la giornata dei mercati

Allarme Covid in Usa frena l'Europa. Giù Milano (-0,5%) con le banche

Gli indici europei hanno cambiato più volte direzione, per poi imboccare la via dei cali: la preoccupazione per i nuovi contagi frena l'ottimismo. Debole Wall Street, dopo i dati sul lavoro peggiori delle stime. A Piazza Affari giù le banche e i petroliferi. Spread in discesa sotto 180 punti

di Stefania Arcudi ed Enrico Miele

La giornata dei mercati

5' di lettura

Il Covid negli Stati Uniti non molla la presa e, complice un dato sul lavoro americano peggiore delle stime, manda in affanno le Borse europee, che chiudono in rosso una seduta segnata dai timori per una ripresa che appare in salita. Mentre la Bce certifica la paralisi economica del Vecchio Continente, e si moltiplicano i contagi in Cina e Brasile, a rendere nervosi i mercati sono i dati macro che arrivano dall’altra sponda dell’Atlantico e mostrano uno scenario di luci e ombre dopo la fine del lockdown.
Segnali contrastanti che suggeriscono prudenza agli investitori, in attesa di capire anche i tempi per un accordo politico in Europa sul Recovery Plan, con Angela Merkel che invita gli altri partner ad approvare il piano entro luglio (altrimenti sarebbe a rischio l’avvio del fondo nel 2021). E così a fine giornata Piazza Affari lascia sul campo lo 0,51% appesantita soprattutto dall’andamento contrastato dei bancari, che occupano entrambi gli estremi del Ftse Mib, da Bper (-2,7%) a UniCredit (-1,8%). Fa eccezione la sola Mediobanca (+1,8%).

In discesa anche Wall Street dopo i dati sul lavoro

Anche Wall Street viaggia in ribasso, pur cercando lo spunto per riportarsi sulla parità. Per ora, gli indici americani prolungando i cali della seduta precedente in scia alle incertezze sulla ripresa dell’economia, dopo la pubblicazione dei dati macro sui sussidi di disoccupazione, peggiore delle stime, e sul manifatturiero, migliore delle previsioni. In particolare, la settimana scorsa 1,508 milioni di lavoratori hanno fatto richiesta per i sussidi, mentre le attese erano per 1,3 milioni. Attualmente in totale sono oltre 20 milioni le persone che ricevono sussidi, circa il 14,1% della forza lavoro americana, ma dall'inizio della pandemia oltre 45 milioni hanno fatto richiesta. Invece, è tornato in positivo l'indice manifatturiero della Fed di Filadelfia, che a giugno si è attestato a 27,5 punti.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Deboli Fca e Atlantia, poco mossa Cnh Industrial

A Milano in affanno Fca (-0,3%) con gli analisti che non vedono rischi per fusione con Peugeot dopo l’avvio dell’indagine dell’Antitrust Ue. Il titolo è penalizzato comunque dalla debolezza del settore auto in Europa. Sempre nella galassia Agnelli-Elkann, in modesto rialzo Cnh Industrial, che nella prima parte della seduta aveva beneficiato del fatto che gli analisti di Ubi Banca hanno alzato la valutazione da "hold" a "buy" e l'obiettivo di prezzo da 5,4 a 7,6 euro per azione. Sulla parità Atlantia che ha scritto una lettera a Bruxelles accusando il governo Conte di violare il libero mercato nello scontro sul destino delle concessioni autostradali.

Sul Ftse Mib bene Prysmian, più lenti i petroliferi

APiazza Affari tra i pochi titoli in rialzo Italgas (+1,2%) che ha collocato un bond da 500 milioni, con una cedola allo 0,25%, e tra le migliori c'è Prysmian, nel giorno in cui Jan Schindler, market intelligence manager telecom business del gruppo, è stato eletto tra i nuovi membri del consiglio di amministrazione di Ftth Council Europe. Si arrestano gli acquisti su Nexi, dopo che Il Sole 24 Ore ha scritto che gli advisor sono al lavoro per fissare i concambi con Sia. In calo anche il comparto petrolifero che scende in tutta Europa: in coda al listino Saipem ed Eni.

Giù la Juve: la Coppa Italia va al Napoli

In rosso i titoli Juventus a Piazza Affari dopo la finale di Coppa Italia persa con il Napoli. I titoli del club bianconero perdono il 5%, mettendo a segno una delle peggiori performance della Borsa di Milano. Vivaci gli scambi. Nel giorno della finale con il Napoli, i titoli Juventus avevano chiuso in progresso dell'1,8%, proprio in attesa dell'esito della partita che ha assegnato il primo trofeo stagionale in Italia, aspettando la ripresa del campionato. La partita si è chiusa sulla parità dopo 90 minuti e ai rigori è stata vinta per 4 a 2 dal Napoli che si è quindi aggiudicata la vittoria della Coppa Italia. Al di là del risultato sportivo, a penalizzare il titolo sono i mancati ricavi: chi vince la Coppa Italia si aggiudica 5,2 milioni di euro (solo 3,4 alla seconda classificata), oltre alla possibilità di disputare la Supercoppa Italiana (che vale altri 3,4 milioni circa) e all'accesso all'Europa League.

In luce Popolare di Sondrio e Mps

Tra gli istituti di credito che si sono messi in luce nel corso della seduta c’è anche la Popolare di Sondrio, che ha guadagnato il 3,7% dopo che ieri a mercati chiusi aveva comunicato la cessione di sofferenze per 1 miliardo di euro e sta preparando un’altra vendita entro l'anno. Restando al comparto del credito, le vendite hanno premiato anche Mps (+1%) alle battute finale per presentare il suo progetto di bad bank.

Strappo di Astaldi, mentre si avvicina il concordato

Quanto allo strappo di Astaldi, il costruttore lo scorso anno ha chiuso il bilancio con ricavi in aumento del 50% a 1,5 miliardi di euro (984,4 milioni al 31 dicembre 2018). Gli analisti di Equita rilevano come l'ebit adjusted del 2019 sia "inferiore alle attese principalmente per effetto del minor fatturato mentre la marginalità è risultata essere solo leggermente inferiore alle attese”, ricordando come “al completamento del processo di ristrutturazione la società sarà sostanzialmente debt-free". E considerando che l'udienza per il piano di omologa è fissato al 23 giugno, gli esperti della sim milanese considerano "ragionevole" che "l'ingresso di Webuild in Astaldi possa avvenire entro ottobre 2020".

Spread in calo a 177 punti

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il Bund di pari durata, e' indicato al termine degli scambi a 177 punti base, in calo dai 183 punti del finale di ieri. Flette anche il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta all'1,38% dall'1,41% del riferimento della vigilia.
Inoltre, sono arrivati i risultati dell'asta Tltro III della Bce, con le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine e con tassi più favorevoli, come deciso nella riunione del 30 aprile. Sono state 742 le banche europee ad attingere a 1.310 miliardi di euro. Le attese per gli analisti erano comprese in una forchetta di 1300-1500 miliardi. Nelle tre precedenti aste Tltro III le banche avevano chiesto rispettivamente 3,4, 97,72 e 114,979 miliardi. Il record precedente per una singola asta era di 529 miliardi, registrato nel 2012.

Petrolio vira al rialzo, il Brent torna sopra i 41 dollari

Tornano a salire i prezzi del greggio, dopo i cali della mattinata. Il Brent si muove sopra i 41 dollari al barile mentre il Wti ha recuperato la soglia dei 38 dollari al barile. Il mercato sta rileggendo i dati sulle scorte Usa, salite sui massimi storici, che hanno registrato però anche un inatteso calo delle riserve di benzina e distillati. Inoltre, c'è attesa per un incontro dei Paesi Opec+, dopo che il comitato tecnico si è concluso senza la raccomandazione di ulteriori tagli, focalizzandosi maggiormente sul rispetto degli impegni presi. "Secondo Trafigura, top trading house mondiale, la domanda globale sarebbe ritornata intorno al 90% dei livelli pre-Covid - sottolineano gli analisti di Mps Capital services - sebbene esistano differenze geografiche". Infine, la Russia ha dichiarato di essere a proprio agio con un prezzo del petrolio pari a 50 dollari al barile nel lungo periodo.

Sul mercato valutario euro stabile, sterlina in calo

Sul mercato dei cambi, l'euro resta stabile a 1,122 dollari (contro 1,121 ieri in chiusura) mentre è in netto rialzo nei confronti della sterlina a 0,902 (0,894), indebolita di colpo dopo la decisione della Bank of England di aumentare di 100 miliardi di sterline il programma di acquisto titoli. La valuta britannica passa di mano a fine seduta a 1,243 dollari, perdendo circa l'1% del suo valore rispetto a prima dell'annuncio della BoE.

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