Il 2022 dei mercati

Trimestre di guerra anche sui listini europei tra Omicron e Ucraina, per Milano -8,5%

Borse in rosso a gennaio-marzo per la prima volta in due anni. La peggiore è Francoforte (-9,3%), si salva solo Londra (+1%). Pagano dazio i settori più esposti verso Mosca, come auto (-12,5%), industria (-13%) e banche (-5,8%). Fiammata dell'energia: +37,8% il petrolio Wti

di Enrico Miele e Stefania Arcudi

Aggiornato alle ore 19:00

La Borsa, gli indici del 31 marzo 2022

6' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il mini-recupero di marzo (+0,8% lo Stoxx Europe) non è bastato a compensare le perdite messe a segno dalle Borse europee dopo lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. I tre mesi del 2022 si sono così chiusi in "rosso" (-6,5%), archiviando il primo trimestre di ribassi per i listini in due anni. Milano ha ceduto l'8,5% (-1,4% a marzo), Francoforte il 9,3% (-0,2% nell'ultimo mese), Parigi il 6,3% (+0,2%) e Madrid il 3,1% (-0,4%). In controtendenza solo Londra, che ha guadagnato l'1% nel mese e l'1,8% nel trimestre. A pagare dazio soprattutto i comparti più esposti verso Mosca, a partire da auto (-12,5% Euro Stoxx 600 di settore), industria (-13%), banche (-5,8%) e retail (-27%). La fiammata dei prezzi dell'energia (+37,8% il Wti e +39,2% il Brent), con il braccio di ferro sulle forniture di petrolio e gas russo, ha invece messo le ali ai titoli del comparto energetico (+14,1%) e delle materie prime (+18,3%). Trend simili a Piazza Affari, dove tra le migliori si sono piazzate Tenaris (+49,3% nel trimestre) ed Eni (+8,8%). Bene anche Leonardo (+43,2%), che ha beneficiato del rally del comparto difesa, Generali in vista dell'assemblea per il rinnovo dei vertici (+11,5%) e Terna (+9,4%).

Nell'ultima seduta pesano le minacce di Putin sul gas

In una seduta già fiaccata dallo stallo nei colloqui di pace in Ucraina, la corsa dell’inflazione e il brusco stop di quella del petrolio, è alla fine lo scontro sul gas a mandare in crisi i listini europei. Timidi per tutta la prima parte di seduta, gli indici sono infatti capitolati davanti alle minacce di Putin sullo «stop alle forniture di gas ai Paesi occidentali se non pagheranno in rubli», seguite dalla replica altrettanto dura del cancelliere tedesco Olaf Scholz: «Continueremo a pagarlo in euro o dollari, così è scritto nei contratti». E tanto è bastato alle Borse del Vecchio Continente per allargare le perdite sul finale, mentre il conflitto sulle materie prime tra Ue e Russia è salito a livelli di guardia (anche se le conseguenze della "guerra del gas" non sono ancora chiare).

Loading...

Nell'attesa, gli investitori hanno sperato, senza successo, di vedere sviluppi concreti nei negoziati tra Mosca e Kiev per raggiungere un'intesa almeno sul cessate il fuoco, con il rallentamento della manifattura cinese e la prospettiva di un utilizzo delle riserve strategiche da parte degli Stati Uniti che hanno messo un freno al prezzo del petrolio. A Piazza Affari, il FTSE MIB ha così chiuso sotto la parità. Destino simile per Parigi (CAC 40), Francoforte (DAX 30), Londra (FT-SE 100) e Madrid (IBEX 35). In calo anche gli indici a Wall Street dopo il balzo dell'inflazione Pce "core" a febbraio del 6,4% anno su anno, ai massimi dal lontano 1983. Le Borse europee concludono in ogni caso il mese di marzo recuperando i livelli di fine febbraio, con un rimbalzo di oltre il 14% rispetto ai minimi dello scorso 7 marzo.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
Loading...

Balzo Generali in vista dell'assemblea, crolla Tim

«Riteniamo che il titolo possa ricevere un supporto tecnico di breve termine da ulteriori acquisti potenziali sul mercato prima della record date del 14 aprile». Così gli analisti di Banca Imi hanno sintetizzato l'appeal registrato nel corso di tutta la seduta sulle azioni Generali in vista dell'assemblea del 29 aprile e del braccio di ferro per il rinnovo del cda tra la lista elaborata dal board, sostenuta da Mediobanca, e quella di Francesco Gaetano Caltagirone appoggiata da Del Vecchio. Ad accendere ulteriormente la scommessa su nuovi acquisti le indiscrezioni secondo cui Del Vecchio potrebbe salire alle soglie del 10%, dall'8,2% attuale, mentre anche Fondazione Crt, che faceva parte del patto parasociale con i due imprenditori, potrebbe arrotondare l'attuale pacchetto dell'1,7%. In fondo al listino milanese, invece, si è piazzata Telecom Italia dopo la rimonta che in tre settimane ha portato il titolo ad apprezzarsi del 52%. I realizzi sono favoriti anche dalle indiscrezioni riportate dal Financial Times secondo cui la possibilità che il fondo di private equity Kkr presenti una offerta sono in dubbio. Tra le migliori della Borsa milanese anche Terna, Snam Rete Gas e Mediobanca mentre dalla parte opposta del Ftse Mib sono finite Iveco Group, Nexi e Banca Pop Er.

Atlantia al top da 2 anni, utility alla prova del rinnovo vertici

La holding Atlantia resta a fine seduta sui massimi da due anni, mentre è tutto pronto per il closing della cessione di Autostrade per l'Italia. Con la registrazione da parte della Corte dei Conti del Decreto interministeriale di approvazione dell'Addendum e del piano economico e finanziario, si sono verificate infatti tutte le condizioni sospensive previste dal contratto di cessione da parte della holding dell'88% di Aspi al consorzio guidato da Cdp Equity a cui partecipano Blackstone e Macquarie. Il closing è ora previsto entro 30 giorni lavorativi. «Una notizia chiaramente positiva» per Banca Akros, visto che rimuove una volta per tutte l'incertezza sulla definizione dell'operazione. Gli analisti di Equita Sim, che alzano a 20,5 euro il target di prezzo con raccomandazione che resta "buy", guardano già all'esecuzione del programma di acquisto di azioni proprie fino a 2 miliardi di euro approvato dall'assemblea a dicembre. Per la cessione di Aspi, la holding incasserà 8,2 miliardi. Tra le utility bene a fine giornata anche Italgas e A2a mentre Hera registra la novità di Cdp che ha candidato Stefano Venier, attuale a.d. della società bolognese, come nuovo numero uno di Snam Rete Gas al posto di Marco Alverà (mentre ha confermato Paolo Gallo alla guida di Italgas).

Negli Usa inflazione +6,4% a febbraio, ai massimi dal 1983

L'inflazione negli Stati Uniti continua intanto a salire. A febbraio, infatti, la misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (Personal consumption expenditures price index), è cresciuta dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 6,4% rispetto a un anno prima, dopo il +6% di gennaio (è il dato più alto dal 1982). La componente "core" del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 5,4% rispetto a un anno prima, dopo il 5,2% del mese precedente, la più alta dal 1983.

A Washington il totale dei sussidi è il più basso da 1969

Negli Stati Uniti, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 26 marzo, è aumentato di 14mila a 202mila, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro (le attese erano per un dato a 195mila). Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono i sussidi di disoccupazione è calato di 35mila unità a 1,307 milioni, il dato più basso dal dicembre 1969. Il numero totale delle persone che ricevono gli aiuti dei vari programmi statali e federali era di 1.775.826 nella settimana conclusa il 12 marzo, in calo di 81.975 unità dalla settimana precedente.

Andamento dello spread Btp / Bund
Loading...

Spread sale in chiusura a 149 punti, tasso cala al 2,05%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund in una giornata di acquisti diffusi sul mercato obbligazionario europeo. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha sofferto della sovraperformance del Bund tedesco ed ha finito così per allargare la sua posizione attestandosi in chiusura a 149 punti base, quattro in più rispetto alla chiusura del 30 marzo. In netto calo il rendimento del BTp decennale banchmark che ha segnato un'ultima posizione al 2,05%, dal 2,15% dell'ultimo riferimento.

Riserve Usa e "saldi" Russia pesano sul petrolio

In calo il prezzo del petrolio che si riporta verso quota 100 dollari al barile. Secondo informazioni di stampa, Washington si starebbe preparando a prelevare circa un milione di barili di petrolio al giorno dalle riserve strategiche per frenare il caro energia. La Russia, inoltre, starebbe offrendo il proprio greggio in vendita diretta all'India con consistenti sconti rispetto ai prezzi pre-guerra per trovare uno sbocco alla propria produzione bandita da molti paesi occidentali. A Londra il Brent scivola di oltre il 5% (107,05 il future maggio, 105,08 il giugno) e a New York il Wti cede il 6% a 101 dollari al barile nella scadenza maggio. Sul mercato dei cambi, l'euro scende verso quota 1,11 dollari. La moneta unica è indicata a 1,1104 dollari (da 1,1162). In recupero lo yen, indicato a 135,24 per un euro (da 136,11) e 121,77 per un dollaro (da 121,94). Continua la risalita del rublo, indicato a 82,05 per un dollaro da 84,5.


Opec+ conferma aumenti graduali: +432mila barili al giorno

I Paesi produttori di petrolio aderenti all'Opec insieme agli altri grandi esportatori (Opec+) hanno stabilito di incrementare la produzione mensile totale di 432mila barili al giorno per il mese di maggio. E' quanto indicato in una nota dell'Organizzazione che quindi ha confermato la propria strategia di progressivo aumento della produzione senza accelerazioni dovute alla necessità di raffreddare i prezzi del barile. La decisione, però, era attesa dagli analisti.

Mercati, per saperne di più

I podcast con i dati e le analisi

Cosa sta accadendo alle Borse, qual è stato il fatto chiave della settimana? Andrea Franceschi, insieme ai colleghi della redazione Finanza e Risparmio, cura ogni settimana “Market mover”, un podcast disponibile su tutte le piattaforme ogni sabato mattina. Ascolta il podcast Market mover
Ogni giorno alle 18 puoi avere il punto sulla chiusura delle Borse europee con il podcast automatico creato con AI Anchor

La Borsa oggi in video

La redazione di Radiocor cura ogni giorno - dal lunedì al venerdì - un video con i dati fondamentali della giornata della Borsa di Milano, l’andamento dell’indice, un’analisi dei titoli in maggiore evidenza. Guarda i video

Le notizie per approfondire

Gli approfondimenti delle notizie di Finanza e Risparmio sono l’elemento distintivo di Mercati+, la sezione premium del Sole 24 Ore. Qui per scoprire come funziona e i servizi che offre.
Per gli aggiornamenti dei dati delle Borse ecco la sezione Mercati mentre per le notizie in tempo reale il rullo della sezione di Radiocor .
Infine, ecco la newsletter settimanale Market Mover

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti