pfizer (+8%) ha annunciato che il vaccino contro il Covid sviluppato insieme a BioNTech (+16%) ha dimostrato un'efficacia nel prevenire il contagio nel 90% dei volontari ammessi alla fase 3 dei test, nettamente al di sopra delle aspettative, che erano del 60-75%.

Pfizer è la prima a diffondere i dati conclusivi dei trial (che sono ancora in corso) e ora può attendere con fiducia l'autorizzazione urgente negli Stati Uniti, che potrebbe essere concessa entro la fine di novembre.

Pfizer e BioNTech prevedono di poter consegnare 50 milioni di dosi nel mondo entro quest'anno e 1,3 miliardi nel 2021.

Sul finale gli indici americani hanno rallentato la corsa: lo S&P 500 ha chiuso in rialzo dell’1,17% a 3.550 punti, il Dow Jones del 2,95% a 20.157 punti mentre il Nasdaq ha chiuso in ribasso dell’1,53% a 11.713 punti.

Nel post Trump restano alcune incognite per i mercati

C’era attesa per vedere quale sarebbe stata la reazione dei mercati alla proclamazione ufficiale di Biden, avvenuta nella giornata del 7 novembre dopo un lungo conteggio dei voti negli Stati in bilico.

Già la settimana scorsa i mercati sembravano tuttavia aver in parte scontato l’esito, registrando una delle migliori performance degli ultimi mesi tanto negli Stati Uniti, quanto in Europa, dove i listini azionari hanno guadagnato in media sette punti percentuali (quasi il 10% per Piazza Affari). Sciolti i dubbi sulle urne, due restano le principali incognite nel futuro immediato: la possibile battaglia legale che potrebbe essere scatenata dallo sconfitto Donald Trump e la leadership nel Congresso Usa.

A Milano volano le banche (con guadagni a doppia cifra)

Piazza Affari è trascinata dai titoli finanziari e bancari: Bper segna +10%, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mediolanum guadagnano oltre il 9% così come Leonardo, la migliore con un balzo superiore a 14 punti, dopo il crollo di venerdì 6 novembre legato alla trimestrale.

Si mette in evidenza anche il gruppo STMicroelectronics con il titolo ai massimi dal 2002 dopo l’aumento delle stime per il quarto trimestre della concorrente Infineon. Tra i petroliferi acquisti su Saipem ed Eni in scia al nuovo rally del greggio, arrivato a guadagnare anche nove punti. In rialzo anche Fca e Telecom Italia. Sul resto del listino azionario balza l'As Roma dopo che è andata a vuoto l’opa "a sconto" del neo proprietario Dan Friedkin (con il delisting fallito).

Crolla DiaSorin dopo svolta vaccino Pfizer

Mentre Piazza Affari è euforica sulla svolta di Pfizer sul vaccino per il Covid-19, Diasorin affonda e cede 17 punti. Dal 9 marzo alla chiusura di venerdì il titolo aveva guadagnato il 99% (da 101 a 201,2 euro), grazie al fatto che la società si è imposta sul fronte dei test per la diagnosi del Covid-19.

Andando avanti, però, se si troverà a breve un vaccino efficace, come sembrerebbe essere quello di Pfizer, il ruolo dei test anti-Covid potrebbe diventare meno rilevante. Pfizer e BioNTech prevedono di produrre fino a 50 milioni di dosi di vaccino a livello globale nel 2020 e fino a 1,3 miliardi di dosi nel 2021.

Andamento dello spread Btp / Bund
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BTp: rendimento decennale schizza a 0,72%, spread 121 punti

Seduta movimentata sul segmento del reddito fisso europeo che ha visto la curva dei rendimento traslare verso l'alto di una decina di punti base dopo la notizia sull'affidabilità del vaccino anti-Covid sviluppato dall'azienda farmaceutica americana Pfizer. Tutti i rendimenti della zona euro sono schizzati verso l'alto senza distinzione di merito di credito per un travaso di liquidità che ha portato i flussi in uscita dall'obbligazionario a convergere sui listini azionari europei ed americani. La traslazione contemporanea verso l'alto ha prodotto effetti scarsi sullo spread BTp/Bund: a fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark italiano (Isin IT0005413171) e il pari durata tedesco è indicato a 121 punti base, in calo dai 122 punti della chiusura di venerdì Schizza in alto, invece, il rendimento del BTp decennale che, dopo essere sceso in mattinata fino al minimo storico dello 0,59%, ha terminato la seduta allo 072%, dallo 0,62% del closing di venerdì.

BTp Futura: primo giorno collocamento ordini oltre i 2 miliardi

Nel primo giorno di collocamento il nuovo BTp Futura ha superato la soglia dei 2,5 miliardi di ordini. In base all'ultimo aggiornamento disponibile gli ordini hanno toccato i 2,506 miliardi. Il titolo, che ha una scadenza fissata a novembre 2028, sarà in offerta fino al 13 novembre, salvo chiusura anticipata.

Il BTp Futura presenta cedole nominali semestrali stup up (crescenti nel tempo) e prevede un premio fedeltà pari all’1% del capitale investito, che potrà aumentare fino ad un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil nominale dell’Italia registrato dall’Istat nel periodo di vita del titolo, per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza

Petrolio in rally, vaccino Pfizer allenta timori domanda

Già in rialzo sulla scia della maggiore propensione al rischio innescata dalla vittoria di Joe Biden, il petrolio ha inserito la marcia più alta e arriva a guadagnare oltre dieci punti, sulla svolta Pfizer.

Il potenziale vaccino e soprattutto la possibilità che arrivi sul mercato prima del previsto contribuiscono ad allentare i timori sulla domanda, messa sotto forte pressione nelle ultime settimane a causa delle nuove misure restrittive varate in numerosi Paesi. I future del Wti dicembre salgono al momento del 10,39% a 41 dollari al barile, mentre quelli del Brent con scadenza gennaio aumentano del 9,3% a 43,1 dollari.

L’oro perde il 5%

L'oro ha perso oggi 97,30 dollari, circa il 5%, chiudendo la seduta a 1.854,40 dollari all'oncia. Si tratta del peggior calo giornaliero in termini percentuali e assoluti in oltre 7 anni ed è stato causato dalle notizie positive sul vaccino contro il coronavirus, che ha permesso al dollaro e ai rendimenti dei bond di rafforzarsi, attenuando la richiesta del metallo prezioso.

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