AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùSondaggio assiom forex-Radiocor

Borse, per gli operatori ancora margini di crescita. Coronavirus osservato speciale

I mercati azionari nei prossimi sei mesi dovrebbero restate sui livelli attuali o più alti. Un ulteriore sostegno potrebbe arrivare da una schiarita dal fronte cinese e dalle trimestrali. In sottofondo poi restano le tensioni geopolitiche. Euro su dollaro stabile . Spread visto sotto i 150 punti

di Corrado Poggi


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(AFP)

3' di lettura

Piazza Affari si è riportata sui livelli pre-allarme coronavirus, lo spread tra Btp e Bund ormai viaggia da giorni in area 130-140 punti base, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è passata in secondo piano rispetto all'emergenza sanitaria scoppiata nel Paese asiatico. Se questa è la fotografia attuale, cosa si possono aspettare nel breve i mercati? Il Sole 24 Ore Radiocor lo ha chiesto, attraverso un sondaggio, agli associati di Assiom Forex . Ne esce un quadro a tinte chiare, con ampi sprazzi di sereno anche se sale il livello di incertezza per la difficile valutazione degli impatti sull'economia reale del virus cinese.

Acque serene, ma attenzione a coronavirus e tensioni geopolitiche
Dopo i forti guadagni messi a segno lo scorso anno, i mercati appaiono avviati a proseguire la loro navigazione in acque serene anche se il vento a favore potrebbe ora essere meno forte dati i fattori di incertezza geopolitica, non ultimo il rischio correlato alla diffusione del coronavirus.

Nel complesso infatti l’80% degli operatori (da 82% un mese fa) si attende che i mercati rimangano stabili (una definizione che include variazioni tanto al rialzo quanto al ribasso pari al 3%) o che mettano a segno nuovi rialzi. Nello specifico, a fronte di un 40% di operatori che si attendono mercati stabili, un ulteriore 40% si attende rialzi che per il 38% saranno compresi fra 3% e 10% mentre per il restante 2% saranno in doppia cifra. Un mese fa rialzi erano attesi dal 43% del campione con un 8% che si attendeva rialzi superiori al 10%. Sul fronte opposto in gennaio i pessimisti risalgono di conseguenza dal 18% al 20%, di cui un 2% mette in conto scivoloni superiori al 10%.

Mocio: valori Borse per i prossimi 6 mesi su livelli stabili o poco più
«Dopo un anno d’oro come il 2019 – ha commentato il presidente di Assiom Forex, Massimo Mocio - gli operatori temono che possa gradualmente smorzarsi il vento di poppa che ha contribuito a spingere gli indici borsistici mondiali e che al suo posto possa arrivare una più mite bonaccia. Fuor di metafora, chi vede il mercato quotidianamente è abituato a convivere con le alternanze di ciclo e quindi non sorprende la cautela che caratterizza un inizio anno così carico di sfide e criticità ancora da risolvere come il virus cinese e le tensioni geopolitiche. La visibilità che abbiamo per il momento per i prossimi sei mesi ci porta a ritenere che i valori attuali espressi dalle Borse possano tutto sommato rimanere su questi livelli o poco più, per quanto una schiarita sul fronte cinese e la conferma che ci giunge dalle trimestrali europee ed americane ci lasci ancora moderatamente ottimisti».

Il 55% degli operatori vede euro/dollaro stabile
La stabilità del cambio euro/dollaro nel corso dei prossimi mesi rimane lo scenario più gettonato fra gli operatori di mercato ma sale sensibilmente la percentuale di quanti mettono in conto un indebolimento delle divisa unica. Nello specifico, il 55% degli operatori si attende che il rapporto di parità rimanga stabile (erano il 56% a dicembre) mentre il 27% (da 35%) degli associati che hanno preso parte al sondaggio vedono un euro in rafforzamento nel corso dei prossimi mesi. Raddoppia invece al 18% dal 9% il numero di quanti si attendono un indebolimento dell’euro in un contesto che vede la Bce impegnata a mantenere a lungo una posizione di politica monetaria altamente accomodante.

Spread: 77% operatori lo vede stabilmente sotto i 150 pt
La schiarita registrata sul fronte dello spread nel corso delle ultime settimane – specialmente dopo le elezioni regionali – appare destinata a durare a lungo. Il 77% degli operatori ritiene infatti che il differenziale rispetto al bund rimarrà sotto i 150 punti mentre un mese fa questa percentuale era ferma al 36%. Nello specifico il 74% vede lo spread oscillare fra 100 e 150 punti (da 35%) mentre un ulteriore 3% (da 1%) lo vede scendere sotto quota 100. Completano il campione un 22% che prevede un differenziale compreso fra 150 e 200 punti e un 1% che vede un possibile sforamento di quota 250 punti, scenario che un mese fa era ritenuto probabile dal 4% degli operatori.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Riproduzione riservata ©
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    Corrado PoggiRedattore Radiocor

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese, francese e spagnolo

    Argomenti: Bce, politica monetaria, società di rating, compagnie farmaceutiche, trasporti e auto

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