ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Le banche centrali rassicurano le Borse. Milano (+0,5%) al top nel 2021, brilla Tim sul dossier rete unica

Dopo il messaggio della Fed anche la Banca d'Inghilterra non tocca il costo del denaro. Giù la sterlina, petrolio in calo a 80 dollari. A Piazza Affari seduta di trimestrali ma a brillare è la tlc che potrebbe cedere il controllo della rete

di Enrico Miele ed Eleonora Micheli

Aggiornato alle 21.43

La Borsa, gli indici del 4 novembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura positiva per le Borse europee incoraggiate, nella seduta del 4 novembre, dai nuovi record di Wall Street che poi chiude con il Nasdaq e lo S&P sugli scudi: Il Dow Jones perde lo 0,09% a 36.124,69 punti, il Nasdaq avanza dello 0,81% a 15.940,31 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,42% a 4.680,13 punti.
Il "tapering" annunciato dalla Banca centrale Usa non ha quindi scosso i mercati, che hanno invece apprezzato le rassicurazioni del presidente, Jerome Powell, sul fatto che l’istituto sarà «paziente» sui tassi: «Ora è il momento di iniziare il tapering, non quello di alzare i tassi», ha infatti dichiarato il banchiere. E così i rendimenti sui bond, che la vigilia si erano di nuovo impennati, hanno ingranato la retromarcia, mentre lo spread è calato. Il FTSE MIB ha aggiornato nuovi massimi dell'anno, chiudendo a 27.522, livello che non si vedeva dal fine settembre 2008 (e in giornata ha toccato un top a 27.550 punti, guadagnando da inizio anno il 23,9%).

Intanto, ha lasciato i tassi invariati al minimo storico dello 0,1% la Bank of England, a dispetto delle attese di un rialzo del costo del denaro, che sarebbe stato il primo tra le maggiori banche centrali mondiali. La BoE ha comunque lasciato aperta la possibilità di inasprire la politica monetaria presto, sottolineando che un aumento dei tassi «potrà arrivare nei prossimi mesi», se l'economia continuerà a migliorare come previsto. Giù dell'1% la sterlina contro il dollaro dopo l'annuncio sui minimi da un mese.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Scatta Tim sulla rete unica, scivola Intesa Sp

Sul fronte societario, a Piazza Affari si guarda ancora ai conti del terzo trimestre ma sul finale di seduta si è registrato lo scatto di Telecom Italia sulle indiscrezioni che vogliono il gruppo disponibile a non avere una posizione di controllo sulla rete unica come via per far ripartire il progetto di combinazione tra l'infrastruttura Telecom e quella di Open Fiber (ma la tlc ha poi precisato che «l’argomento non è stato oggetto di discussione nel cda, nè tantomeno sono state prese decisioni al riguardo»). Giornata sulle montagne russe, invece, per Cnh Industrial. Se dopo la diffusione dei conti trimestrali e l'annuncio del taglio alla guidance di fine anno, infatti, le azioni sono arrivate a perdere il 2,6%, in concomitanza con la conference call sono salite oltre l'1% per poi ripiegare nuovamente.

Intesa Sanpaolo è stata ancora debole dopo i conti, confermando la reazione fiacca degli operatori visto che tutte le attenzione sono già rivolte al nuovo piano industriale di Ca' de Sass. In "rosso" al termine delle contrattazioni anche Diasorin e Unipol. Ha corso invece Tenaris che ha chiuso il terzo trimestre con un utile di 326 milioni di dollari e ricavi in crescita del 73%, oltre le stime. Bene il lusso con Moncler e i tecnologici con Stmicroelectron. In territorio positivo Snam Rete Gas che ha terminato i primi 9 mesi dell'anno con ricavi a 2,33 miliardi (+15%), un utile netto a 938 milioni (+7%) e dal cda è arrivato l'ok all'acconto del dividendo 2021 di 0,1048 per azione.

Spread chiude in calo a 116 punti, tasso sotto 1%

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund in una giornata di forte recupero per i bond dell'Eurozona. Al termine degli scambi, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco è indicato a 116 punti base dai 120 del closing del 3 novembre. Continua a scendere il rendimento del BTp decennale benchmark, che torna ben sotto la soglia dell'1% segnando un'ultima posizione allo 0,94% dall'1,05% della vigilia.

Dollaro in rialzo, giù la sterlina dopo la BoE

Il dollaro ha recuperato parte del terreno perso nelle ultime sedute e la debolezza della vigilia. «La riluttanza della Fed ad aumentare i tassi è stata inizialmente accolta con una certa delusione, soprattutto da coloro che temono che l'inflazione possa essere un fenomeno duraturo invece che transitorio. Tuttavia - spiegano gli analisti di ActivTrades - il rimbalzo del biglietto verde mostra che alla delusione iniziale si è sostituita la consapevolezza che ora che la banca centrale americana ha iniziato una normalizzazione delle politiche, sarà solo questione di tempo prima che inizi a considerare un aumento dei tassi di interesse». I tassi fermi della Banca d'Inghilterra hanno fatto scattare le vendite sulla sterlina che ha perso oltre l'1% contro il dollaro e lo 0,5% contro l'euro.

Usa, peggior calo in 40 anni per la produttività

Nel terzo trimestre del 2021, la produttività negli Stati Uniti è crollata, registrando un dato al di sotto delle attese. Stando alla lettura preliminare del dato diffuso dal dipartimento del Lavoro, l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è diminuito al tasso annualizzato del 5% rispetto ai tre mesi precedenti, contro attese per un -3,2%, dopo il +2,3% del secondo trimestre. Si è trattato del peggior calo trimestrale in 40 anni. In calo le nuove richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione a quota, 269.000, dato più basso da inizio pandemia.

Petrolio debole dopo il "mercoledì nero"

Restano deboli verso la fine delle contrattazioni i prezzi del greggio, dopo la giornata "nera" della vigilia. La seduta di mercoledì 3 novembre, infatti, è stata pesante in generale per il comparto energia, su cui ha pesato il rialzo delle scorte Usa, così come quello della produzione Usa che è tornata a 11,5 milioni barili al giorno, ovvero sui livelli pre-uragano Ida.

Nel frattempo, i Paesi che fanno parte dell'Opec+ hanno deciso di limitare a 400mila barili al giorno gli aumenti alla produzione previsti per il mese di dicembre, nonostante la richiesta dei Paesi importatori di mitigare l'aumento dei prezzi (con il prossimo incontro dell'Opec+ che è stato fissato per il 2 dicembre).


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