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Torna speranza Brexit e vaccini. Milano (+0,65%) la migliore nella «mini-settimana» di Natale

Mercoledì gli indici continentali hanno finito in netto rialzo, ma il bilancio dei tre giorni ha risentito dei forti ribassi di lunedì. Occhi sulla Brexit e sull'inizio della campagna vaccinale anche in Europa. Euro/dollaro ritrova 1,22, corre la sterlina. Spread risale a 114 punti

di Stefania Arcudi

La Borsa, gli indici di oggi 23 dicembre 2020

Mercoledì gli indici continentali hanno finito in netto rialzo, ma il bilancio dei tre giorni ha risentito dei forti ribassi di lunedì. Occhi sulla Brexit e sull'inizio della campagna vaccinale anche in Europa. Euro/dollaro ritrova 1,22, corre la sterlina. Spread risale a 114 punti


4' di lettura

Per le Borse europee è stata una settimana più breve del consueto per via della pausa natalizia (i mercati sono chiusi il 24 e 25 dicembre, si torna agli scambi il 28), ma comunque positiva, per lo meno per Piazza Affari (+1,3% mercoledì, +0,65% nei tre giorni).
Dopo un lunedì da dimenticare, con la diffusione nel Regno Unito di una variante del coronavirus con capacità di contagio più elevata, ma apparentemente non più pericolosa, gli indici continentali hanno ritrovato la calma e hanno recuperato terreno, anche incoraggiati dai progressi sulla Brexit, con un accordo commerciale che, in extremis, appare possibile.
Meno brillante di Milano il resto del Vecchio Continente: nella «mini-settimana» Parigi ha ceduto lo 0,36%, Francoforte ha guadagnato lo 0,1%, Londra ha perso l'1,14% e Madrid lo 0,8%. In Europa andamento in chiaroscuro a livello settoriale. Male il settore health care (-1,69% lo Stoxx Europe 600) e le Tlc (-2%), bene le utility (+1,56%), i media (+1%) e il comparto chimico (+1,06%).

Il 23 dicembre gli indici europei avevano finito sui massimi di giornata, mettendo da parte le preoccupazioni per la «variante inglese» del coronavirus e su una sua eventuale (e per ora smentita) resistenza al vaccino. A dare slancio è stata anche la speranza per un accordo in extremis sulla Brexit: Regno Unito e Unione europea sembrano aver trovato la quadra su un accordo commerciale e un annuncio potrebbe arrivare già il 23 dicembre, cosa che ha messo le ali alla sterlina (+0,84% a 1,1 euro).

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Wall Street chiude contrastata, Dj +0,38%, Nasdaq -0,29%

Chiusura contrastata per Wall Street col Dow Jones che guadagna lo 0,38% a 30.129,47 punti e il Nasdaq che cede lo 0,29% a 12.771,11. L'indice S&P500 avanza dello 0,08% a 3.690,03 punti

A Milano Bper e Cnh Industrial le migliori

Per quanto riguarda i titoli, a Piazza Affari la migliore è stata Bper (3,86%), seguita a ruota da Cnh Industrial (+3,29%), incoraggiata da Daimler (+3,5% a Francoforte) che, secondo indiscrezioni, si prepara alla quotazione della divisione camion. Deboli i titoli del comparto farmaceutico/sanitario, con in coda al Ftse Mib Diasorin (-1,65%) e Amplifon (-1,45%), quest’ultima in calo nonostante l'acquisizione negli Usa delle soluzioni e servizi per l’udito di Pjc Investments.

Bene il risparmio gestito e le banche

Il risparmio gestito (Banca Mediolanum, Banca Generali e Azimut in primis): in novembre, stando ai dati di Assogestioni, la raccolta netta è raddoppiata rispetto ad ottobre e il patrimonio ha segnato un nuovo record, sfiorando i 2.400 miliardi di euro (il saldo dei flussi è positivo per +5,9 miliardi). Il settore è in evidenza anche dopo le dichiarazioni rilasciate dal ceo di Mediobanca Alberto Nagel che, in un forum di Bloomberg News, ha sottolineato l'interesse della banca per acquisizioni nel settore delle gestioni patrimoniali. A Piazza Affari seduta positiva per le banche, sostenute dal buon andamento del comparto in Europa (Unicredit +2,23%, Intesa Sanpaolo +1,69%). Per quanto riguarda Banco Bpm (+1,06%), gli investitori hanno messo da parte i timori di una lunga disputa legale con Cattolica Assicurazioni sulle joint venture di bancassicurazione. Inoltre, l’istituto ha finalizzato la cessione pro-soluto di due distinti portafogli di crediti deteriorati con valore contabile lordo complessivo di quasi un miliardo di euro nell'ambito del progetto "Django" per la cessione di crediti Utp.

Corrono i titoli energetici, Atlantia sulla parità

In buono spolvero i titoli del comparto petrolifero (Eni +2,68%, Tenaris +2,79% e Saipem +2,9%), grazie all'accelerata del greggio. In particolare, Saipem è incoraggiata anche dal contratto firmato con Haifa Group del valore di oltre 200 milioni di dollari per la costruzione di un impianto di ammoniaca, atteso da tempo nel sito di Mishor Rotem, in Israele. Tra le utility svetta Enel. Debole Atlantia sull'ipotesi di una valorizzazione di Aspi più bassa delle attese nell'offerta della cordata Cdp. In flessione anche Banco Bpm al centro del braccio di ferro con Cattolica per la risoluzione delle due jv tra i due gruppi.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread in leggero rialzo a 114 punti

Chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Nel finale il
differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005422891) e il pari durata tedesco è indicato a 114 punti base, tre in piu rispetto alla vigilia. Il rendimento del decennale italiano è in chiusura allo 0,60% dallo 0,56% dell'ultimo riferimento.

In recupero il petrolio, euro/dollaro sotto quota 1,22

Il greggio amplia i guadagni dopo il calo (comunque inferiore alle stime) delle scorte settimanali americane: il Wti scadenza febbraio sale del 2,68% a 48,28 dollari al barile, mentre il Brent di pari scadenza sale del 2,58% a 51,38 dollari al barile. Sul mercato valutario, rivede quota 1,22 il cambio euro/dollaro e vale 1,2205 (1,2182 in apertura, dagli 1,2175 alla vigilia). Stabile l'oro a 1871,45 dollari l'oncia nel future febbraio.

Dati macro Usa in chiaroscuro, bene richieste sussidi

Nuove richieste di sussidi di disoccupazione in calo nell'ultima settimana negli Stati Uniti: il numero delle nuove richieste è sceso a 803mila, in calo di 89mila unità. Migliori delle attese anche gli ordini di beni durevoli (+0,9%), che a novembre sono aumentati più di quanto previsto dal mercato. Deludenti invece i redditi personali, calati sempre a novembre dell'1,1%, così come le spese per consumi, calate dello 0,4%. Male anche il dato sull'immobiliare (-11% a novembre, sotto le stime) e quello sulla fiducia dei consumatori redatto dall'Università del Michigan, sceso a 80,7 punti, sotto le previsioni.

(Il Sole 24 ore Radiocor)

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