ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùFinanza e tecnologia

Borse: il “freddo” robot trader non teme la guerra e calma il mercato

La contenuta reazione dei mercati al rischio dello scontro Usa-Iran ha stupito molti. Gli investitori automatici, secondo gli esperti, possono avere contribuito a “calmare” i listini.

di Vittorio Carlini


default onloading pic
(AdobeStock)

2' di lettura

Una reazione composta. Che ha stupito in molti. Le Borse, a fronte dei venti di guerra che in questi giorni soffiano dal Medio Oriente, non hanno tracollato. Certo: qualche scossone c’è stato. In particolare sui listini asiatici. Inoltre, di là dal lancio dei missili contro le basi Usa come reazione all’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, l’escalation tanto temuta (per fortuna) finora non si è concretizzata.

L’algo investitore senza irrazionalità
Ciò detto lo stupore resta: perchè i mercati non sono scesi come in molti temevano? Una risposta può riscontrarsi tra i robot trader. Gli spesso criticati algoritmi, soprattutto quando vestono i panni dei flash boys, potrebbero avere avuto un effetto calmierante.

«Gli investitori automatici –conferma Fabrizio Lillo, docente di metodi matematici per l’economia e le scienze attuariali e finanziarie all’Università di Bologna - riducono l’irrazionalità dell’operatore umano». Un’emotività che, è innegabile, all'interno di scenari di possibili conflitti diventa giocoforza più rilevante.

«L’ipotesi è plausibile –fa da eco Raimondo Marcialis, ad di McAdvisory -. Non ne abbiamo la certezza ma non può escludersi che i robot trader, impostati su metriche che evidentemente non pesano in maniera rilevante il rischio dello scontro bellico, possano avere» di fatto impedito la reazione che tutti gli umani si aspettavano.

Il robot trader di casa a Wall Street
Peraltro, a sostegno della suddetta ipotesi, c’è un altro elemento da sottolineare. Sia nell’episodio dell’attacco statunitense a Soleimani e la sua scorta che nella reazione di Teheran, la risposta dei listini è stata simile: maggiori ribassi in Asia; più contenuto calo in Europa e, infine, tendenza in ripresa a Wall Street. Ebbene, nonostante il nesso di causalità-effetto non sia dimostrabile, colpisce il fatto che proprio a Wall Street la quota di scambi cash sull’azionario in mano agli algo trader è la maggiore al mondo (il 66% nel 2019). Il valore, man mano che ci si indirizza verso Oriente, invece diminuisce: dal 48% in Europa si arriva al 40% in Asia. Come dire, quindi, che laddove gli algoritmi recitano un ruolo importante la risposta dei mercati è stata (fin qui) più composta. Certo: nel Far East le Borse erano aperte (o temporalmente più prossime) all’evento. Il che spiega la più forte reazione. E, però, il dato di diffusione dei robot trader è innegabile.

«A ben vedere, poi –aggiunge Tullio Grilli, capo brokerage elettronico di Banca Akros –, il fatto che gli eventi bellici siano accaduti quando i mercati Occidentali erano chiusi può avere agevolato la continuità nell’operatività degli stessi investitori automatici». I quali, nel momento in cui ad esempio hanno analizzato l’ultimo discorso del Presidente Usa Trump, si sono soffermati “freddamente” sul suo contenuto. Cioè: hanno vagliato e soppesato le varie parole distensive del suo intervento. Le perplessità (giuste o sbagliate) riguardo le reali motivazioni dell’uccisione di Soleimani e, più in generale, sul comportamento dell'inquilino della Casa Bianca sono state, invece, lasciate a noi umani. E alla nostra irrazionalità.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Vittorio CarliniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, Tecnologia, Analisi fondamentale

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...