ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Banche e utility risollevano le Borse dopo la Fed. Wall Street volatile dopo pil record dal 1984

Rialzo dei tassi negli Stati Uniti da marzo: analisti si aspettano cinque ritocchi nel 2022. Intanto vola la crescita americana 2021. A Milano in evidenza St e Stellantis

di Andrea Fontana e Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 27 gennaio 2022

6' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - La corsa dell’economia Usa, con una crescita del Pil (+5,7%) che non si vedeva dagli Ottanta, e le prospettive positive delle banche, grazie alla fine della stagione dei tassi zero, danno slancio alle Borse europee che chiudono tutte in territorio positivo, digerendo senza troppi scossoni le posizioni più aggressive del previsto del presidente Fed sulla fine degli stimoli monetari. La ripresa degli Stati Uniti è testimoniata anche dal primo calo dei sussidi di disoccupazione dopo un mese, segno che l’effetto Omicron sui mercati va ormai affievolendosi. E così, se la prospettiva di un percorso aggressivo di uscita dagli aiuti all'economia da parte della Federal Reserve, immaginata dal mercato dopo le parole del presidente Jerome Powell, nella prima parte di seduta aveva penalizzato gli indici, i listini hanno via via recuperato terreno grazie a utility, farmaceutici e banche (con l’exploit di Deutsche Bank- per gli utili al top da dieci anni). Non fa eccezione Piazza Affari, dove il FTSE MIB chiude con in rialzo e tocca a più riprese i 27mila punti, azzerando di fatto il tonfo che a inizio settimana aveva spaventato gli operatori. Protagonista di giornata Stmicroelectron che in scia alla trimestrale sopra le stime è arrivata a guadagnare fino al 6% salvo rallentare sul finale in scia al tonfo di Intel legato alle deludenti prospettive per il 2022. In testa al listino A2a (in attesa del piano) e Tenaris, con molti istituti di credito in luce, da Bper (+2,1%) a Intesa Sanpaolo. In fondo Prysmian e il lusso con Ferrari. Sul mercato dei cambi, dollaro in generale rafforzamento a 1,1153 per un euro (da 1,1280 ieri in chiusura) e a 115,40 yen (114,36). Il rapporto euro/yen è a 128,73 (128,98). In rialzo, infine, il prezzo del petrolio con il Brent di marzo che si conferma a ridosso dei 90 dollari al barile per la prima volta dal 2014, ed è stabile a 89,9 dollari, mentre il Wti guadagna lo 0,2% a 87,5 dollari.

Wall Street ancora volatile

Seduta inizialmente in rialzo e poi all'insegna della volatilità a Wall Street, su cui pesano le performance negative di Intel e Tesla nonostante i dati record. In chiusura, Dow Jones invariato, S&P 500 in calo di mezzo punto e Nasdaq a -1,4%. Oggi, a incidere positivamente sono i dati macroeconomici, con il calo del numero delle richieste dei sussidi di disoccupazione, segno che gli effetti della variante Omicron stanno svanendo, e il netto rialzo del Pil, che nel quarto trimestre è stato del 6,9%, secondo la lettura preliminare, contro attese per un aumento del 5,5%; nel complesso, nel 2021 è stato registrato un +5,7%, il passo migliore dal 1984. Nel 2021, le spese per i consumi sono aumentate del 7,9%, il dato Pce (misura dell'inflazione) del 3,9%. Ieri, gli indici hanno cancellato i guadagni, dopo le parole del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che ha fatto capire che a marzo ci sarà il primo rialzo dei tassi, non escludendo che possa essere di 50 punti base, come temuto da alcuni analisti. L'economia non ha più bisogno di un forte sostegno della Fed, ha detto Powell, e con un mercato del lavoro ormai forte gli sforzi devono essere concentrati sulla lotta contro l'inflazione, arrivata ai massimi degli ultimi 40 anni. Sempre a marzo, si concluderà il tapering, mettendo fine al programma di acquisto di bond da 120 miliardi di dollari avviato per sostenere l'economia durante la crisi. Sulla riduzione del bilancio, arrivato a livelli record con la pandemia, una decisione sarà presa nei prossimi incontri, ma si aspetterà l'inizio dei rialzi dei tassi prima di procedere. Il 'balance sheet', ha detto Powell, è "molto più grande del necessario". Insomma, il tempo di una politica monetaria molto accomodante sta per finire, a due anni dall'inizio della pandemia.

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Il cambio euro / dollaro
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A Milano in evidenza St e Leonardo

Tra i petroliferi, in scia ai massimi del petrolio, in rialzo Eni mentre tra le utility si è messa in luce anche Hera che ha approvato il business plan al 2025 che vede previsioni di un margine operativo lordo a fine piano di 1,4 miliardi (+277 milioni rispetto al 2020), investimenti industriali e finanziari complessivi per oltre 3,8 miliardi e un rapporto tra debito netto e mol a quota 2,8 volte.

La seduta, come detto, è stata caratterizzata dagli acquisti su Stmicroelectron, che è stata in testa al listino per buona parte della giornata dopo la diffusione dei conti del quarto trimestre 2021. Il periodo si è chiuso con utile in rialzo e sopra le stime e ricavi in crescita. Nei tre mesi a dicembre il gruppo dei semiconduttori ha riportato infatti un utile netto di 750 milioni di dollari, 0,82 dollari per azione, in rialzo del 28,9% rispetto ai 582 milioni, 0,63 dollari per azione, dello stesso periodo del 2020 e meglio degli 0,68-0,7 dollari attesi dal consensus. A sorprendere positivamente il mercato è poi stato l'outlook sul 2022. Secondo la sintesi degli analisti di Equita, per il primo trimestre dell'anno il gruppo si attende ricavi per 3,5 miliardi di dollari (a fronte dei 3,3 previsti dal consensus), con margine lordo al 45% (contro 42%), che implica un utile lordo di 1,575 miliardi, il 14% al di sopra delle attese, e un ebit a 800 milioni, il 30% meglio del previsto.

Ordini di acquisto anche su Stellantis che, prima dell'apertura del mercato, ha comunicato l'intenzione di aumentare la sua partecipazione azionaria in Gac-Stellantis dal 50% al 75%. Tra le note positive Leonardo - Finmeccanica con le quotazioni che, spiegano dalle sale operative, beneficiano dei rumor sulla potenziale vendita del business Global Enterprise Solutions di Drs. Leonardo starebbe infatti valutando le opzioni strategiche, senza escludere una cessione per per un potenziale incasso da 300-400 milioni di dollari. «Riteniamo che, non avendo effettuato l'Ipo di Drs e e in attesa degli sviluppi sulla cessione di Oto Melara e Wass, cessioni alternative siano uno scenario plausibile», commentano gli analisti di Equita. Alla vigilia della stagione delle trimestrali, il settore bancario resta sotto osservazione anche per possibili operazioni di consolidamento, con Unicredit che domani alzerà il velo sui conti del quarto trimestre.

In Usa richieste sussidi meglio delle stime

Negli Stati Uniti, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 22 gennaio, è diminuito di 30.000 a 260.000, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro; le attese erano per un dato a 265.000. Il dato della settimana precedente è stato rivisto da 286.000 a 290.000. Nel pieno della pandemia, gli Stati Uniti avevano registrato un massimo di 6,9 milioni di nuove richieste settimanali. La media delle ultime 4 settimane è di 247.000, in aumento di 15.000 dalla media della settimana precedente. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono i sussidi di disoccupazione – relativo alla settimana terminata il 15 gennaio, l'ultima per la quale è disponibile il dato – ha registrato un aumento di 51.000 unità a 1,675 milioni di unità, dopo essere sceso, due settimane prima, al livello più basso dal 1973. Il numero totale delle persone che ricevono gli aiuti dei vari programmi statali e federali era di 2.140.986 nella settimana conclusa l'8 gennaio, in aumento di 8.444 unità dalla settimana precedente.

In Usa Pil +5,7% nel 2021, anno migliore dal 1984

Nel 2021, gli Stati Uniti hanno registrato un aumento del Pil al tasso annualizzato del 5,7%, il passo migliore dal 1984, dopo il -3,4% del 2020. Il dato Pce, una misura dell'inflazione, è cresciuto del 3,9%, dopo il +1,2% dell'anno precedente. Il dato Pce 'core', ovvero quello deputato dai prezzi dell'energia e dei generi alimentari, è cresciuto del 3,3%, dopo il +1,4% del 2020. Il Prodotto interno lordo statunitense è cresciuto, invece, nel quarto trimestre del 2021 al tasso annualizzato del 6,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Le attese per la lettura preliminare del quarto trimestre erano per un +5,5%.

La politica della Fed e l'accoglienza del mercato

La Fed ha annunciato il rialzo dei tassi sin da marzo e il successivo ridimensionamento del bilancio. Quello che ha inizialmente colpito positivamente, facendo partire verso l’alto le Borse Usa, è stato il tono soft del comunicato stampa della Fed. Da un lato la riduzione del bilancio non avverrà con vendite di titoli, ma semplicemente non rinnovandoli alla scadenza, dall'altro riguarderà principalmente i bond legati ai mutui, come già aveva anticipato Il Sole 24 Ore. La Fed ha detto inoltre che l’«economia si è rafforzata, ma restano rischi». Dopo un balzo iniziale tuttavia i listini Usa si sono sgonfiati: il presidente Powell ha usato infatti parole dure. «Powell, come da attese, ha tenuto la barra dritta, ma nelle parole non ha fatto nulla per sembrare più accomodante o rassicurare i mercati che hanno infatti ripreso la via del ribasso» è il commento degli analisti di Mps Capital Services.

Il "nodo della crisi Ucraina

Altro tema che tiene i mercati in grave apprensione è la crisi diplomatica tra Usa ed Europa da un lato e la Russia dall’altro sulla questione ucraina. Il tema che mette davvero i mercati sulle spine è il contraccolpo che questa vicenda geopolitica possa avere sul prezzo del gas (già quadruplicato in un anno), ma anche del petrolio (il Brent ha sfondato i 90 dollari al barile per la prima volta dal 2014) e di varie materie prime di cui la Russia è uno dei maggiori esportatori: dal palladio al rame. In una fase in cui le catene globali delle forniture sono semi-interrotte per il Covid, basta poco per mandare in tilt produzioni e fabbriche. Oltre a far salire ulteriormente l’inflazione.

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