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Borse tra il battesimo di Lagarde, la riunione della Fed e le elezioni inglesi

In agenda le riunioni delle banche centrali e le votazioni nel Regno Unito. Conte al Consiglio europeo. Dazi in scadenza. Tra i dati macro la fiducia tedesca Zew e la produzione industriale italiana

di Marzia Redaelli


Inizia l'era Lagarde alla Bce, sulla scia di Draghi

4' di lettura

Le borse devono affrontare gli ultimi ostacoli per chiudere in gloria il 2019, con rialzi a doppia cifra per molti indici azionari e guadagni generosi pure per le obbligazioni.

La settimana che inizia, infatti, si presenta densa di appuntamenti politici e indicazioni macro-economiche, che trascineranno i loro effetti nel nuovo anno dei mercati finanziari.

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Andamento dei principali indici azionari

Mercoledì e giovedì si svolgeranno, rispettivamente, gli ultimi comitati monetari dell’anno della Banca centrale europea e della Federal Reserve. Non sono attesi cambi della politica monetaria già impostata, ma l’atteggiamento delle due autorità sarà sotto riflettori del mercato, sebbene per motivi diversi.

Lagarde sotto i riflettori
La presidente Christine Lagarde esordisce al primo consiglio esecutivo della Bce. Lagarde ha più volte affermato di non voler cambiare il registro espansivo dell’era Draghi e ha anche ipotizzato una discussione per la modifica dell’obiettivo di inflazione. «Pensiamo che le abilità acrobatiche della Bce entreranno in scena il prossimo anno, non la prossima settimana -affermano gli analisti di BofA Merrill Lynch Global Research -; secondo noi la comunicazione di Christine Lagarde sarà molto cauta e la riunione lineare, ma segnerà l’inizio di tempi volatili per la Bce».

Industria Ue al test
La banca centrale è sola ad affrontare la debolezza dell’economia, perché gli stimoli fiscali da parte dei governi dell’area euro non sono ancora all’orizzonte. Secondo Alessandro Fugnoli, economista di Kairos, le impalcature di bilancio rimarranno più o meno le stesse e l’atteggiamento della Germania, l’unica nazione in surplus, sarà reattivo, non proattivo. In pratica, Berlino reagirà a una recessione, non si muoverà prima per prevenirla. «Staremo a vedere - conclude Fugnoli -, ma solo a partire dal 2021, perché nel 2020 di politiche fiscali espansive non se ne vedono, nemmeno in Cina».

Certo, le ultime rilevazioni macro-economiche non fanno pensare a una Bce che possa defilarsi dal sostegno all’economia (e gli investitori sono sollevati). La produzione industriale tedesca di ottobre è scesa del 5,3% su base annua, il peggior calo dal 2009. Martedì 10 sarà diffusa anche la produzione industriale italiana (-2,1% a settembre) completata venerdì dagli ordini e dal fatturato, mentre giovedì sarà comunicata quella dell’area euro (-17% a settembre).

«È stata una brutta partenza per il quarto trimestre dell’industria tedesca - spiega Stefan Schielbe, capo economista di Hsbc Global Reasearch -; probabilmente, sarà il sesto trimestre consucutivo in negativo, il periodo di contrazione industriale più lungo dalla riunificazione».

Martedì è in calendario anche l’indice Zew, un termometro della fiducia delle imprese tedesche (a novembre a -2,1).

La Fed e la fine dei tagli preventivi
Più attesa ancora della riunione della Bce è quella della Federal Reserve, la banca centrale americana, che ha smesso di tagliare i tassi per sventare la recessione (e per compiacere Trump). L’Economia Usa è tornata tonica, come testimonia la statistica sull’occupazione, che ha battuto le stime sia per i posti di lavoro, sia per la crescita dei salari che spinge i consumi.

Però quella dei nuovi occupati è una serie che si muove a posteriori e Wall Street ha già incorporato la ripresa, come sottolinea Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners. Soprattutto, agli investitori mancherà la carta di riserva del taglio dei tassi per un po’ di tempo. «Sono aumentate notevolmente le probabilità di una Fed immobile sui tassi - spiega Filippo Diodovich, analista di Ig -; l’atteggiamento del Governatore Fed Jerome Powell di attesa e osservazione dei dati economici potrebbe essere mantenuto per lunghissimo tempo, con i tassi di interesse sui livelli attuali».

L’atteggiamento della Fed ha un impatto diretto anche sui rendimenti obbligazionari, che di recente si sono alzati un po’ sulle scadenze più lunghe, anche in Europa. «Con la Fed posizionata in reazione ai dati - continuano gli analisti di BofA-Merrill Lynch - per un cambio sostanziale di atteggiamento dovremmo vedere un miglioramento economico significativo o, viceversa, un ulteriore deterioramento; oppure, dovrebbe esserci una nuova escalation delle tensioni tra Cina e Stati Uniti , che non è il nostro scenario di base. Il mercato dei tassi potrebbe rimanere, dunque, in una fascia stretta di oscillazione nel breve termine, come nel primo trimestre del 2019». Viceversa, un quadro macro più pessimista delineato dalla Fed potrebbe abbassare di nuovo i rendimenti.

Consiglio europeo e Btp
Il Consiglio europeo di giovedì e venerdì potrebbe muovere i titoli di Stato italiani, che soffrono per le tensioni all’interno del Governo Pd-M5S. La firma del nuovo Trattato sul Mes (che ha implicazioni per la valutazione del debito pubblico) è stata rinviata al prossimo anno, ma il tema è in agenda e mercoledì il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlerà in Senato. La comunicazione del Premier è considerata una prova del nove della tenuta della maggioranza. Il Btp decennale ha chiuso la scorsa settimana con il prezzo in discesa, il rendimento in salita di 10 centesimi all’1, 46% e lo spread in allargamento a 178 punti base (+1,78% rispetto al rendimento del Bund).

Regno Unito ai seggi
Giovedì gli elettori inglesi andranno alle urne per designare i nuovi rappresentanti al Parlamento. I sondaggi danno per favoriti i conservatori e la possibilità che il piano del premier Boris Johnson sulla Brexit venga ratificato. La sterlina, che nell’ultimo mese ha recuperato più del 2% sull’euro e sul dollaro, fungerà da cartina di tornasole finanziaria dell’evento, mentre potrebbero passare in secondo piano le rilevazioni di martedì sulla bilancia commerciale e sulla produzione industriale del Regno Unito.

Esportazioni cinesi e scadenza sui dazi
È vicino anche il termine per l’introduzione di un altro pacchetto di dazi americani su merci cinesi, in programma dal 15 dicembre. Dopo l’ennesimo allarme ai mercati sul rinvio di un’intesa tra Washington e Pechino, nuove dichiarazioni di Donald Trump hanno gettato acqua sul fuoco, con il sollievo degli operatori. Intanto, lunedì le statistiche sulla bilancia commerciale cinese fanno il punto sul reale impatto della guerra commerciale. Le ultime rilevazioni avevano attutito i timori per la frenata delle esportazioni.

COME SONO ANDATI I MERCATI LA SCORSA SETTIMANA

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